#Matera2015 – lo stato dell’arte

Per l'illustrazione si ringrazia Angelo Giordano

Per l’illustrazione si ringrazia Angelo Giordano

Anche quella di #Matera2015 (nel web abbiamo scelto questo hashtag da tempo), come quella del 2010, sarà una campagna elettorale difficile.

In questo post, raccogliendo le istanze più o meno velate, manifestate al sottoscritto via social, ho provato a “sintetizzare” (la definizione è impropria, come vi accorgerete presto) cosa si agita tra gli schieramenti principali che si fronteggiano per il governo della città. Prima di augurare a voi coraggiosi la buona lettura desidero condividere un consiglio e un ringraziamento.

Il consiglio: se non vi va di leggere questo malloppo partorito dalla mia penna, vi suggerisco di ingrandire, stampare e conservare la significativa vignetta qui a sinistra.

Il ringraziamento: va ad Angelo Giordano, che l’ha disegnata così bene da aver rappresentato, al di là delle mie tante parole, cosa ci aspetta – in ogni caso – nei prossimi 5 anni…

FUORI I NOMI (E LE COALIZIONI CHE LI SOSTENGONO)

Da un lato una coalizione, il cui perimetro è ancora tutto da definire, di centro-sinistra, i cui uomini di spicco sono l’attuale sindaco Salvatore Adduce e Roberto Cifarelli (che nel frattempo da capo del gabinetto del primo cittadino di Matera è diventato consigliere regionale con la carica di capogruppo del PD) e dall’altro uno schieramento apartitico che annovera tra i suoi principali esponenti l’editore Angelo Tosto (per trasparenza devo dire a chi non lo sapesse ancora che lavoro per la testata di sua proprietà) principale avversario di ballottaggio di Adduce alle passate comunali, Raffaello De Ruggieri e altre personalità quali (probabilmente) gli stessi Di Maggio e l’ex sindaco Buccico. Tutto anche in questo caso è ancora incerto e in divenire.

Peraltro l’iniziativa di domenica scorsa organizzata da Vincenzo Santochirico per la presentazione del suo libro (seria nei contenuti), segnala plasticamente quale potrebbe essere lo schieramento coalizzato contro Adduce. Includente, dunque, pezzi significativi del Pd, sopra il tavolo o sotto il tavolo.

Per quanto riguarda il “centro-sinistra”, alle solite divisioni cui ormai siamo abituati contribuisce in maniera sostanziale il dissidio tutto squisitamente interno al partito di maggioranza, il PD, sul nome e sulle modalità di scelta del candidato sindaco. La domanda è: confermare Adduce o andare alle primarie per scegliere, eventualmente, un candidato migliore di lui?

Nel PD le “solite” divisioni sono quelle tra i seguaci di Matteo Renzi, cui sono iscritti il presidente della Regione, Maria Antezza e Luca Braia, quelli della cosiddetta “sinistra PD”, tra i quali ad esempio Vincenzo Santochirico (ex presidente del Consiglio Regionale) e Angelo Cotugno che si riconosce nelle posizioni del piccolo leader nazionale Pippo Civati.

In sintesi le correnti nel PD di Matera sono almeno tre.

Alle passate elezioni comunali, decisivo per l’elezione di Salvatore Adduce è stato l’apporto della “Lista Stella”. Una lista civica promossa dall’allora presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, che conquistò ben 4 consiglieri, ponendosi come seconda lista più presente in consiglio comunale.

Quella lista non c’è più, ed alcuni dei più forti portatori di voti oggi si sono distribuiti tra PSI e PD.

SEL invece, il cui rappresentante in Consiglio è Angelo Raffaele Cotugno (oltre a Rocco Rivelli, che per buona parte della consiliatura Adduce è stato uno degli assessori di punta del sindaco), è uscita dalla maggioranza di centro-sinistra in aperta polemica con il sindaco che in occasione dell’ultimo rimpasto di giunta non ha confermato l’assessorato allo stesso Rivelli.

Allo stato attuale per quanto riguarda gli altri partiti, pare non sia in dubbio per la formazione delle prossime liste, l’apporto di partiti (e partitini) quali l’UdC, i Popolari Uniti, Verdi e Alleanza per l’Italia.

Quindi il problema maggiore per il duo Adduce – Cifarelli sarà quello di tentare di recuperare consensi in quella parte della società materana che è disinteressata, o non è “coinvolta” dalla militanza partitica. In sintesi, dove li andranno a pescare quei numerosi consensi della lista civica Stella che non c’è più?

La risposta più sensata l’ho scovata tra i numeri di un sondaggio diffuso nei mesi scorsi dal segretario cittadino del PD di Matera, Cosimo Muscaridola che è il grande sostenitore della corrente Adduce – Cifarelli.

Del sondaggio (lo trovate qui), più che i numeri mi hanno interessato i quesiti posti nel dicembre del 2014 dalla prestigiosa SWG ai cittadini materani. Anzi, uno in particolare che è proprio quello sul quale il trio Adduce – Cifarelli – Muscaridola pare si stia arrovellando: “Intenzioni di voto ai candidati in presenza di liste civiche”.

Slide Sondaggio SWG - PD Matera

Slide Sondaggio SWG – PD Matera

La “slide” è chiara. Senza l’apporto di una “lista civica” il candidato sindaco del PD/centro-sinistra se la vedrebbe male.

La slide in esame è interessante anche per un altro motivo, forse ancora più importante.

La lista civica cui starebbero pensando si chiama “Matera 2019” ed aggiungerebbe un sostanziale apporto numerico ai voti da raccogliere per vincere (o confermare) la poltrona di sindaco.

Quindi il tema “Matera 2019” è stato e continuerà ad essere fonte di propaganda ai fini politici di una buona parte dei candidati.

E’ lecito dunque aspettarsi di leggere nelle liste di candidati pro-Adduce i “sostenitori” dell’attuale comitato 2019? Lo scopriremo nei prossimi mesi.

PRIMARIE: LA FORMA E’ SOSTANZA?

Mentre il movimento apartitico tutto da confermare nei nomi ma non nella forma per la scelta del nome del proprio candidato sindaco ha già deciso per le primarie aperte a tutti i cittadini (e di recente anche Forza Italia ha deciso di partecipare e sostenere questo metodo, di fatto entrando in questa “coalizione”) il centro-sinistra è diviso in due tra chi vorrebbe scegliere il nome del proprio candidato con le primarie e chi invece dice che non serve, dal momento che “cavallo che vince non si cambia”.

In effetti se è vero che i 5 anni che hanno visto impegnato Adduce – in primis sul raggiungimento della nomina di Matera a capitale culturale europea e poi nella gestione dell’ordinario della città – sono stati anni di buon governo, la logica imporrebbe di riconfermarlo quale candidato senza il ricorso alle primarie.

E invece no. Perchè in questi 5 anni di governo Adduce, molti consiglieri della maggioranza hanno preso più volte le distanze dai metodi e dalle azioni del primo cittadino (e di alcuni dei suoi assessori) che hanno contribuito a far eleggere nel lontano 2010, e quindi vorrebbero un deciso cambio di passo, con conseguente ricorso alle primarie per scegliere un candidato se non migliore, diverso da lui.

L'unità al tempo di Luca Braia - su Twitter

L’unità al tempo di Luca Braia – su Twitter

In prima fila su questa posizione c’era (insieme a parte della sinistra PD) anche Luca Braia che molto poco velatamente si candidava ad essere uno dei principali antagonisti di Adduce alle primarie.

Ma alla luce di alcune recenti (e moderate) esternazioni su Facebook e Twitter, pare sia sulla strada di ritirarsi dalla competizione per lavorare “all’unità” ma da una postazione diversa da quella di candidato sindaco.

In sintesi, centrodestra e vari movimenti materani sceglieranno il proprio candidato con le primarie, il centro-sinistra pare avviato a ricandidare Adduce, resta il Movimento 5 Stelle, di marginale rilevanza che fino ad oggi non è riuscito ad entrare in consiglio comunale e che, ad un molto superficiale osservatore come il sottoscritto, pare essere molto litigioso al proprio interno.

Ad oggi, ufficialmente, non è trapelato alcun nome di interesse. Certo, il candidato sindaco del movimento sarà scelto con metodo condiviso, ma riempire le liste non sarà facile.

QUALI SARANNO I TEMI DELLA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE?

Purtroppo saremo costretti ancora a sorbirci la litania del 2019 anche se le declinazioni saranno diverse. Da un lato coloro che hanno fatto parte del team dei vincitori e dall’altro coloro i quali ne disconoscono i meriti. Questo è purtroppo inevitabile dal momento che gli uomini in cima alla catena di comando del comitato sono stati scelti dalla politica, come tutte le cose in questa Regione. Poi verrà il tempo di ragionare sulla Fondazione che deve gestire l’operazione Matera 2019. Anche in quel caso sarà la politica a decidere il tutto. E non volete dunque che non sia tema di campagna elettorale?

Tra l’altro su un tema come quello culturale – e il sottoscritto pensa, dice e scrive da almeno un decennio che Matera sia oppressa da una asfissiante cappa soprattutto culturale oltre che di natura politica – potrei scrivere in lungo e in largo che nulla è cambiato in questi anni, anzi si sono acuite le distorsioni che arrivano da ambienti e personaggi (men che mediocri) affacciatisi sulla scena “cultural – creativa” cittadina in coincidenza con la Candidatura “Ecoc” approfittando della situazione favorevole per accreditarsi nelle stanze della politica prima e di conseguenza nella società locale. Con buona pace di personalità illustri che – a risultato raggiunto – ora non vanno più bene, e anzi vengono screditati (vergognosamente purtroppo) dai #rottamatori di cui sopra. Vergognoso.

Precisazione. Quando parlo degli “screditati” dai “rottamatori” mi riferisco a Raffaello De Ruggieri e agli attacchi che sta ricevendo in queste ore.

Al netto di questa grande operazione 2019, di tutte le altre cose che, in questi cinque anni abbiamo visto, nessuno quasi discuterà. Che questa è una città dalla memoria corta, soprattutto a ridosso delle elezioni.

Domenica mattina stavo chiacchierando con la collega Antonella quando ci avvicina una signora: “ma perché ai politici non chiedete come spendono i soldi che arrivano?”.

Risposta: signora mia, cosa vuole che le diciamo. A parte che ormai i giornali (come i blog) non li legge più nessuno, ma in questi 5 anni secondo lei cosa abbiamo fatto? Quando arrivano le elezioni scatta il coprifuoco, o sei con noi o sei contro di noi. Partono le telefonate, scattano i controlli, lontani parenti si fanno vivi e tutto quel che è stato, è stato. Gli elettori hanno la memoria corta.

E poi, diciamolo, ognuno scrive in questo clima da campagna di carnevale gli editoriali più bizzarri che andrebbero timbrati col bollino “Messaggio promozionale”. Ma il mestiere del giornalista nel 2015 è sempre più incamminato sulla “narrazione”, tutto dipende da come presenti i fatti, come sempre, e del passato, anche quello prossimo, nessuno se ne ricorda più.

Mi sono ripromesso di seguire con questo blog il percorso che ci porterà alla fine di Maggio a scegliere il prossimo sindaco della città. La sigletta di questo video “diario delle comunali” è in stile cartone animato, il “format” che ho scelto ricorda le “situation comedy” americane, con tanto di risate finte, applausi e mugugni di un pubblico virtuale. Lo stesso che assisterà partecipe, ma impotente a questa ennesima sceneggiata.


Blogger, musicante, lettore, disegnatore e giornalista digitale (in erba).

4 Comments

  1. Mokiko says:

    Condivido quello che ho letto, noto con piacere l’onestà e la chiarezza di Mola in questo post, entrambe virtù che hanno caratterizzato, da sempre, anche gli articoli di Foschino; spero, anche se le mie speranze sono piuttosto vane, che a questa tornata elettorale il dibattito su internet si mantenga costruttivo e onesto e che si calmino certi personaggi grotteschi e ben noti agli spettatori materani, che hanno l’abitudine di farcire i loro commenti su blog o post di facebook di insulti e errori grammaticali, sperando così di colmare il vuoto delle loro argomentazioni.

  2. Kit Karson says:

    Dunque per lei i cinque anni di Adduce sono stati anni “di buon governo”. Suvvia, Mola! Eppure credo che lei ci viva, a Matera! Come avrebbe mai potuto TRM fare centinaia e centinaia di serie e mai seriamente contestate puntate di Cuccuruccù, se il Sindaco non avesse fatto da involontario ma efficacissimo e brillante autore dei testi? Matera 2019? E’ ora di ricordare che gli unici a cui va fatto il monumento sono Francesco Salvatore e i suoi amici che anni e anni orsono ebbero la lungimirante idea. Sinceramnete e onestamente, non capisco perchè si continui a riconoscere ad Adduce il merito di Matera capitale eurpea della cultura.

  3. Donato Mola says:

    Oh, per una volta che ho provato ad essere un po’ obiettivo… quel che ho scritto non è quel che penso del recente passato ma quel che che credo di vedere nell’immediatezza del presente. Anche perché le valutazioni sull’operato dei sindaci non interessano a nessuno dei lucani, visto come si comportano nelle urne 🙂

  4. Kit Karson says:

    Comunque la perdono ampiamente: non avevo visto, stamattina, il primo dei video della playlist, il “promo”, bellissimo.
    Quel video si, che descrive molto bene, con leggerezza e brevità, il quinquennio adduciano, il quale – non c’è 2019 che tenga – secondo me è il peggior governo in assoluto della storia della città dei Sassi, non solo per la sistematica inettitudine nell’ amministrazione, ma anche perchè il Sindaco, anzichè giustificarsi, ha sempre parlato del suo operato in termini ultra positivi, approfittando dell’indifferenza generale dei media (le eccezioni a riguardo non ve le sto a ripetere).
    Insomma, anche Porcari o Buccico non avranno fatto granchè, ma almeno avevano l’accortezza, apprezzatissima, di non andare in giro a vantarsi. E, per esempio, non hanno speso fior di quattrini pubblici per piste ciclabili inutili, inutilizzate e pericolose, o per sistemi elettronici per la ztl dai quali si aspetta invano da tempo lo straccio di una foto e conseguente multa.
    Per questo mi risultava indigesto il seguente brano dell’articolo: “In effetti se è vero che i 5 anni che hanno visto impegnato Adduce .. sono stati anni di buon governo, la logica imporrebbe di riconfermarlo quale candidato senza il ricorso alle primarie”.
    Per il resto, ho apprezzato sicuramente l’articolo e ancor più il video 1 della playlist. A questo punto, non mi perderò sicuramente gli altri video della serie.

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