Di Polese nuovo segretario regionale (ma io non lo voto) e di altro (più o meno) piccante

Come direbbe, solenne, Scalfari: “Nei giorni scorsi ho avuto colloqui riservati con Papa Francesco e con Mario Draghi”.

Noi voliamo molto più basso e, dunque, il massimo che abbiamo potuto ottenere consiste in qualche ameno scambio di vedute con un gruppetto di notabili del Pd lucano, sul congresso e su altro. Il vantaggio di parlare con più d’uno è che la tendenza alla propaganda e il desiderio di orientare le informazioni ad usum Delphini viene, almeno un po’, smussato.

La partita per la segreteria regionale è chiusa: complimenti a Mario Polese ma…

Mario Polese sarà il nuovo segretario del Pd lucano. I capicorrente, come forse era inevitabile, si sono tutti allineati. I malpancisti, in particolare Chiurazzi e Antezza, pare addirittura uniranno le forze in una lista comune di sostegno a Polese. Del resto, con Cifarelli che porta il sostegno degli Orlandiani (o di buona parte dei) a Polese, sarebbe un notevole smacco per Maria mostrare che gode di meno consensi di Roberto in provincia di Matera. E a pochi mesi dalle elezioni politiche generali, scivolate elettorali di questo tipo, è sempre bene evitarle.

Margiotta non ama contarsi o almeno, se può, lo evita e dunque le liste a Potenza città ed in provincia saranno targate Margiotta-Pittella o, forse più precisamente, Pittella-Margiotta. Invece Vito De Filippo, che ha ancora truppe locali, vuole mostrare la sua “forza” in vista della selezione delle candidature alle politiche e, dunque, una propria lista autonoma quasi sicuramente la varerà.

Queste ipotesi sulle liste soffrono ancora di qualche incertezza, che le liste saranno chiuse ad ore ma, più o meno, andrà così.

La nostra stima è che Polese sarà eletto segretario regionale con una percentuale compresa tra il 62 e il 66%. Dunque, il valore centrale della stima è 64%. Tra i Renziani c’è chi ritiene queste stime sottovalutanti il consenso finale per Polese e chi, di converso, le ritiene troppo ottimistiche. Io penso che Polese sarà alla fine eletto il 3 dicembre, senza bisogno di passaggi ulteriori, poiché quando i capi-bastone democristiani e socialisti, in Basilicata, si scatenano nella caccia alla volpe (ai voti) il destino dell’animale è segnato. E, quasi certamente, si supererà di slancio il 60%.

Naturalmente, altro discorso è se Mario sarà segretario con portafoglio o senza portafoglio, cioè in balìa dei capi-corrente e privo di effettiva consistenza politica. In parte dipenderà dalle sue capacità, che ci sono ma non sono eccelse, in parte da fattori esogeni fuori dal suo controllo e da quello dei notabili. Solo un esempio: Renzi sopravvivrà al suo risultato elettorale? Tutto da vedere, ma se Renzi ripete una non vittoria, Polese ed altri Renziani avranno ballato una sola estate.

Il mio (e penso di poter dire con qualche cautela, anche il nostro) candidato preferito è Vittoria Purtusiello. L’intervistatore della Nuova qualche giorno fa ha osato dire che Vittoria sarebbe antipatica e per questo non attrarrebbe voti! Sciocchezze, Vittoria pur soffrendo dell’ombra invadente dell’onnipresente Lacorazza è l’unica novità di questo congresso.

È coetanea del giovane Mario, ma costui ha meno freschezza, avendo già trascorso 4 anni logoranti all’ombra del Capo. Anche lui (il Capo) ha molto meno smalto, oggi, rispetto al 2013.

Va aggiunto che Purtusiello in questi anni, insieme a Lacorazza, si è sistematicamente schierata su posizioni progressiste sulle cruciali tematiche ambientali e sui temi dello sviluppo economico e sociale lucano. La stima sul risultato elettorale di Vittoria, il 3 dicembre, è: 24 – 28%. Dunque, valore centrale al 26%.

Infine, Santarsiero. Il candidato, per ovvie ragioni, è forte su Potenza città e probabilmente gode di discreto consenso anche in provincia. Il tallone d’Achille è Matera. 

Tuttavia, pare che una sacca di resistenza Santarsierana sia presente anche su Matera città, all’interno del gruppo consiliare e grazie all’impegno di Erminio Restaino. Resta la debolezza relativa nell’insieme della provincia. Dunque, la stima per il risultato di Santarsiero è la seguente: 8-12%, con valore centrale al 10%.

E dopo, per il Parlamento, cosa succederà?

Ci sono scadenze ravvicinate importanti, per i destini individuali e per il destino della Regione. Il secondo è di gran lunga più importante ma mai sottovalutare le conclusioni dei grandi filosofi. Come scrisse David Hume quasi tre secoli fa: “L’uomo soffre più per una puntura al dito della propria mano che per l’eventuale sorte avversa dell’umanità” (Ho parafrasato a memoria il pensatore, ma il significato è quello).

I problemi per i notabili Pd sono riassumibili, come è noto, in troppi pretendenti per poche poltrone. Ad oggi, si può ragionare su 3 seggi “sicuri”, uno alla Camera e due al Senato. Un quarto è possibile, soprattutto se, come sembra, la Basilicata riuscirà a conservare i 6 seggi alla Camera (al Senato sono 7 per norma Costituzionale). Un quinto, cioè il terzo senatore sembra essere invece improbabile, sia per ragioni di consenso elettorale stimato al novembre 2017, sia perché in caso di coalizione il Pd non potrà pretendere di eleggere da solo tutti i parlamentari della coalizione.

L’ordine di preferenza Romano, ovvero consenso di Cerchio Magico + i Pittellas è il seguente: Pittella, Margiotta, Antezza, De Filippo. Pittella è in cima alla lista perché da Governatore uscente, oltre che per forza nazionale dei Pittella, è libero di decidere cosa fare da grande. E Marcello, tatticismi pre-congressuali a parte, vuole, fortissimamente vuole, la candidatura e il seggio a Roma.

Margiotta è ormai a tutti gli effetti un membro onorario del cerchio magico e Antezza gode del vantaggio di genere, oltre ad essere una esponente della provincia di Matera e di essere comunque non troppo lontana da Renzi.

Dunque, Vito De Filippo è in difficoltà, dato il quadro, il che spiega anche il suo desiderio odierno di misurarsi al congresso con una propria lista.

In realtà, questa è la lista degli aspiranti Renziani ma della lista completa farà parte anche Piero Lacorazza. Il 10-15% dei seggi Pd sarà destinato alle 2 minoranze e dunque circa 6-7 parlamentari saranno indicati da Emiliano. Per Lacorazza è più facile andare a Roma (pare non ci siano veti, stavolta) che tornare, o rimanere, a Potenza da Governatore.

Allora la lista, ordinata, sembra possa essere questa: Pittella, Margiotta, Antezza, Lacorazza e De Filippo.

Rebus sic stantibus, la partita è parecchio complicata per De Filippo. Va però detto che De Filippo, piaccia o non piaccia, è figura di rilievo per il Pd lucano, per cui segue che una soluzione andrà trovata. Peraltro, treni e trenini sono stati storicamente una specialità dei notabili di Basilicata. Vedremo questa volta cosa ci si inventerà. Del resto, entro pochi mesi si voterà pure per il rinnovo del Consiglio regionale.

Il post si è fatto lungo. Delle implicazioni più politiche di questi scenari di potere lucano parleremo la prossima volta.

Antonio Ribba

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