Congresso #PdBas, terza puntata: 5 piccole (ma non piccolissime) curiosità

Curiosità 1: Ma a chi appartengono i delegati eletti all’assemblea regionale?

Polese, neo-segretario regionale del Pd lucano, ha ricevuto il 3 dicembre la manna dal cielo (cioè dai capi), ottenendo 74 delegati su 100 all’assemblea regionale. Altri 17 fanno capo a Lacorazza e 9 a Santarsiero. Ma questi 100 valorosi/e a chi appartengono? Ovvero a quale capocorrente risponderanno? O perlomeno, risponderanno, finché separazione non li divida dal capo (la separazione, come è noto, è perfino più frequente in politica che nel matrimonio). Per alcune liste il calcolo è semplice, laddove si abbia una situazione del tipo “una lista un capo” (eppure….). Ciò vale, ad esempio, per i 13 eletti nella lista De Filippo e per i 9 eletti nella lista Cifarelli. E siamo a 22. Cosa si può dire invece per i restanti 52? La proporzione dei fedeli nella lista Antezza-Chiurazzi è, grosso modo, 60 contro 40. Dunque, Maria ha 7-8 delegati in assemblea e Chiurazzi 5-6. Ed ora veniamo ai “residui” 39 delegati delle 3 liste comuni Giuzio-Margiotta-Pittella-Robortella. A Margiotta sono riconducibili 10-11 delegati (aumentabili?), mentre altri 3 provengono da associazioni e quindi non sono direttamente attribuibili ad alcun capo-corrente. Segue che alla coppia Pittella-Polese (anche via Robortella-Giuzio) sono ascrivibili da un minimo di 26 a un massimo di 28 delegati in assemblea regionale.
Vista così, la vita di Polese si preannuncia piuttosto dura: maggioranza vasta a sostegno ma alquanto frastagliata, e non è che a un De Filippo, a un Margiotta o ad un’Antezza fai bere facilmente (eventualmente) un amaro calice! Ciò detto, va comunque ricordato che l’assemblea regionale è stata storicamente un organismo fantasma che, convocato pochissime volte, ha sfiorato l’irrilevanza politica. Vedremo come andrà questa volta.

Curiosità 2: Lacorazza riesce nell’impresa di riconoscere sia la sconfitta che la Vittoria.

Occorre rassegnarsi al fatto che i politici professionali non ragionano e, soprattutto, non parlano come i comuni mortali. Infatti, Piero Lacorazza ha subito ammesso la sconfitta della sua candidata, Purtusiello, ma poi si è anche lanciato in una interminabile (de) filippica contro coloro che non riescono a comprendere lo straordinario successo della sua lista, al 17%. Dunque, non resta che tradurre in un italiano umano il pensiero di Lacorazza (chiaramente la frase virgolettata è mia, mentre il pensiero (una volta linearizzato) è di Piero):
“Mario Polese è stato eletto segretario regionale del Pd lucano con il 73%. È vero, ha sbaragliato i concorrenti, inclusa la mia candidata, Vittoria Purtusiello, ma quel che davvero per me conta (o che comunque io ci terrei a vendere) è che con il 17% dei consensi alla mia lista, (la prima classificata!) io rimango in posizione assai favorevole per una candidatura, e un seggio, al Parlamento. Questa candidatura mi spetta perché: (a) sono il principale esponente dell’opposizione interna; (b) sono legato ad Emiliano; (c) in queste primarie tra noi notabili lucani del Pd per un posto in Parlamento ho battuto nettamente De Filippo, che è al 13%, e diversi altri aspiranti”.
Lacorazza, verosimilmente, ritiene che Pittella dovrebbe scegliere quale posizione da capolista occupare nei collegi plurinominali, Camera o Senato, e una volta che Marcello abbia fatto la sua scelta l’altra posizione da capolista dovrebbe spettare a lui. I capilista, e non solo, saranno scelti a Roma, ma suppongo che nella mente dei Renziani, lucani e non, ci sia un’altra opzione per Lacorazza: sì alla sua candidatura, ma il seggio deve sudarselo in uno dei collegi uninominali, sempre di Camera o di Senato, dove potrà far valere la sua presunta capacità attrattiva verso gli elettori della Sinistra e, certo più limitatamente, dei 5 Stelle.

Curiosità 3: Le relazioni pericolose di Vito De Filippo (calma, mi riferisco a Fausto De Maria)

Un appassionato (diciamo) dibattito post primarie è sul se De Filippo abbia vinto o abbia perso. A livello personale, non registro una grande corrente di simpatia con Vito e ne ho addirittura chiesto le dimissioni qualche mese fa, per evidenze di clientelismo diffuso in Val D’Agri, ricevendo in cambio qualche insulto per partigianeria presunta. Ma un analista, per essere credibile, deve sempre avere un suo punto di vista autonomo ed obiettivo, pur nella visione e nelle simpatie politiche che egli (cioè io) legittimamente coltiva. Fatta questa premessa, la mia valutazione è che de Filippo abbia ottenuto il 3 dicembre un ottimo risultato con la sua lista. Non erano presenti in lista nomi altisonanti, alla Braia o all’Adduce o alla Robortella, ma fedeli delle seconde e delle terze linee (in ciò c’è una similitudine con la lista che ha affiancato Vittoria Purtusiello), ben distribuiti su base regionale (ovviamente con prevalenza di Potenza). In quest’ottica il 13% personale, diciamo così, su scala regionale è tutt’altro che disprezzabile.
Ma c’è anche di più: il 13% ottenuto, probabilmente sottovaluta il consenso effettivo che De Filippo avrebbe potuto costruire se soltanto Pittella glielo avesse consentito! Infatti, Fausto De Maria, Renziano della prima ora e popolare sindaco di Latronico, avrebbe ricevuto offerta di candidatura nella lista di De Filippo ma il Marcello, fortemente ostile a De Maria, avrebbe detto: giammai! Chiaro che Vito ci ha provato in tutti i modi ad abbattere il muro, anche per le vie Romane, ma non c’è stato nulla da fare. Un altro tentativo che De Filippo ha fatto, stavolta in provincia di Matera, è stato quello di candidare Scarola, che poi in effetti ha fatto ricca la lista Santarsiero sulla città. Ma Scarola, poi espulso dal Pd per volontà dei Muscaridola, delle Antezza e dei Chiurazzi, come logico, non si sarebbe candidato in una lista di sostegno a Polese.
In sintesi, con queste ulteriori candidature nelle sua lista, De Filippo avrebbe probabilmente raggiunto, se non superato, il famoso 17% di Piero Lacorazza! Ora, un aspetto senz’altro divertente della vicenda riguarda l’improvviso rigore etico e statutario incarnato da Pittella e da Polese. Ovvero, due importantissimi dirigenti del Pd lucano che negli ultimi anni hanno inquinato con ripetuti giochi sopra e sotto il tavolo le elezioni amministrative in mezza Basilicata! E più spesso che no in danno del Pd ufficiale e in vantaggio del proprio partito personale!!

Curiosità 4: per chi suona il collegio uninominale di Basilicata rivisitato

E a proposito di congresso che si trasforma in primarie per il Parlamento, il famoso collegio uninominale di Basilicata, con l’Area Sud e Lauria che emigrano verso Matera, inviso al Pd e ai Pittella, sarà dunque rivisitato e Lauria potrà rientrare, con il Lagonegrese, in un collegio uninominale che includerebbe parte della provincia di Potenza. La logica, tutta politica, è la seguente: il Pd in virtù delle sue simulazioni ritiene preferibile separare per la Camera un collegio molto bello ed uno molto brutto, piuttosto che avere due collegi ad esito altamente incerto, con tendenza negativa. Il collegio uninominale Potenza-Lauria-Lagonegro è ritenuto (sulla carta!) solido e qui potrebbe dunque essere candidato lo stesso Pittella, o in alternativa De Filippo, o ancora in alternativa Lacorazza o, infine, Viceconte, nel caso accordi di coalizione assegnino quel seggio ad Alternativa Popolare. Resta comunque discreto ma più difficile il collegio uninominale unico del Senato dove, quindi, non ci sarà certo la corsa a candidarsi da parte dei nostri “big”. Se l’operazione “collegio sicuro” andrà in porto, il Pd e la sua mini-coalizione potranno tornare a sperare in 4 parlamentari (su 13 totali) eletti in Basilicata. Poiché abbiamo in qualità di aspiranti almeno: Pittella, Margiotta, Antezza, Lacorazza – De Filippo, Viceconte + vari(e) ed eventuali, ognun comprende che le aspettative di un paio di aspiranti sono fatalmente destinate a rimanere frustrate.

Curiosità 5 (finale): Hyperbros sta diventando come Figaro, Barbiere di Siviglia

Tutti ci vogliono, tutti ci twittano. Ma non per la barba, come il famoso barbiere, ma perché si dica e si scriva questo o quello desiderato da questo o da quel capo-corrente. Commenta lo straordinario risultato di Matera per la Lista Santarsiero-Restaino, suggerisce Erminio! Ma come puoi omettere di commentare lo straordinario risultato della lista di Vittoria, se non per le tue inclinazioni di parte, ribatte Piero? E altro ancora. A tutti gli esponenti di #PdBas, nonché a tutti gli altri esponenti politici di sinistra e centro, e magari anche di destra moderata, noi diciamo: le porte di Hyperbros sono sempre (ragionevolmente) per voi aperte. Scrivete e noi pubblicheremo. Oppure, parlateci attraverso video-interviste (questo è un po’ più complicato dati i forti impegni di Donato, ma in modo selettivo si può anche fare) e, ancora una volta, noi pubblicheremo. Invece, riguardo a quello che scrivo io, o Donato o altri autori di Hyperbros, vi dico in totale amicizia e affetto: io scrivo e analizzo quel ca..o che mi pare, e come ca..o mi pare.

Antonio Ribba

Post Scriptum: ormai è maturo il tempo di scrivere qualcosa su Liberi e Uguali, cioè sul concetto di Libertà ed Uguaglianza da Adamo ed Eva al Giudizio Universale. Penso, e spero, a breve qui sul blog.

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