Le prossime regionali di Basilicata in sette pillole

1 Partita improvvisamente riaperta

Fino a qualche settimana fa, con il Centrosinistra sfibrato e frantumato, le elezioni regionali del 24 marzo in Basilicata sembravano essere una questione da risolvere tra Centrodestra e Movimento 5 Stelle. Ed io avrei aggiunto, appunto fino a qualche settimana fa, con il M5S favorito. Invece, nel giro di poco tempo è cambiato tutto: il M5S appare in caduta libera; il trend a favore del centrodestra si è molto rafforzato; il centrosinistra ha ritrovato l’unità. Dunque, a quattro settimane dal voto, la partita per la vittoria in Basilicata sembra essere riservata alle due coalizioni di Csx e di Cdx. Del resto, la scelta a sorpresa di Antonio Mattia di candidarsi anche nella lista del M5S per la provincia di Potenza, fornisce una indicazione indiretta del fatto che alla sua possibile vittoria, lui per primo, non crede. Infatti, solo i candidati presidente delle coalizioni classificate prima e seconda entrano direttamente in Consiglio regionale.

2 Trerotola Cavallo di Troia

Ieri ho visto un divertente disegno-vignetta che circola in rete, penso di provenienza 5 Stelle, in cui il candidato presidente del centrosinistra, Carlo Trerotola, stimato farmacista di Potenza, viene raffigurato come un cavallo di Troia all’interno del quale sono nascosti Pittella, Lacorazza e Speranza. Dunque, Trerotola è visto come uno strumento nelle mani degli esperti politici della sinistra lucana per (ri)conquistare Troia, cioè la Regione Basilicata. Questo sarà senza dubbio uno dei temi della campagna elettorale: Trerotola rappresenta un effettivo cambiamento o si tratta solo di una foglia di fico utilizzata per coprire gli scaltri giochi dei politici tradizionali? Si vedrà, però quando Renzi si dimise dalla guida del governo e gli subentrò Gentiloni, molti pensarono non fosse cambiato quasi nulla e che Matteo avrebbe eterodiretto il governo. Così non è andata, come ognuno ha potuto constatare. Dunque, io ritengo (o forse io spero) che fatto qualche mese di apprendistato, Trerotola possa essere in grado di portare in pellicceria qualche vecchia volpe e governare in piena autonomia (beninteso, con la sua maggioranza).

3 Chi votare

Io non ho dubbi su quale candidato presidente votare. Spero che la Basilicata dia un segnale di inversione della tendenza nazional-populista e che dunque vinca il centrosinistra. Potrebbe essere un buon viatico in vista delle importanti elezioni europee di maggio. Certo, uno dice, va bene Trerotola, ma nelle liste spiccano i soliti noti. In effetti, le famiglie con al seguito figli, fratelli e cognati sono sempre lì, minacciose. Peraltro, con i vari problemi e limiti che hanno segnato questa legislatura ci ritroviamo con quasi tutti gli assessori e quasi tutti i consiglieri di maggioranza ricandidati. Non proprio una scelta sofisticata. Tuttavia, ci sono sette liste e 140 candidati, l’offerta è ampia (pure troppo) e si può scegliere. Per fare solo qualche nome, relativo alle liste della provincia di Potenza, cito alcuni candidati che non mi dispiacerebbe vedere come nuovi entranti in Consiglio regionale: Carmen Celi, Maura Locantore, Fausto De Maria, Antonello Molinari. Tra gli uscenti non vedrei male la riconferma di Piero Lacorazza e Francesco Pietrantuono. Diciamo, quindi, che chi cerca trova.

4 Può farlo il Centrodestra? (un buon governo regionale)

Certamente, il centrodestra in Basilicata dispone del personale politico e di una classe dirigente con adeguate competenze, in grado dunque di governare. Tuttavia, mi permetto di dare un consiglio agli strateghi di quella coalizione: la conferenza stampa di avvio della campagna elettorale, con il generale Bardi candidato alla presidenza e affiancato dai maggiorenti della coalizione, mi ha messo un po’ di tristezza. Nella gran parata, tutti rigorosamente uomini; con età media superiore ai 60 anni; se si esclude il generale, tutti uomini politici con un’anzianità di carriera quasi ventennale. Vero che non tutto il nuovo è bello e non tutto il bello è nuovo, ma attenzione che anche in quel campo, come nell’avverso, qualche esigenza di aria fresca, probabilmente, c’è.

5 Può farlo il Movimento 5 Stelle?

Ecco, in quanto ad aria nuova, il Movimento 5 Stelle fa certamente un figurone. Mediamente giovani, come da regolare fotino (ai miei tempi si diceva santino), e freschi di impegno politico. I curricula pubblicati indicano anche che si tratta di persone culturalmente qualificate. Nulla da eccepire. Certo, devo precisare, sono così benevolo perché per quanto importante possa essere la regione Basilicata, stiamo pur sempre parlando di una piccola regione del Paese, con competenze governative limitate. Che se invece dovessi guardare a questi primi 9 mesi di esperienza di governo nazionale, Lega – M5S, mi verrebbero brividi di freddo: una tale confusione e un tale pressapochismo non si erano mai visti.

6 Può farlo il Centrosinistra?

Ovviamente il Centrosinistra non ha solo un grande problema di rinnovamento di uomini (che donne in Consiglio regionale non erano presenti nella passata legislatura) ma anche, se non soprattutto, di idee. Più che di un semplice programma, avrebbe dovuto mettersi alla ricerca di un progetto e di una visione che, al momento, come inevitabile dato il faticoso processo di selezione del candidato presidente della coalizione, ancora non c’è. Qui, solo un paio di pillole nelle pillole. La Sanità lucana, come emblema di un sistema di gestione del settore pubblico e di una visione del rapporto tra governanti e cittadini, non potrà che essere centrale in questa campagna elettorale. Va riconosciuto al M5 Stelle di avere esposto idee su questa materia nel proprio programma elettorale, per limitare l’intermediazione e la mano lunga del potere politico (che poi una volta al governo nazionale mostrino di non lesinare la lottizzazione, è un altro discorso). Anche sull’occupazione e sul modello di sviluppo il M5S ha presentato un proprio progetto, che sarà pure fantasioso ed iperbolico nell’effetto previsto sulla creazione di posti di lavoro (circa 30mila in 5 anni, che è come dire circa 3 milioni creati da un governo nazionale in una legislatura) ma che comunque c’è. Certamente, anche sul sempiterno problema, o opportunità, dipendendo dalle inclinazioni, del petrolio e dello sviluppo occorrerà (o occorrerebbe) battere un colpo. Ad esempio, è communis opinio che le royalties non siano state sempre ben utilizzate in questi primi due decenni di estrazioni. Così come la tutela dell’ambiente o, diciamo meglio, la limitazione dei problemi per l’ambiente data la scelta di estrarre petrolio, non ha dato esiti accettabili. La importante novità è, tuttavia, che nessuna delle tre coalizioni in competizione mette ormai più in dubbio il fatto che le estrazioni di petrolio in Basilicata dovranno andare avanti ancora per qualche decennio.

7 Le primarie Pd

Anche se non hanno a che fare con le elezioni regionali, inserisco il punto come una sorta di post scriptum. Sono stato a lungo incerto sul se andare a votare alle primarie del 3 marzo. E posso ben dire “a lungo”, vista la stravagante tempistica e durata del congresso del Partito democratico. Penso però che siamo d’accordo: il Pd è quello che è, cioè lento, sfrangiato, macchinoso e in crisi di idee e di voti (come quasi tutta la sinistra mondiale). Tuttavia, se uno si mette alla ricerca di un’alternativa all’attuale, pericolosa deriva nazionalista e populista, a chi può mai rivolgersi se non al Pd? Così, alla fine, ho deciso: andrò a votare alle primarie e, ovviamente, voterò per Zingaretti.

Antonio Ribba

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