Case alle Stelle. Prossimamente su HyperBros. Nel frattempo…

cotugno_macaioneLegacoop, Ance di Basilicata e Confapi Matera hanno promosso sabato 16 marzo un convegno dal titolo “Housing Sociale, l’abitare è di tutti”.

Se ne è occupato su TRM il collega Michele Cifarelli. Qui potete vedere il video del suo approfondimento.

Con il bravo (ed ultimamente un po’ irrequieto Foschino) abbiamo seguito i lavori ai quali hanno preso parte il presidente di Legacoop Laguardia, il presidente De Filippo, i sindaci delle città capoluogo di Basilicata oltre ad una serie di soggetti interessati al tema.

A Matera in particolari modo, viviamo una forte situazione di disagio, sotto il profilo abitativo. I materani che possono permetterselo investono i propri “risparmi” nel mattone, ed assistiamo a questo squilibrio sempre più forte dove da un lato ci sono una marea di appartamenti sfitti o in vendita (e in affitto) a prezzi di mercato elevatissimi nelle mani di tanti piccoli risparmiatori, dall’altro persone che non possono permettersi neanche la prima casa.

La crisi economica non intacca minimamente i prezzi degli alloggi, che rimangono elevati. Giovani (e sempre meno giovani) coppie non possono acquistarla, né tantomeno affittarla a prezzi ragionevoli. Gli imprenditori del settore edile lamentano la crisi e in molti ormai sono costretti a licenziare i propri dipendenti. Le pubbliche amministrazioni, dopo un breve giro di interviste preparatorie alla inchiesta che questo blog sta realizzando, pare abbiano poche idee e spesso confuse sul da farsi. La burocrazia non aiuta. La “cementificazione” più o meno selvaggia della città negli anni passati ha maldisposto la pubblica opinione verso qualsiasi tipo di nuovo intervento. Insomma, il quadro per farla breve è fosco.

Siamo sicuri che continueranno a farne le spese i soggetti più deboli di tutta la catena. Si parlerà con toni accesi della questione edilizia nella città di Matera. E la farà da padrone il tema dell’Housing Sociale una delle poche risposte immediatamente praticabili.

Di cosa si tratta?

L’“housing sociale” rappresenta una politica per l’incremento del patrimonio in affitto a prezzi calmierati o controllati. “

Da queste parti siamo quasi certi che, contro l’housing sociale si muoveranno tutta una serie di soggetti che non hanno interesse che qualcuno costruisca alloggi da dare in fitto a prezzi più ragionevoli rispetto a quelli attuali. Di certo non può essere questa l’unica soluzione. Perchè di case, nel territorio materano, ce ne sono già e sono fin troppe. Come intervenire sull’esistente?

Stiamo raccogliendo contributi, alcuni sono presenti in questa sorta di anteprima. Insieme ad un paio di dichiarazioni fresche fresche raccolte da De Filippo in merito alla formazione della nuova giunta regionale, che con questi temi, forse, hanno poco a che fare.

Buona visione.

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Blogger, musicante, lettore, disegnatore e giornalista digitale (in erba).

9 Comments

  1. Angelo says:

    Se il problema non si risolve con le buone (incentivo a vendere-affittare la casa piuttosto che tenerla vuota) le cose si risolveranno da se con le cattive (tipo crollo mercato USA di qualche anno fa). Da notare che la soluzione numero uno implica anche il liberarsi di energie e risorse per l’economia reale: investire nel mattone significa prendere denaro vero e comprare pietre invece che far muovere l’economia… Oggi un appartamento “speculato” di Matera ‘vale’ x, domani magari x/10 quando le cose peggioreranno ulteriormente (in assenza di provvedimenti antispeculativi)… Se un appartamento in affitto a Matera costasse quel che deve ce ne avvanteggeremmo tutti: i proprietari, che incamererebbero un reddito, le coppie giovani che potrebbero sposarsi in attesa di tempi migliori e l’economia tutta, perchè se io devo spendere tutto il mio reddito per gli speculatori poi non vado in pizzeria e non compro la borsetta…

  2. Ataru says:

    La realtà è che chi ha comprato pochi anni fa, si sogna di recuperare la cifra spesa, ma difficilmente intende adeguarsi alla realtà del mercato.
    Per l’appartamento che si fitta (forse) a 500€, se va bene chiedono 200 mila € per l’acquisto. Stiamo parlando del 3% di rendimento annuo lordo senza considerare tasse varie, spese di manutenzione e inquilini morosi.
    Troppo poco, eppure c’è chi si è affannato a comprare appartamenti come investimento in un mercato che di certo non poteva reggere questi prezzi; nel frattempo enormi capitali magari reinvestibili in qualche modo nell’economia cittadina oltre ad essersi immobilizzati o dissolti, non hanno nemmeno creato profitto per chi li ha spesi.
    La crisi si è solo aggiunta ad un mercato che già negli ultimi anni soffriva pesantemente; i dati reali sugli abitanti non scontano ancora i molti che hanno preso la via del Nord (come direbbe Materatown) per cercare occupazione, ma ancora risultano residenti a Matera e non si parla degli studenti appena usciti dal liceo, ma dei tanti che la crisi ha costretto ad emigrare intorno ai trenta o più anni.

    Ora il Consiglio Comunale ha approvato il piano casa 2, ma io a dire il vero vorrei anche notizie sugli appartamenti realizzati col piano casa 1, sempre che ci siano questi appartamenti :)

    • Angelo says:

      Il guaio è che la Casa non è una collezione di francobolli. Se ho comprato un francobollo al quadruplo del suo valore è un problema mio e nessuno mi obbliga a venderlo e questo non danneggia nessuno. La Casa è un bene primario, la cui costruzione ha ricadute anche sul Prossimo. Facciamo un esempio concreto. Mettiamo il caso che la Mia Città fosse satolla di case vuote e sfitte “Che non danno fastidio a nessuno” (Sic.) e che fosse dato il permesso di costruire a volontà altre case. Io ho già casa mia, che problema c’è se a 4 km da casa mia sorge un nuovo quartiere? Che danno ne ho?
      Aevoglia:
      * ho un danno ambientale, perchè si consuma suolo, ed il terreno verde produce ossigeno (ecc.) che E’ DI TUTTI.
      * ho un danno economico, perchè dovrò pagare anche io autobus, pulizia, servizi, polizia ecc per servire quel quartiere… Come li pago per tutti quei marciapiedi che circondano le case vuote e sfitte “Che non danno fastidio a nessuno” …

      Per tacere del più grave guaio di tale politica: le risorse della Comunità non sono spese in attività economicamente produttive e foriere di reddito per molti, ma solo per i pochi padroni del vapore

  3. Donato Mola says:

    Concordo (ari-sic.) con Angelo.
    Una soluzione l’avrei… certo non piacerebbe a nessuno (dei proprietari di almeno due case) e sopratutto se andasse in porto ciao ciao hyperbros… :-P

  4. AntonioR. says:

    Premesso che prima o poi mi riprometto di studiare il mercato immobiliare di Matera e che comunque credo che la chiave non sia il piccolo-medio risparmiatore che investe 200-300.000 euro in immobili (comunque, beato lui) ma il rapporto costruttori-banche, aspetto con curiosità il reportage di Foscus-Hyperbros sulle case alle stelle.
    Nel reportage suggerisco anche di valutare l’effetto sul prezzo delle case in prospettiva 2019. Diciamo che se Matera diventa Capitale della Cultura i proprietari di case, e soprattutto le imprese del settore, potranno stappare lo champagne. Gli affittuari dovranno invece brindare a gazzosa.

  5. Angelo says:

    Caro Antonio, quando parlavo di ‘con le cattive’ intendevo cosucce tipo quelle che stanno succedendo or ora a Cipro… Che ne dici se dopo le Elezioni Politiche 2013 (extended edition) data la probabile condizione economica non ci scappasse una patrimoniale immobiliare seria? Cioè, non è che oltre la tassa sul macinato ci siano troppi altri fondi di barile da grattare … Quindi, inizierei a pensare a cosa succederà al mercato immobiliare non tanto per i nostri poveri piani casa 1 2 x, ma per le leggine d’emergenza che si prospettano …

  6. AntonioR. says:

    Caro Angelo,
    chi ha progettato il prelievo forzoso sui depositi a Cipro è un dottor Stranamore che vuole incendiare l’Europa. Per il momento, qualcosa fatta dal vituperato (e ora un pò rintronato) Monti ci mette al sicuro da nuovi interventi duri. Ma è chiaro che, data la situazione politico-economica europea e quella politica italiana, tutto può accadere. Anche il peggio.
    Sulla patrimoniale per gli immobili, va detto però che l’Imu è già una patrimoniale ed è strutturata in modo leggermente progressivo. Sarebbe equo rivedere aliquote ed esenzioni a favore dei ceti medio-bassi, ma non credo che più di tanto si possa, o sia auspicabile, fare. Del resto, il mercato immobilare in tutta Italia è al collasso.

  7. Angelo says:

    Io però una curiosità ce l’ho. Lo chiedo senza malizia. Quale sarebbe il danno se si attuasse un’IMU davvero progressiva con sgravi sulla prima casa e aggravi sulle seconde, terze, quarte ed n+1 case, soprattutto se vuote e sfitte ?

  8. gioschi says:

    bisogna trovare il sistema di tassare le case (ed aggiungo i locali commerciali/artigianali) addove questi volumi rappresentino investimento e non necessità primarie…voglio speculare con il mattone? bene, ma essendo un investimento devo pagare! e cominciate a parlare anche dei locali commerciali e artigianali…di questo passo, in città, chiuderanno decine di attività (con perdita di posti di lavoro), perchè ci sono fitti assurdi!

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