Lo scontro Folino-De Filippo all’ultimo atto.

Folino-DeFilippoLa lista presentata da De Filippo a Speranza per offrire una mediazione sul nome del candidato Presidente, è degna della migliore commedia politica lucana. Una lista che include 4 nomi semi-gloriosi, (Santochirico, Adduce, D’Andrea e Colangelo), tutti interni all’ultimo ventennio di dominio del centrosinistra lucano, più un’altra lista, separata, di nomi di esponenti della società civile. Dunque, più che una proposta di mediazione, si direbbe che De Filippo abbia voluto mettere in piedi una squadra di calcetto per la domenica mattina, riserve incluse.

In questa fase Folino fa il radicale, forse affetto da un radicalismo etico che, pare, gli abbia rimproverato pure Antonio Luongo. Ma che Folino sulla questione del rinnovamento totale e dell’avvio di un nuovo ciclo politico ci sia o ci faccia, resta vero che alcuni nomi politici della lista De Filippo sono al limite della provocazione e, comunque, rivelano quanto sia vecchia la visione politica del Governatore. Personalmente, di quella lista salverei D’Andrea, per livello intellettuale e serietà politica, ma siamo comunque in ambito di politici che la loro epoca di gloria l’hanno già ampiamente vissuta.

Ho scritto più volte, e detto anche personalmente a Folino, che la sua posizione di rinnovamento e apertura alla società lucana è interessante ed esercita un obiettivo fascino verso l’esterno ma che, al contempo, identificare il rinnovamento per ascendenza politica ereditaria è un limite serio di quella proposta: Piero Lacorazza è il politico più giovane e sveglio della covata, ma dire che con Lacorazza si avvierà il nuovo corso del centrosinistra di Basilicata è azzardato e indebolisce quella posizione, finendo per farla apparire strumentale all’eliminazione del nemico.

Siamo, dunque, all’ultimo atto del sempiterno scontro De Filippo – Folino, i quali incarnano le due vere anime del Partito democratico lucano, la cattolico-dorotea con spruzzata intellettuale il primo e la riformista-manovriera con spruzzata popolare il secondo.

È una guerra senza quartiere, in cui ciascuna falange è convinta di interpretare quel che è bene per la regione e in cui ciascuna non riconosce all’altra una vera legittimazione politica, se non l’essere un mero grumo di potere.

All’epoca in cui Berta ancora filava, cioè all’epoca della copiosa disponibilità di spesa pubblica improduttiva da distribuire arbitrariamente, una sintesi si sarebbe comunque trovata. Invece, ora siamo dentro la crisi economica e sociale più grave da quasi un secolo a questa parte. Il di più in Basilicata è offerto dalla drammatica crisi morale che ha condotto allo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Dato il quadro, questa infinita guerra intestina non potrà che concludersi con la comune rovina delle parti in causa.

Il vero punto, allora, è nel capire se la regione ce la farà a superare questa crisi morale, politica ed economica. Cioè, se le alternative politiche messe in campo saranno credibili e autorevoli.

4 Comments

  1. gioschi says:

    ma nella lista “bis” c’è anche il tuo nome? se si dovrebbero averti avvisato, altrimenti folino bluffava!

  2. AntonioR. says:

    La lista bis è come il Dossier di candidatura per Matera 2019: secretato! Comunque, sia la lista semel che la bis, l’ha fatta De Filippo, non Folino.
    In ogni caso, caro Gioschi, sarò pure vanitoso e ambizioso. Ma fesso, proprio no! Dunque, me ne starò benissimo a casa mia. Del resto con tutti questi rinnovatori e innovatori che abbiamo in loco nel Pd lucano, giusto un professore da Modena si doveva richiamare in patria?

  3. Giovanni Caserta says:

    Credo di interpretare il pensiero di tutti i lucani di buoni sentimenti, se dico che un doveroso omaggio va dato alla straordinaria fantasia creativa del “governatore”, che, esempio peraltro di grande umiltà, tralascia di aggiungere un quinto nome: il suo. E tuttavia, quanto ai designati, oh, come volentieri li vedrei, l’ un dopo l’altro e in ordine alfabetico, a capo chino come nel mercoledì dellle Ceneri, passare davanti al solenne scranno del “governatorie” e, contriti, dichiarare: “No, grazie, sire, per carità cristiana! Abbiamo deciso di fare i nonni!”. Quale esempio di nobiltà per una regione e una popolazione che giacciono all’ultimo posto in Italia!

  4. giuseppe says:

    A me non la contano giusto entrambi: tra primarie farlocche (tempi ristrettissimi per eventuali candidature alternative sostenute dal basso e non dai vertici) mi sorge il vago sospetto che fanno finta di litigare, al fine di prenderci per stanchezza, fedeltà ideale e assenza di alternative credibili. Sto estremizzando ovvio, però……………….Carissimo Professor Caserta, in quanto a fare i nonni, mai sentito parlare della sindrome da notorietà?
    E’ una malattia dalla quale sono afflitti quasi tutti gli esseri umani, esplosa in maniera esponenziale a seguito della invenzione dei social sulla rete. Ne siamo afflitti in tanti, chi piu chi meno: altrimenti perchè questa furia di voler far sapere dove siamo, con chi, cosa facciamo, cosa pensiamo in ogni istante? Siamo collezionisti di “mi piace”, di “condividi” e collezzionisti di fan e amci, comprati tanti al chilo, come recentemente rivelato. Difficile che a fare i nonni vada in modo volontario la classe politica, che è quella più affetta dal morbo in oggetto. Occorre mandarceli, ma questo è un altro discorso.

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