L’avvocato difensore dei cittadini (e del cambiamento)

Prima di scrivere qualche opinione sul presidente del Consiglio incaricato e sul nascente Governo Lega – M5S segnalo qui un relativamente breve riassunto di quanto accaduto ieri.

Secondo me infatti la burrascosa giornata politica culminata con l’incarico conferito a Giuseppe Conte ha segnato simbolicamente una netta cesura con il passato e con gli uomini, i partiti e una classe dirigente (giornalisti compresi) che ne hanno fatto parte. Magari sono uno dei tanti “polli” ingannati da un contratto di governo irrealizzabile dirà qualcuno. Allora mettiamola così: il mio è un auspicio.

Partono a mezzogiorno le consultazioni alla Camera del premier incaricato che nel suo breve discorso ha confermato la “vocazione europea” dell’Italia ed affermato che sarà “l’avvocato difensore degli italiani”.

Renzi, citato ieri da Michele Emiliano come uno dei massimi artefici di questo nascente governo, ha detto che se Conte è l’avvocato difensore, lui, con il PD si costituisce “parte civile”.

Non si contano le opinioni sparse sui giornali e condivise in rete sulla figura di Conte e sulla “alleanza” (che alleanza non è) tra le due forze politiche.

Sul curriculum gonfiato c’è stato un vero assalto di gran parte della stampa italiana. Tutto sarebbe partito dalle verifiche del NYT statunitense, qualcuno dice a causa della vicinanza di Salvini e Di Maio alle posizioni di Putin, ma più realisticamente, le pulci ai titoli del professore di San Giovanni Rotondo sono state fatte un po’ perchè il personaggio è poco conosciuto, un bel po’ perchè rappresenta una figura di rottura: non è diretta espressione della vecchia politica, accusata di non ascoltare le istanze dei cittadini, fino ad oggi definiti ‘popolo’ in maniera snobistica dalle elite di centro-sinistra; è al contrario percepito come “uno di noi”, figlio di segretario comunale e di una maestrina di provincia mandato a studiare a Roma e che si è “fatto da solo”.

Il “professore” è inviso a quella stessa stampa (e a quei dirigenti e politici) che sul curriculum di Monti non ha spaccato il pelo in quattro, forse anche perchè rappresenta fisicamente la contraddizione alla polemica sulla “mancanza di politiche per il mezzogiorno” nel programma di Governo “legastellato”, essendo egli stesso un meridionale, il primo che entra da padrone di casa a Palazzo Chigi dalla fine degli anni ’80 (l’ultimo fu infatti Ciriaco De Mita).

Di Sud fino ad oggi si è molto parlato ma poco si è fatto. E le cronache politiche di questi anni, che abbiamo seguito anche su questo piccolo blog, lo testimoniano. Vedremo dunque se è finito davvero il tempo degli annunci roboanti, e non fatemi fare gli esempi “locali” di Matera 2019, del collegamento ferroviario che non c’è, delle pessime vie di collegamento stradali, dell’impoverimento dei lucani, delle emergenze ambientali etc.

“Oggi comincia la Terza Repubblica” ha esultato ieri Di Maio “d’accordo su tutto” con Salvini. Certo resta l’incertezza sui ministri, sul nome di Paolo Savona per il Tesoro. Poi c’è “lo spread” (che intanto apre in calo a 181 punti). Però su tutto resta il fatto che se le cose vanno come devono andare il cambiamento è già iniziato, e finirà con l’investire anche l’economia locale e la politica del nostro piccolo e malandato territorio lucano.

Dunque: lasciamoli lavorare governare


Blogger, musicante, lettore, disegnatore e giornalista digitale (in erba).

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