Il bilancio difficile di Marcello Pittella e della sua maggioranza

“Abbiamo salvato Potenza, abbiamo salvato le due Province, abbiamo salvato i forestali, abbiamo salvato il Capodanno. Ora, però, si pone il grande problema: chi salverà noi?”

(Liberamente adattato dall’intervento di un consigliere di maggioranza nel dibattito in Consiglio regionale di Basilicata sulla “Mancata Parifica del Rendiconto Generale della Regione Basilicata – Esercizio 2015”, svoltosi il 29 novembre 2016)

La Regione Basilicata ha subìto un duro giudizio della Corte dei Conti sul Rendiconto 2015: in sostanza, la Corte ha bocciato il bilancio 2015 della Regione. Peraltro, alla luce del recente documento: “Relazione sulla Tipologia delle Coperture Adottate e sulle Tecniche di Quantificazione degli Oneri delle Leggi Regionali Approvate dalla Regione Basilicata nell’Anno 2016” (Corte dei Conti Basilicata, 27 giugno 2018), le criticità non sembrano essere state superate nell’esercizio successivo.
Questi documenti della Corte rappresentano amene letture di centinaia di pagine e qui non intendo fingere di essermele studiate tutte con religiosa applicazione. La mia inclinazione al masochismo non arriva ancora a tanto. Anche se, devo ammettere, la nozione di “morfologia giuridica degli oneri finanziari” ha suscitato la mia curiosità: ipotizzo che quando Goethe coniò il termine “morfologia”, non sospettò che i magistrati contabili italiani se ne sarebbero impossessati, oltre due secoli dopo!

In ogni caso, a me pare che quel che talvolta manca nel dibattito regionale sia una comprensione del significato politico ed economico di questi rilievi e bocciature da parte della magistratura contabile.

Attraverso il bilancio pubblico si esprimono le scelte fondamentali di politica economica del governo su un dato arco temporale. Ovvero, si esprime la visione strategica e l’ordine di priorità delle scelte politiche e programmatiche del governo e della maggioranza che lo sostiene, dati i vincoli del bilancio, cioè data la necessità di un equilibrio strutturale tra entrate e uscite. Se questo equilibrio è assente, e se lo squilibrio persiste nel tempo, arriva prima o poi il momento in cui l’ente va in default, a meno che un ente di livello superiore non lo salvi accollandosi il debito. Nella situazione italiana di elevato debito pubblico, e dato il quadro dei vincoli europei, in realtà nessuno può salvare nessuno, per cui l’intensificarsi di questi controlli contabili, e più in generale la stretta finanziaria degli anni recenti, serve proprio ad evitare possibili sbocchi nefasti.
Dunque, la bocciatura del bilancio equivale, sul piano politico, ad una bocciatura del governo.

Ridurre i rilievi della Corte dei Conti a mere questioni tecniche; ricondurre i problemi emersi a limiti professionali dei funzionari e dei dirigenti preposti alla redazione del bilancio è operazione risibile. Eppure, a leggere il resoconto del dibattito consiliare del novembre 2016, traspare qua e là un tentativo di scaricabarile delle responsabilità politiche da parte del Presidente della giunta e della sua maggioranza.

Un esempio ricorrente di rilievo mosso dalla Corte dei Conti alle leggi regionali di spesa è il seguente: “Ipotesi di mancata qualificazione e quantificazione degli oneri e relativa copertura finanziaria”. Ora, è del tutto evidente come tu possa assumere in regione il miglior ragioniere su piazza, unitamente al miglior giurista contabile che sappia trascrivere in appropriato giuridichese le leggi regionali. Tuttavia, se manca la copertura finanziaria, cioè se le risorse sono scarse e se la maggioranza pretende di accontentare tutti, dai forestali al comune di Potenza al Capodanno trasmesso dalla RAI, senza disporre di adeguata copertura finanziaria, allora il fallimento, economico e politico, diventa inevitabile.

In fondo, su scala nazionale, questa è una delle critiche principali mosse dal Pd alla maggioranza di governo: promesse eccessive, demagogiche ed impossibili da sostenere finanziariamente. Non sarebbe dunque male che gli esponenti del Pd se ne ricordassero quando sono al governo delle regioni e dei comuni.

In conclusione, seguiremo gli sviluppi che anche a breve termine ci saranno nella dialettica Corte dei Conti – Regione Basilicata. Ma fin da ora è possibile affermare che sarà arduo per chi si è dimostrato incapace di governare e programmare in modo rigoroso, ripresentarsi al cospetto degli elettori dicendo, semplicemente: sono stato bravo, ho governato bene, confermatemi la fiducia per un secondo mandato e risolverò tutti i problemi della Basilicata.

Francamente, alla luce di un bilancio così difficile, è dura per il Governatore apparire credibile agli occhi dei cittadini e della pubblica opinione.

Antonio Ribba

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