Il nuovo “instant video” di Andrisani e l’attualità lucana

Nei precedenti due capitoli della saga della “Famiglia 2019” che ha ormai acquisito una riconosciuta autorevolezza nel racconto dell’attualità e del costume della società materana e lucana di questi anni, ho avuto un ruolo diretto con il principale autore de “L’ispettore si fermò a mangiare” e “l’Ispettore si fermò a dormire“.

In questo terzo, che sta riscuotendo un notevole successo in rete testimoniato dalle quasi 4mila visualizzazioni in 48 ore, questo blog e il sottoscritto, hanno avuto un ruolo più marginale, ma non meno importante, limitatamente alla mera distribuzione. Posso per tanto lodare e da terzo, l’ennesima (riuscita) operazione di Antonio Andrisani insieme alla professionalità di Notarangelo Audiovisivi che ha girato con una qualità invidiabile questa (come già fatto in precedenza) storia.

Chi segue da tempo il blog e le sue ramificazioni nella rete sociale, conosce bene il mio antico e forse presuntuoso pallino: “documentare ai posteri l’attualità che stiamo vivendo”. E fino a qualche anno fa, i principali strumenti che insieme ai collaboratori meno saltuari di questa “redazione” abbiamo scelto per il lavoro di documentazione, prevedevano l’utilizzo di video-reportage, infografiche oltre ovviamente a corsivi ed editoriali che spesso sono stati (e sono tutt’ora) ripresi dalla “stampa tradizionale” lucana.

La collaborazione con Andrisani (che ormai prosegue dal lontano ottobre del 2014) ci ha consentito di aggiungere un altro importante tassello a questo mosaico narrativo. Con la risata e la leggerezza dello strumento cinematografico dell’attore, sceneggiatore e regista materano, il “mockumentary” e “il cortometraggio” hanno aperto una nuova strada sul fronte dell’informazione-opinione che un blog come questo percorre a volte anticipando o molto più spesso assecondando  i tempi.

Il merito, più grande tra quelli che riconosco ad Antonio infatti è proprio questo. Consapevolmente o meno è riuscito a mettere in discussione sé stesso insieme alle proprie convinzioni su determinati temi, con un approccio sempre aperto e scevro da pregiudizi verso la società lucana ed i suoi pregi e difetti, fotografati insieme nella riuscita costruzione di personaggi che sempre più spesso rimandano, per fare qualche esempio “clamoroso” ai grandi difetti degli italiani rappresentati sullo schermo da Alberto Sordi e alla comicità semplice e intelligente dell’ancor piùgrande Totò. Sto esagerando? Forse, ma  ad ulteriore conferma di quanto scrivo c’è la stampa locale (digitale compresa), che riprende puntualmente queste opere di Antonio,  diffondendone i messaggi in aggiunta o integrazione agli articoli e comunicati stampa relativi alle “vicende” di cui parla e se ancora non dovesse bastarvi questo a convincervi, ascoltate la battuta sul “Loden indossato come un contenitore culturale”. Secondo me ha del geniale!

Nel caso non lo abbiate ancora visto, questo il video di Antonio Andrisani


Blogger, musicante, lettore, disegnatore e giornalista digitale (in erba).

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