Petrolio, Sblocca Italia e articolo 38 al netto delle ideologie

SBLOCCAITALIADI FRANCESCO FOSCHINO – E’ necessario fare chiarezza su temi così importanti, che vanno subito spogliati da ideologie, strumentalizzazioni e da anticipazioni di campagna elettorale. Lo farò elencando 8 fatti, altrettante conseguenze, e 4 misteri.

Il messaggio passato è che la Regione Basilicata e il Comune di Matera vogliono aumentare le trivellazioni petrolifere, e che Matera in particolar modo ha votato a favore nell’ultimo consiglio comunale e sarà quindi un territorio oggetto di estrazioni petrolifere. Confezionare un messaggio così falso era oggettivamente difficile.
Vediamo invece i fatti nella loro nudità.

FATTO nr. 1: Con il Decreto Legge “Sblocca Italia” del Governo Renzi, convertito in legge dal Parlamento Italiano, all’articolo 38 lo Stato avoca a se le determinazioni di politica energetica nazionale, ed in particolare le concessioni petrolifere. Se fino a ieri queste erano in capo alle regioni, da oggi saranno in capo allo Stato che dovrà regolarsi “di intesa con le regioni interessate”.

CONSEGUENZA: di fatto non si tratta di un aumento delle trivellazioni, ma di un passaggio di poteri, dalla Basilicata allo Stato. E’ comunque ipotizzabile che lo Stato possa concedere i permessi con più facilità di quanto non avrebbe fatto la Basilicata. E’ importante notare come l’articolo 38 parli di “intesa con la regione interessata” e non semplicemente “sentita la regione interessata” che pare lasciare un certo potere di veto alla regione. In realtà, pur se taciuto, il nocciolo del contendere è un altro: se il potere contrattuale è dello Stato, a questi spetterebbero le royalties, invece che alla regione come avviene adesso. Difatti è già oggi così in tutto il mondo, dove le royalties sono incassate dallo Stato centrale (magari a percentuali più alte del 10% della Basilicata) ma non dalle regioni. La vera battaglia tentata, e forse vinta, dalla Basilicata è stata quella di lasciare le royalties in regione nonostante la perdita del potere di rilascio dei permessi ed evitare che anche le royalties prendano la via di Roma, come accade sostanzialmente in qualunque altro Paese.

FATTO nr. 2: Nella Costituzione Italiana vigente, all’articolo 117 è chiaramente esplicitato come “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” siano materie dove la potestà regolamentare spetta alle regioni.

CONSEGUENZA: il decreto legge “Sblocca Italia”, nell’articolo 38, riservando la potestà regolamentare allo Stato, pare infrangere l’articolo 117 della Costituzione. Gli enti che ritengono di essere danneggiati dalla legge possono impugnarla presso la Corte Costituzionale. La Regione Basilicata può pertanto impugnare l’articolo 38. I Comuni non possono farlo. Infatti, alcuni consigli comunali hanno espresso richiesta a Marcello Pittella di impugnare l’articolo 38, ma nessuno ha potuto impugnarlo direttamente. Si tratta di un’esortazione, di un principio, di una raccomandazione, con significati solo ed esclusivamente politici e non legislativi. Qualunque cosa accada alla legge, non farà alcuna differenza se un Comune abbia suggerito l’impugnazione o meno.

FATTO nr. 3: E’ parere condiviso e internazionalmente accettato che la politica energetica di un Paese debba essere materia dello Stato centrale, come la difesa, la politica monetaria, l’immigrazione, l’ordine pubblico. E’ sostanzialmente certo che con la nuova riforma costituzionale le materie energetiche passeranno allo Stato.

CONSEGUENZA: Con la prossima riforma costituzionale, la politica energetica passerà comunque allo Stato, a quel punto senza alcuna possibilità di impugnazione, e soprattutto senza alcuna certezza che le royalties delle future estrazioni restino, almeno quelle, in Basilicata.

FATTO nr. 4: Marche, Abruzzo e Sicilia appaiono intenzionate ad impugnare l’articolo 38.

CONSEGUENZA: Anche se la Basilicata dovesse decidere di non impugnare l’articolo 38, la decisione della Corte Costituzionale sarà valida per tutti.

FATTO nr5: il Consiglio Comunale di Matera, dopo tre rinvii, ha discusso dell’argomento in oggetto. Il primo ordine del giorno che chiedeva (dopo essere stato emendato) alla Basilicata la semplice impugnazione, non è stato approvato, ricevendo 15 voti a favore e 15 voti contrari. E’ passato invece un secondo ordine del giorno, che chiede comunque l’impugnazione ma come “ultima ratio”, cioè solo dopo aver provato con altre strade di far modificare la legge, che poi è la decisione dell’assemblea regionale del PD. Una volta approvato il secondo ordine del giorno, sfruttando l’abbandono dell’aula di molti consiglieri, alcuni membri del Consiglio hanno poi chiesto di rimettere ai voti il primo ordine del giorno, grazie ad un articolo del regolamento del Consiglio che prevede la possibilità di rivotare una delibera in parità. Il Segretario ha fatto presente al Presidente del Consiglio temporaneo Cotugno che essendo stato già approvato un ordine del giorno sull’argomento, questo era chiuso e non erano più possibili votazioni sullo stesso argomento, ripescando il primo ordine del giorno non passato, una volta che era stato approvato un secondo ordine del giorno.

CONSEGUENZA: Il Comune di Matera ha difatti chiesto a Pittella, se la legge non dovesse essere modificata, di impugnare l’articolo 38. Certo, la formulazione è bizantina, i rinvii hanno mortificato l’urgenza della questione, ma la delibera parla chiaro. A mio parere è anche corretta l’interpretazione del Segretario: il Consiglio Comunale
dopo aver bocciato il primo ordine del giorno, ha deliberato approvando il secondo. Rivotare il primo avrebbe avuto senso solo se non fosse stato presentato o approvato un secondo ordine del giorno sul medesimo argomento.

FATTO nr. 6: Qualunque cosa avesse deliberato il Comune di Matera, Pittella restava libero di impugnare o meno l’articolo 38. Qualunque cosa decida Pittella, l’impugnazione delle altre regioni rende ormai ininfluente l’impugnazione lucana. Qualunque cosa decida la Corte Costituzionale, questa vale per tutte le regioni e per tutti i comuni italiani, a prescindere dai loro desiderata e dalle loro richieste di impugnazioni.

CONSEGUENZA: Non è vero che il comune di Matera avrà più trivelle perchè il Consiglio Comunale non ha chiesto di impugnare l’articolo 38, per due motivi:
1 – perché contrariamente a quanto si dice, ha chiesto di impugnare l’articolo 38
2-perché a prescindere da ciò, la Corte Costituzionale delibererà per tutto il territorio nazionale

FATTO nr. 7: L’articolo 38 vieta espressamente tecniche di estrazione di shale oil e shale gas, che sono le più dirompenti e inquinanti, e prevede concessioni sperimentali e temporanee in mare.

CONSEGUENZA: Non è vero che viene data via libera al fracking e ad altre tecniche invasive, e per le estrazioni in mare si prevedono passaggi e tempistiche molto più complesse che per le estrazioni su terra.

FATTO nr. 8: le estrazioni petrolifere non sono innocue per l’ambiente e per la salute delle popolazioni che vivono nei pressi dei pozzi e dei centri di raffinamento. Il Governo Renzi pare voler semplificare la concessioni e i permessi di estrazione.

CONSEGUENZA: Pur se la Basilicata riuscirà a trattenere le royalties rinvenienti dalle nuove estrazioni, sarà difatti un contributore netto all’energia del Paese e subirà senza dubbio maggiore inquinamento e maggiori danni alla salute pubblica. Stesso inquinamento e stessi danni se a concedere le nuove estrazioni fosse la Regione invece che lo Stato, naturalmente.

  • MISTERO nr. 1: Pittella ha rivendicato l’attuale configurazione dell’articolo 38 come una vittoria per la Basilicata, che in cambio di maggiori estrazioni potrà dotarsi di una rete infrastrutturale all’avanguardia. Peccato che sullo “Sblocca Italia” compaiano molte opere infrastrutturali, ma a parte il bacino idrico del Bradano, nessuna riguarda la Basilicata. Non c’è ad oggi nessun provvedimento del Governo su un Piano speciale delle Grandi Opere della Basilicata.
  • MISTERO nr. 2: Pittella ha dichiarato che l’articolo 38 prevede maggiori estrazioni nei pozzi già presenti, o già previsti, ma non l’apertura di nuovi pozzi. Ciò è falso: l’articolo 38 disciplina anche la concessione di nuovi permessi di estrazione, che ormai in capo allo Stato, è facile vengano approvate.
  • MISTERO nr. 3: L’articolo 38 fa parte dello Sblocca Italia, che è una legge scritta dal Governo Renzi e approvata dal Parlamento Italiano. E’senza senso mettere sul banco degli imputati il Comune di Matera e la Regione Basilicata, che al massimo potevano suggerire nel primo caso, e impugnare nel secondo, l’articolo 38. Avrebbe avuto più senso protestare contro il Governo o contro il Parlamento (e con i lucani che lo hanno approvato: Bubbico, Margiotta, Viceconte, Antezza, Speranza) che non contro il comune di Matera o la Regione.
  • MISTERO nr. 4: L’articolo 38 passa la potestà legislativa della politica energetica dalle regioni allo Stato, e nel nostro caso dalla Regione Basilicata allo Stato. L’articolo 38 non impone maggiori trivellazioni sic et simpliciter. Le proteste di queste settimane contro lo “Sblocca Italia”/”Sblocca Trivelle” pertanto non sono contro le trivellazioni, ma chiedono che la potestà resti alla Basilicata. Ma non è stata proprio la Basilicata a concedere tutte le estrazioni attualmente in funzione e a tutte quelle previste? La gente pensa di protestare contro il petrolio, invece protesta perché vuole che a decidere di trivellare sia la Basilicata e non lo Stato. A tanto è arrivata la disinformazione.

19 Comments

  1. giuseppe cosenza says:

    Riguardo al punto 4 è chiaro però che come cittadini perdiamo una ulteriore opportunità di controllo su decisioni prese a livello nazionale.

  2. Nino Carella says:

    Ottima ricostruzione, sulla quale concordo al 100%. Strumentalizzare e ridurre a totem ideologici temi così delicati, semplifica forse la comunicazione, ma non aiuta ad affrontare e risolvere i problemi.

  3. TANTO RAF says:

    concordo,ma cosa ne pensi di art.35-36 e 37?in fondo aver messo nel mirino solo il 38 è anche frutto della disinformazione

  4. Claudio Latorre says:

    conoscere per deliberare, diceva un tizio! ricostruzione precisa e puntuale, grazie Francesco per questo contributo.
    Alla disinformazione ha contribuito anche lo stesso Pittella, incapace di spiegare cosa intendesse per “vittoria”, secondo me non ci ha capito niente neanche lui dell’intero decreto 🙂

  5. Angelo says:

    Concordo al 100% con l’articolo.
    La necessaria e sacrosanta opposizione alle estrazioni petrolifere in Basilicata DEVE essere basata sui fatti e accompagnata da una riflessione (morale?) sull’Energia e su come ottenerla senza imporre ad altre popolazioni lo stesso inquinamento che cerchiamo di evitare noi.

  6. Caro Francesco. È chiaro che chiedere l’impugnazione è solo il primo passo e non significa schierarsi contro le trivelle. Non a caso Lacorazza è per l’impugnazione ma non certo contro nuove estrazioni. Se però la legge non dovesse essere impugnata esautorazione Basilicata, significherebbe che la Regione si disinteressa della propria esautorazione. Cosa da niente? Non credo! Vorrei poi fare delle precisazioni relativamente al Titolo V della Costituzione e del citato art.117 che non dà affatto alla regione potestà esclusiva in materia di produzione e trasporto di energia, bensì trattasi di materia concorrente. Una riforma costituzionale, sai benissimo che per essere approvata, ha bisogno di una maggioranza qualificata che, se non dovesse esserci, aprirebbe la strada ad un possibile referendum senza quorum che darebbe ai cittadini la possibilità di bocciare la spoliazione di poteri, peraltro non esclusivi, delle regioni. E non sono affatto d’accordo sul fatto che chiedere la impugnazione a livello comunale alla regione, sia inutile. Si tratta di un segnale politico non indifferente, a difesa delle prerogative di un ente territoriale il cui ruolo sarebbe svilito e ridimensionato.

  7. Francesco Foschino says:

    Ciao Gianni,
    È politicamente molto importante che la Basilicata impugni la legge, perchè di fatto viene privata di un potere che le è riconosciuto dalla costituzione.

    Nel passaggio di questo articolo non dico che sia inutile che la impugni, dico solo che la decisione della Corte Costituzionale (se altre regioni impugnano la legge) avrà i suoi effetti anche sulla Basilicata, e sarà irrilevante se la Basilicata avrà impugnato la legge o meno limitatamente a questo aspetto.

    Circa l’articolo 117 della Costituzione, la produzione di energia rientra fra le materie concorrenti, pertanto vale il comma successivo dello stesso articolo:
    ” Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.”

    • È quel ‘salvo’ che ci frega, nel senso che in tema di materie concorrenti, di fatto, lo Stato l’ha sempre spuntata nei contenziosi aperti dalle regioni o dallo Stato medesimo dinanzi alla Consulta (vedi la famosa moratoria della giunta De Filippo)..

      • Francesco Foschino says:

        Questo perché la moratoria di cessare le trivellazioni confligge con i “principi fondamentali” che sono regolati dallo Stato. Cioè lo Stato decide se in Italia si può trivellare, poi le regioni regolamentano la questione.

  8. Mi scuso per qualche refuso, ma lo smartphone è poco smart e inverte inspiegabilmente l’ordine di alcune parole..
    🙂

  9. Kit Karson says:

    Sintesi spettacolare.
    Grazie e complimenti: sicuramente adesso il quadro ci è più chiaro.
    Il Mistero n.ro 1, poi, spettacolo nello spettacolo.
    Dunque a Matera c’è anche qualcuno che fa informazione “com’è l’uso” (albo o non, interessa poco) e non solo sonnolenti redattori e direttori.

  10. AntonioR. says:

    Ho letto due volte questo interessante, e anche utile, post di Francesco, ma non ho ancora capito se mi piace o no. Credo dipenda dal fatto che accanto alla sua solita chiarezza, capacità d’analisi e logica, compaia qua e là anche un po’ dell’inclinazione di Foscus ad innamorarsi della logica formale del discorso. Che, di conseguenza, talvolta prevale sulla profondità dell’analisi politica.
    Per esemplificare: che cazzo significa, in termini sostanziali, che poiché altre regioni impugneranno, a quel punto che la Basilicata impugni o meno non fa una grande differenza, visto che le decisioni della Corte Costituzionale varranno per tutti? Appunto, si tratta di logica formale perché dal punto di vista politico che la Regione scelga o meno la via dell’impugnazione dell’art.38 fa invece una grandissima differenza politica.
    Stessa obiezione farei al discorso sul Comune di Matera: avrebbe fatto una bella differenza politica se il Consiglio comunale avesse approvato un documento di sostegno all’impugnazione piuttosto che uno “bizantino”, in linea con l’assemblea regionale del Pd di Basilicata.

    • Francesco Foschino says:

      Questo articolo non fa analisi politiche. Enuncia fatti per permettere a chiunque di fare analisi politiche, come quella che hai fatto tu qui.

      • Francesco Foschino says:

        A Modena penso non arrivino le incessanti ed ossessionanti campagne di disinformazione su questo argomento, volte a far credere che siccome il consiglio comunale materano non ha impugnato lo sblocca italia, ora a Matera arriveranno le trivelle delle estrazioni, con tanto di grafiche che chiamano assassini i consiglieri comunali. Ho cercato di fare informazione, affinchè poi si possa fare un’analisi si dati e fatti reali scevri da qualuque strumentalizzazione, ambo lati.
        So bene che fa un’enorme differenza politica che la Basilicata impugni o meno l’art.38, ma non è stabilire ciò lo scopo di questo articolo.

  11. Giovanni Caserta says:

    La gente pensa di protestare contro il petrolio, invece protesta perché vuole che a decidere di trivellare sia la Basilicata e non lo Stato”. La differenza non è minima. Ma Foschino non ha torto. Avrebbe torto, se la Regione Basilicata avesse la forza per tutelare sé stessa e avesse la “intelligenza” necessaria per elaborare progetti di sviluppo sulle entrate da petrolio. E invece ha ragione perché la Regione Basilicata non ha la forza per tutelare sé stessa e non ha la “intelligenza” necessaria per elaborare progetti di sviluppo sulle entrate da petrolio. Tranne Folino e Lacorazza, c’è stato uno dei nostri deputati e senatori che, sia pur timidamente, abbia rivendicato alla Regione il diritto di decidere, ammesso che, in questo caso, una Regione abbia diritto a decidere? Chi li riconfermerebbe, se così facessero? Se le royalties andassero allo Stato e se i nostri uomini di governo, quelli lucani, avessero un minimo di spina dorsale, forse si avrebbe l’autostrada, la ferrovia per Matera, l’aeroporto a Pisticci e, soprattutto, qualche fabbrica Eni o che sia, come fu per la valle del Basento. Con la Regione avremmo nuove panchine, bonus benzina per chi è rimasto e ha lavoro, e sagre di fichi secchi d’estate, per fare accoglienza agli emigrati. I miei nipoti, intanto, due su tre, vivono tra la Scozia e Bologna. Il terzo si appresta a partire.E’ il motivo per cui, per dirla con franchezza, non parteciperò alle manifestazioni anti-articolo 38.

  12. Donato Mola says:

    Dico la mia, anche se ultimamente penso di avere cose “più importanti” cui badare, tra le quali la salute, Equitalia e una bellissima serie di volumi di un ottimo giallista svedese.

    Cio’ premesso concordo con quanto ha scritto Antonio, pur apprezzando lo sforzo di chiarezza di Francesco sulla questione. Inoltre aggiungo – pur essendo ormai lontano anni luce dalle questioncine di una regione giustamente indirizzata verso la scomparsa – che avrebbe fatto una grande, enorme differenza un OdG approvato dal Comune di Matera, dato che a parole dice di voler perseguire la strada della Cultura come “motore di sviluppo anche economico”. L’idea che sia lo Stato a dire l’ultima e decisiva parola in materia di estrazioni andrebbe immediatamente e con qualsiasi mezzo contrastata. Cosa che il consiglio comunale di Matera non ha fatto, e a quanto pare (è ora in discussione la questione nell’inutile consiglio regionale) non farà neanche il governicchio lucano.

    Cio’ detto il contrasto tra le parole (Con la Cultura si Mangia) e i fatti (fonte energetica nazionale, consumo del suolo, inquinamento inevitabile con ricadute sulla salute) è fortissimo. Penso che sia difficile, se non impossibile a questo punto equilibrare le due cose e una città che si candida a rappresentare l’Italia in Europa dovrebbe scegliere da che parte stare: Cultura, territorio ed energie alternative oppure sfruttamento dei giacimenti fossili.

    Ricordo l’attuale primo cittadino, che ha il merito di averci “portato in Europa” al tempo in cui faceva per molto meno “battaglie di civiltà”: una su tutte gli “animali nei circhi”, e adesso?

    Il problema grosso di questa regione, ripeto destinata alla scomparsa, sono proprio i suoi “stakeholder” poveri di senso critico, fin troppo ricchi di predisposizione al servilismo

  13. GIUSY PUPPO says:

    Sul fatto nr. 2 vorrei aggiungere questo: l’art.38 introduce i permessi di prospezione, ricerca e coltivazione in un unico iter. Questo collide rispetto all’art.42 della Costituzione in merito all’espropriazione di un terreno (proprietà privata) in quanto di fatto perde di vista con tale unico accorpamento la dimostrazione dell’utilità generale di un qualunque appezzamento di terreno. fatto nr. 3 <> Volevo capire la fonte di questa certezza (link, dati o opinione diffusa?). Poi volevo capire meglio una cosa, tu (mi permetto di darti del tu) al fatto nr. 1 affermi che <> poi al mr. nr.4 affermi che <>, ma al mr. nr.2 affermi che <>, cioè è vero che saranno aperti nuovi pozzi. Dunque poichè sono disciplinati nuovi permessi di estrazione tra l’altro in un iter che accorpa PROSPEZIONE, RICERCA E COLTIVAZIONE, le trivellazioni aumentano per forza come i pozzi….Qui puoi spiegarti meglio? Io credo che l’art.38 comporti si un aumento delle trivellazioni, in parte tale aumento è dovuto al fatto che in Basilicata dobbiamo raggiungere la quota di barili giornalieri previsti dagli accordi siglati in passato, in parte dovuto a quello che ho appena scritto. il tutto tenendo conto che allo status artis non è possibile quantificare i danni ambientali ed epidemiologici procurati dalla chimica prima e dalle estrazioni ora (sito airtum, mancanza di un registro epidemiologico, nonchè di uno dei tumori)per cui è anche naturale che essendo tali situazioni sotto gli occhi di tutti, chi protesta tema giustamente che tali danno possano aumentare esponenzialmente. ti faccio anche notare una nota della legge passata inosservata, che mi è venuta in mente pensando a Matera. Art.25 in merito ad autorizzazioni paesaggistiche… (pensa alla Basilicata) Tale articolo prevede che nel caso di conflitto ENTE LOCALE-STATO LA DECISIONE è demandata al Consiglio dei Ministri, il cui atto è definito di alta amministrazione (novità introdotta), questo rientra tra gli atti politici. Lo scopo di ciò è aggirare l’art.7 del C.P.A e rendere tale atto non impugnabile, oppure arrivare ad un recente sentenza (2012) della Corte Costituzionale che rende l’atto impugnabile si se viola la legge, ma a costo di un iter mortificatorio per gli enti locali? Penso che una delle note negative della legge sia anche questa. Mi piacerebbe avere la tua opinione.Per il resto complimenti, una bella analisi.

  14. GIUSY PUPPO says:

    FATTO NR.1 “di fatto non si tratta di un aumento delle trivellazioni, ma di un passaggio di poteri, dalla basilicata allo stato”, al mr. nr.4 L’articolo 38 non impone maggiori trivellazioni sic et simpliciter”, tuttavia al mr. nr. 2 parlando delle dichiarazioni di Pittella il quale afferma che non ci saranno nuovi pozzi, tu dici che è falso in quanto l’art.38 disciplina la concessione di nuovi permessi di estrazione , che ormai in capo allo Stato, è facile, vengano approvate; di fatto affermi che è vero ci saranno nuovi pozzi, quindi nuove trivelle… qui puoi spiegarti meglio? Nel mio post precedente (mi scuso per l’errore) avevo copiato ed incollato le dichiarazioni, ma mi sono accorta ora che non erano leggibili nel post. quindi le ho riportate qui.

  15. pasciucco Lucia says:

    Devo ammettere che leggere queste opinioni, quasi tutte molto tecniche è stato interessante,ma il succo del discorso è, che i nostri politici a cominciare dal presidente del consiglio fino al presidente della regione Basilicata hanno sbagliato i conti perchè li hanno fatti sulla nostra pelle.Abbiamo già la Val D’agri che da paradiso naturalistico è diventata una ciofeca, io i meravigliosi fagioli non li compro più nè il pecorino di Moliterno, nè altri prodotti che vengono da là. Nel 2015-2016 andrà a regime il sito di Tempa Rossa, nella valle del Sauro, invadendo territori agricoli di massimo pregio e e bellezza paesaggistica; la Total ha chiesto di proseguire le ricerche fino alle Dolomiti lucane invadento il parco di Gallipoli Cognato. Queste popolazioni hanno da poco scoperto l’importanza del proprio territorio,e la stanno sfruttando magnificamente,alcuni di questi comuni tra i borghi più belli d’Italia. Riuscite ad immaginare il volo dell’Angelo che si snoda su un parco di Trivelle? e non mi dite che l’intenzione del governo non era questa, perchè Renzi ha dichiarato candidamente che si vergogna di elemosinare energia dagli altri paesi con tutto il petrolio presente in Sicilia e Basilicata.(Ricordo inoltre che quando si è parlato di trivellare il GIGLIO C’è STATA UNA FERMA OPPOSIZIONE DA PARTE DEI RESIDENTI).Vi RICORDO CHE SIAMO STATI DEFINITI, SEMPRE DA RENZI, COMITATINI E UNA MANGIATA DI VOTI; QUESTO LA DICE LUNGA SULLE SUE INTENZIONI.In definitiva noi non siamo nessuno perchè siamo pochi e non influenti in campo elettorale. Allora cari lucani se abbiamo un minimo di orgoglio e se vogliamo campare dobbiamo opporci a quest’altro scempio che siamo già la regione più RICCA DI TUMORI SPECIALMENTE PEDIATRICI! L’unica cosa che condivido sulla scheda tecnica del signor Foschino è che IL PETROLIO fa male alla salute perchè deteriora il territorio provocando terremoti e inquinamento.ABBIAMO GIA’ DATO, TROVIAMO TUTTI INSIEME LA FORZA DI DIRE BASTA PERCHE’ NON TUTTI ABBIAMO LA POSSIBILITà O LA VOGLIA DI ABBANDONARE LA NOSTRA TERRA!Voglio solo aggiungere che le ricerche petrolifere sono PREISTORIA,tutti i paesi civili e i politici illuminati si orientano sulle rinnovabili.In questo momento poi il petrolio costa così poco e costerà sempre meno.Chi di voi taglierebbe l’albero più bello nel suo giardino se c’è che gli vende la legna per pochi soldi? Abbiamo vissuto il dopo amianto, il dopo terremoto, il dopo alluvione il dopo tutto è il momento che si cominci a prevenire!

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