Del “Quisque de Populo”, del Riesame (Tribunale del) e della Sinistra Sanitaria

Al netto degli aspetti giuridici, sui quali non ho grande competenza, si nota la forte impronta umanistica ed il gusto per la logica Aristotelica, sulla quale peraltro Manzoni ha scritto pagine memorabili, dei giudici del collegio del Riesame di Potenza, che poche ore fa hanno depositato le motivazioni alla base della decisione di confermare gli arresti domiciliari per Marcello Pittella. Pittella, detta in italiano corrente, è accusato di aver raccomandato alcuni candidati ad un concorso presso l’Azienda Sanitaria di Matera e di averne costruito l’esito finale con il decisivo apporto di Piero Quinto, direttore generale, e di Maria Benedetto, direttore amministrativo dell’azienda.

Ci si potrebbe chiedere: truccare un concorso è un reato penale e, dunque, perché un uomo potente e vero democristiano, come Quinto, all’apice della carriera, avrebbe dovuto imbarcarsi in simile avventura? La ragione, ritengono i giudici, è che il Quinto aspirava all’incarico di super manager della futura, unica, Azienda Sanitaria Regionale. Così, il do ut des con Pittella sarebbe abbastanza chiaro: tu, Quinto, realizza i miei desiderata concorsuali, ed io, Pittella farò di te il mio feudatario della sanità lucana. Chiaro, sì, ma anche provato? Pare di no, non ci sono riscontri e prove inconfutabili di questo pactum sceleris, ma la logica (dei giudici), ed alcune confuse conversazioni intercettate, indicherebbero che con,  “ogni probabilità”, il patto tra il Re e il Feudatario della Sanità regionale sia stato effettivamente sigillato.

Come ho già detto, non ho competenze giuridiche specifiche, ma da cittadino relativamente acculturato e informato ritengo che la Cassazione potrebbe, se non proprio dovrebbe, annullare il provvedimento restrittivo, gli arresti domiciliari, per il governatore della Basilicata. È in effetti difficile comprendere cosa giustifichi la detenzione preventiva nel caso di Pittella: potrebbe reiterare il reato in quanto desideroso di ricandidarsi? Ma, seguendo la stessa logica ferrea dei giudici, solo un matto o uno stupido potrebbe (ri)mettersi a brigare sui concorsi pubblici regionali una volta libero ed in attesa di processo. Inoltre, quanti concorsi sono previsti in svolgimento di qui a gennaio, probabile data delle elezioni? Ancora: il quadro d’insieme dell’indagine mostra forti indizi di colpevolezza per Pittella e ciò può giustificare la detenzione preventiva? Qui però c’è da chiedersi come, nel futuro processo, i tribunali e la Cassazione potranno valutare la “probabilità” che un patto criminale tra Pittella e Quinto sia esistito al di là di ogni ragionevole dubbio. Oltre alla solidità di tutto il resto imputato a Pittella.  

Bene, e qui esaurisco la parte relativa all’apprendista giurista. Ribadendo che Marcello Pittella, qualunque sarà il pronunciamento della Cassazione, non può ripresentarsi candidato governatore del centrosinistra. Sarebbe una scelta folle e suicida per il Pd, con una strada tutta in discesa per una campagna giacobina, tanto del Movimento 5 Stelle quanto del Centrodestra, contro lo sfruttamento clientelare di questa regione. In difesa cioè del “quisque de populo”, dell’uomo della strada, come i giudici ribattezzano la “zavorra” di Maria Benedetto, ovvero i non raccomandati. Che sono chiaramente, oggigiorno, la netta maggioranza del popolo lucano.    

Dico questo perché deve essere chiaro che, solido o meno solido che sia l’impianto dell’accusa, il quadretto politico che viene fuori da questa inchiesta è davvero poco edificante. È la descrizione di una regione arretrata, con un ceto politico e amministrativo arcaico, fermo ai tempi di Colombo, il padre nobile di tutti i clientelari della Basilicata, siano essi cattolici oppure parte integrante della sinistra sanitaria (e qui devo ringraziare per l’ispirazione il grande Rino Formica, che a suo tempo coniò per la corrente socialista Lombardi-Signorile, l’espressione “Sinistra Ferroviaria”, per le mani forti della corrente sui trasporti pubblici).    

Le elezioni regionali si svolgeranno probabilmente a gennaio, a pochi mesi dalle Europee. Sarebbe importante che dalla Basilicata arrivasse il messaggio che un centrosinistra drasticamente rinnovato è in grado di fermare l’avanzata nazional-populista. Ma ai dirigenti del centrosinistra lucano e nazionale va detto: fate molta attenzione, che l’epoca delle cambiali in bianco è finita e nessun voto, a partire dal mio, potrà essere più dato per scontato.

Antonio Ribba   

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