Materani, amatevi di più…

il "Palazzotto" del Casale nei Sassi (sede Matera2019)

il “Palazzotto” del Casale nei Sassi (sede Matera2019)

Prendo spunto dalle parole finali dell’editoriale di Lucia Serino apparso domenica 24 febbraio, su Il Quotidiano della Basilicata, perché hanno fatto ritornare a ribollire concetti conservati da qualche parte ma mai ben espressi. O forse, parzialmente espressi in una mia riflessione su Matera quando la Provincia rischiava di soccombere, riflessione apparsa sullo stesso giornale dal titolo volutamente provocatorio Matera va’ dove ti porta il cuore, in relazione alla volontà di alcuni di chiedere l’annessione alla Puglia. A ben intenderci, desiderio di alcuni e scomparso, come per magia, non appena il rischio della cancellazione della Provincia era venuto meno.

La Serino, parlando di trasporti e di Matera, chiosa con una immagine che condivido nella sua intera pienezza

Matera è come una donna di straordinaria seduzione inconsapevole di esserlo. Goda dei suoi trionfi, della sua superba, incancellabile vecchiaia di bellezza, non si impoverisca dietro i camminamenti sordi dei travet da capoluogo di registri. La ferrovia fino a Matera? Ma siamo proprio sicuri che serva? Da dove ripartire? Il futuro della Basilicata è strettamente connesso a quello dell’Italia. Ma è anche vero il contrario. E non è un vecchio slogan sul Mezzogiorno, è un verità di opportunità, risorse, autonomie che questa terra offre.

Partendo dal principio che sarebbe bellissimo avere ferrovie, aeroporti, porti, strade larghe e a più corsie in ogni luogo del mondo, e facendo mio il noto concetto che sulle strade cammina il progresso, beh, non è detto che il contrario non potrebbe avere significato positivo. Perché, in alcuni luoghi, dove conta essere figli e fortunati figli di una luogo dalla bellezza naturale mozzafiato e da architetture incantevoli, sarebbe necessario avere come priorità la conservazione di questo e, subito dopo, la valorizzazione.

E, forse cominciare a credere che in questo mancato sviluppo di strade e nell’assenza di una ferrovia non sempre si può rintracciare il mancato sviluppo di un territorio. Perché la mancanza di strade e, dunque, l’assenza di “attraversatori” casuali, ha fatto sì che si mantenessero integri aspetti culturali, tradizionali e architettonici di grande qualità ma non ha fermato il tanto conclamato e agognato sviluppo turistico.

Matera è uno scrigno nel quale abitarci deve essere considerato un privilegio e chi decide di visitarlo deve mettere in conto che arrivarci non è uguale come arrivare a Roma o a Firenze. Non mi sembra che l’unicità della Serenissima e il suo essere meta di turismo sia fermato dall’acqua, anzi, l’acqua è elemento caratterizzante di Venezia e chi ci va manco immagina di poter parcheggiare la propria auto sotto l’albergo.

E allora, perché non provare a immaginare altre soluzioni anche per Matera utilizzando come risorsa quello che viene considerato un disagio? La modernità delle grandi arterie rende i luoghi non luoghi, monotono l’attraversamento, inavvertibile la traccia, scrive la Serino giustamente! E principalmente perchè non si smette di considerare i Sassi unico luogo di interesse artistico di Matera?

Matera era una città come tante con almeno tre borghi molto particolari: quello di San Giacomo, abitato ai Saraceni in età federiciana, il Sasso Caveoso e quello Barisano.
Da un cronista, nel 1133, era definita munitissimo oppido nomine Matera con un esplicito riferimento al castello e alla cinta muraria turrita.

Che poi Matera sia diventata un tutt’uno con i Sassi è naturale ma avviene in epoca successiva: sempre di Matera si tratta! Come avviene in tutte le altre città, ci sono espansioni e trasformazioni: Matera non può essere immobile, se lo fosse, sarebbe una città morta! E, invece, i Sassi e Matera si sono evolute e trasformate naturalmente, sono sopravvissute nella loro speciale identità di unicum proprio per la vastità territoriale della gravina che rimane l’unica frattura che unisce il passato al presente. L’unico sfenocasma che unisce e non divide e che io conosca. In questo aspetto c’è l’unico concetto di valorizzazione di questo complesso di grotte e non solo nel quale il trogloditismo non è indice di sottosviluppo o, peggio, povertà spirituale e culturale. Nei Sassi c’è un pezzo di storia, nella Civita un altro pezzo: l’unione di questi pezzettini rende l’insieme semplicemente strepitoso. Chi non ha volontà di comprenderlo non fa certo un buon servigio alla propria identità.

Come spesso succede in questa terra, si vive nell’equivoco! E negli equivoci si commettono i migliori misfatti.
Ritengo che sia la Regione Basilicata sia l’Amministrazione Comunale stiano facendo tantissimo per Matera e il suo progetto di Matera 2019. Peccato che i materani non se ne siano accorti così come sono presi a somigliare quanto più è possibile a alcuni archetipi pugliesi che nulla hanno da condividere né con la cultura apula né con quella lucana! Presi ad apparire e a costruire nei Sassi alberghi e localini con gli interni di gusto minimalista perché così credono di essere più moderni della casa contadina nei Sassi!
Che si smetta con questo gusto horror dell’apparire, non riuscirete a sembrare più belli dei Sassi!

E smettetela di vivere con questa sindrome dell’accerchiamento come la definisce la Serino! Chi è causa del proprio mal pianga se stesso.
E smettetela anche di criticarvi l’un l’altro, sembrate potentini!
Supportate l’Amministrazione Comunale e chi ha buon idee, siate partecipativi alle iniziative, fatevi valere se qualcosa non vi piace.
Non aspettate la “manna da Potenza” come unica soluzione, questo è assistenzialismo! Dovete diventare belli come i vostri Sassi. Smettere di comportarvi come paesani di un paesone e diventate una città.
Siate orgogliosi di ciò che avete ereditato

L’attenzione politica sulla vostra bellissima città è una sfida alla quale partecipa tutta la regione; quei finanziamenti vi privilegiano e non ve ne accorgete. In Basilicata ci sono tantissimi luoghi degni di attenzione quanto Matera e, spesso, sono tutelati, conservati e valorizzati dal solo sforzo dei cittadini di quel luogo. Se tutti rinunciamo a qualcosa è perché comprendiamo l’importanza di alcune scelte e sappiamo che Matera può rappresentare un comune momento di rivalsa lucana.

Accettate queste parole come un invito e non una critica, non è questo il mio intento e se le ho scritte è perché vi conosco bene e mi piacerebbe vedere questa terra splendida e i suoi concittadini felici. Non restate chiusi in quel munitissimo oppido espressione con la quale si potrebbe figurare l’arroccamento su alcune posizioni e confrontatevi con il resto dei Lucani. Amatevi di più!

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2 Comments

  1. Francesco Piero Paolicelli says:

    Mi piace questo articolo. Lo condivido.

    “Accettate queste parole come un invito e non una critica, non è questo il mio intento e se le ho scritte è perché vi conosco bene e mi piacerebbe vedere questa terra splendida e i suoi concittadini felici.”

    siamo almeno in due.

  2. Foscus says:

    Un articolo molto confuso e pieno di pregiudizi.

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