Quel “giovedì nero” di Matera 2015… e altre storie

felicitàE ora se permettete scrivo anch’io. Dopo che su questo blog abbiamo pubblicato anche le voci in assoluto più stonate, secondo il mio personalissimo pensiero, sui due candidati di Matera 2015.

In questi anni, in questi mesi, in queste settimane, in questi giorni, molte cose abbiamo letto e molte ancora ci toccherà leggere. Cose scritte da eminenti giornalisti e leader d’opinione che, in tutti questi anni, in tutti questi mesi, in tutte queste settimane e anche in questi giorni abbiamo provato a mettere in guardia: signore e signori di Matera e dei materani non avete capito niente.

Quante abbiamo dovuto digerirne, titoli di giornale che in realtà erano slogan, tweet e retweet come colate di cemento sull’idea malsana “Matera 2019 siamo noi e solo noi”, e la stampa “nazionale” che riprendeva amplificandoli i concetti partoriti dentro la stanza di una funerea segreteria di partito.

“Non avete capito niente di noi” ha gridato la piazza. “Non avete capito niente di noi” ha scritto sulle schede elettorali.

Già. Non aveva e dimostra di non aver ancora capito niente l’aristocrazia intellettuale di questa regione malandrina anche quando è stata messa di fronte allo specchio in quel giovedì nero iniziato col “No” dell’Arbia e culminato nel silenzio attento ed irreale della piazza di “Buccico”.

I materani, lo “schifato popolo” che non retwitta ma pure pensa da un lato, l’artistocrazia intellettuale dall’altro.

A urne chiuse e risultato definitivo cosa è accaduto? I tanti padreterni si sono vergognati di questa plebaglia rea di non comprendere le elevate idee di queste signore e signori, dei giovani portatori di rinnovamento, inclusione e competenza.

Ma come, noi vi abbiamo portato in Europa e voi ci ripagate in questo modo?

Quella che in molti ancora in queste ore continuano ostinatamente a voler confondere definendola come sconfitta di Matera è in realtà la loro sconfitta. La sconfitta di chi ha letto male le nostre vicende perché appunto, non ci conosce.
Non avrebbero perso se umilmente avessero ammesso che esiste una città non migliore ma diversa con una diversa visione che messa alla prova potrà dimostrarsi anche migliore.

In Europa non ci siamo arrivati con un progetto e qualche tweet. L’abbiamo conquistata per l’inerzia travolgente di un luogo magico animato da chi la abita e la vive e non ha bisogno di parole incomprensibili per raccontarla.

Matera e i materani, la Basilicata ed i lucani si sono stretti intorno a questo progetto quando ne sono rimasti travolti e folgorati, solo alla fine. In quel 17 ottobre 2014 molte cose sono cambiate.

Sul palco di piazza San Giovanni non doveva salirci la città, non doveva salirci chi non è stato d’accordo con l’impostazione del progetto, non doveva salire chi “ha remato contro”. Così almeno ci hanno detto: “scendete dal palco”, così si sono espressi gli “illuminati” con “l’Europa in tasca e un sogno dentro al cuor”.

Sì, perché chi ha remato contro il progetto di pochi condiviso sotto le insegne della parola “insieme” (a loro) ha remato contro la città intera. Gran parte dei materani non l’hanno perdonata. Come non hanno perdonato l’escalation dell’arroganza proseguita sui palchi elettorali e nelle pubbliche piazze del web.

Spiace dirlo soprattutto ora che siamo a “bocce ferme”, ma di questo si è trattato. Arroganza. Imperdonabile la comunicazione che si è tentato di far passare: “vogliono mettere le mani su qualcosa che non è loro”, “i reazionari”, “il vecchietto”, “il centrodestra camuffato da civismo”… fino all’immagine di un anziano e mefistofelico De Ruggieri contrapposto ad un colorato e gioviale Adduce.

In mezzo ci sono state tante cose. Tanta roba. Dai “giovani assessori” nominati prima di una vittoria che qualcuno dava per scontata allo slogan che la diceva lunga sulle certezze dei “migliori”: “Matera Vince Ancora”. E in effetti Matera ha vinto ancora, senza di loro però.

Matera è andata oltre quella immagine. I materani hanno assistito silenziosamente e nel silenzio si sono limitati, da bravi analfabeti culturali – così sono stati trattati prima e anche dopo da gran parte della elite di cui sopra – a scrivere il proprio sdegno con una crocetta sul nome giusto.

Adesso si ricomincia, e la vera sfida che attende il nuovo sindaco è proprio quella della novità. Non deve necessariamente essere migliore degli altri. Mi accontento che sia diverso.

Cosa è stato, al di là di queste brevi valutazioni ormai non mi interessa più. Ora occorre, come pure ha detto De Ruggieri, riportare un po’ di normalità nella gestione dell’ordinario. Sarebbe questa l’operazione straordinaria. Dalle nomine che contano, separandole finalmente dalla politica, alla meritocrazia che deve premiare i migliori scelti tra tutti. Ecco il compito a cui è chiamato De Ruggieri. Ridare il significato alle parole con l’esempio dei comportamenti. Anche per restituire a quanti in questi anni sfiduciati dai cattivi esempi sono andati a votare lui, preferendolo agli altri, quale garante.

Due righe poi le voglio dedicare a chi questa avventura di #Matera2015 l’ha raccontata con pazienza, costanza e tanto sforzo. I giornalisti locali, spesso tirati in ballo a sproposito, con le loro penne pronte, sguardi attenti e orecchie puntate, hanno seguito tutto, spesso non compresi da chi poi doveva scrivere i titoli dei pezzi sulle prime pagine. E questa cosa mi ha dato una lezione che non dimenticherò mai: un giornale non è sempre fatto da chi lo dirige.

E le vele, i manifesti, gli slogan, gli adesivi, i bollini, l’ironia di Angelo Tortorelli (la migliore campagna è stata la sua) che unita a quella dei ragazzi di De Ruggieri sempre improntata ad uno stile “per bene”, ha reso memorabile la vittoria.

Adesso è tempo di lavorare, per chi è chiamato a farlo, e farlo insieme per davvero. Vincitori e non vincitori.

Poscritto: non ho fatto analisi “politiche”, quelle le ha curate Antonio Ribba sul Twitter di questo blog, mentre un racconto abbastanza accurato del “dietro le quinte” lo racconta meglio di qualsiasi resoconto editoriale la sequenza di tweet dell’account “fake” di Salvatore Adducie. Anche se penso in sintesi che ha vinto la stanchezza verso partiti e i giovani allevati da questi, usati come carne da macello.

E poi in ultimo, lo devo fare per forza, un sorriso grato lo rivolgo ad Antonio Andrisani, che ha reso i miei momenti cupi più facili da sopportare. E anzi, ora ci rimettiamo al lavoro per il prossimo video 🙂


Blogger, musicante, lettore, disegnatore e giornalista digitale (in erba).

13 Comments

  1. Angelo says:

    Io dovrei scrivere un mezzo romanzo se dovessi ricapitolare la mia avventura politica iniziata nel febbraio 2010 e finita con la mia partenza per il Nord.
    Penso all’entusiasmo della Campagna Elettorale;
    Penso ai miei quasi 150 voti validi da esordiente assoluto nel PD;
    Penso alle grandi speranze e ai primi tempi della Segreteria quando sembrava che dal Software Libero ai tetti fotovoltaici si potesse davvero dare una spinta Politica ad una Amministrazione di una città differente;
    Penso a come tutto sia crollato nel cemento del Piano Casa e in un sistema in cui anche tra i satrapi prevale non l’arroganza. Ma la paura.
    La paura di perdere un centrimetro, la paura di muoversi, di agire al di fuori dello statico e retrogrado sistema di potere che tutti ci soffoca. Calcoli sbagliati, incapacità operativa e gestionale, elefantiasi: tutti peccati più gravi dell’arroganza perchè ricadono sugli altri. Mi faccio poche illusioni per il futuro, per la nuova amministrazione. Già ho sentito “Bisogna ridare decoro e pulizia alla Città” dalla bocca che poi ha partorito il verbale del Consiglio Comunale del 4 Dicembre 2008 con sfiorata napolizzazione di Matera. Mi fido poco degli appelli all’unità ed alla collaborazione, banalmente perchè postumi: tra un paio di mesi e rotti perderò la mia residenza materana dopo tutto il resto. E’ vero, un po’ di arroganza è stata seppellita dal responso delle urne, ma la paura?

  2. Francesco Filippetti says:

    Bella e condivisibile analisi della memorabile sconfitta di Adduce e del suo gruppo di potere. Un gruppo troppo intento a combattere la guerra interna e esterna al PD per “le pouvoir pour le pouvoir” per dedicare le sue energie a Matera. L’incapacità di capire e quindi di ben amministrare la città, cercando e trovando la collaborazione dei materani, mi pare nasca molto prima, però, subito dopo l’elezione del 2010. La bocciatura elettorale appare ampiamente meritata se si osserva, con un minimo di oggettività, su tutte, alla disastrosa gestione della gestione dei rifiuti e dell’urbanistica nonchè alla gestione della stessa della “macchina” comunale, lasciata in balia dei dirigenti. Adesso De Ruggieri ha grandi problemi davanti e speriamo riesca a mantenere, almeno sui rifiuti, sui Sassi e sull’urbanistica, gli impegni presi in campagna elettorale.

  3. Kit Karson says:

    Caro Mola, colpisce come la sua analisi sia sofferta.
    Ed è vero: in questa campagna elettorale abbiamo assistito, da parte dello schieramento uscente, ad uno spettacolo così brutto da scandalizzare e rattristare anche quelli che non sono più dei ragazzini.
    Mi riferisco al fango gettato gratuitamente addosso alle persone – non solo De Ruggieri, ma anche Tosto – e alla squallida iperattività dell’ultimo mese di amministrazione comunale.
    Non conosco personalmente nessuno dei candidati sindaci, nè ho alcun interesse in gioco che potesse farmi propendere per l’uno o per l’altro. Voglio dirlo: che il vincitore morale sia sempre stato De Ruggieri lo si vedeva già dal fatto che tra lui, Tortorelli e Adduce è stato l’unico a non aver mai detto, in prossimità del 31 maggio, di essere in possesso di sondaggi che lo davano vincitore al primo turno con più del 50%.
    Si ha la sensazione che, per fortuna di Matera, il vincitore morale sia coinciso con quello materiale.
    Infine, troppo bello il video in cui Andrisani nomina gli assessori Renzo Piano, la buon’amima di Steve Jobs e Mario Draghi, anche se per me il video che in maniera ancora più mirabile racconta e giudica una parte di realtà sono quei pochi secondi in cui Adduce annuncia l’incontro di “presentazione dei risultati di 5 anni straordinari”, nei quali Matera “è diventata una città più moderna”, e sotto ci sono le esclamazioni ammirate e soprattutto le risatine dell’ipotetico pubblico.

  4. iattamammona says:

    ridurla ad uno scontro a due mi sembra riduttivo, sul carro del vincitore abbiamo visto salire questo che a leggerla sembra un comitato di salute pubblica, di liberazione innovazione e pensiero libero, ne hanno dato prova amministrando,alcuni, la cosa pubblica da oltre 30 anni: Mastrosimone, Viti, Buccico, Stella, Tortorelli, Santochirico..
    festeggiare e chiamarlo nuovo o rinnovamneto a me pare sinceramente eccessivo

  5. Giuseppe says:

    certo sarebbe davvero bello se le cose fossero andate comele descrive Mola. In realtà non è il giovedì nero che è iniziata la sconfitta di Adduce. Essa ha inzio molto prima, sin da quando essa è diventata ufficiale e altrettanto ufficiale è diventato l’appoggio di una parte consistente del PD a De Ruggieri e il governatore Pittella non ha trovato di meglio da dire che occorreva rendere attto delle tante anime del PD, autorizzando così Bradascio e Benedetto a schierarsi con Tortorelli e poi con De Ruggieri. Si è vero, è venuto a fare piccole comparsate sul palco insieme al Sindaco, ma il silenzio assoluto del suo neoassessore all’agricoltura, che non ha trovato il tempo di dire una parola a favore di Adduce che significa? e le canditature nelle liste di Tortorellidi persone sostenute dal papà della onorevole che significa? Adduce ha perso per 9 punti percentuali, un paio di migliaio di voti, con una percentuale di votanti piu alta dellamedia nazionale, sollecitata a fare il proprio dovere dallapresenza ai seggi dei massimi sostenitori di DR, da mane a sera con annotazione di chi votava e chi ancora no. E non parlo di ragazzotti, ma , ripeto di MASSIMI esponenti la cui sola presenza nei seggi aveva un preciso significato. L’amministrazione Adduce ha sicuramente colpe indiscutibili, ha fatto errori anche nella campagna elettorale, ma vuoi mettere che si fosse votato il 1° Novembre Adduce avrebbe vinto con l’80% e pochi mesi dopo invece perde con il 45% (risultato non trascurabile se si considera che era solo contro tutti). E’ possibile che in pochi mesi una metà dell’elettorato cambi opinione sull’operato di un sindaco in modo così radicale? O non è invece accaduto quello che è sotto gli occhi di tutti: organizzare scientificamente la sconfitta di Adduce per far fuori dal PD le ultime anime del fu PCI e prendersi definitavamente il Partido della Nazione? Bhe ragazzi, se le vostre riflessioni son queste, stiamo freschi. A poche ore dallo spoglio, chiacchierando informalmente nei pressi di un seggio elettorale con il re dei sondaggi materani, schierato con De Ruggieri (vero artefice di tutta l’operazione, occorre riconoscerlo) egli pronosticava un testa a testa fino all’ultimo. Lo rassicurai dicendo che Dr avrebbe vinto con largo margine, pur non possedendo io i magici strumenti tecnologici della moderna sondaggistica, ma solo, piu modestamante, un piccola capacità di lettura politica di quanto mi accade intorno, ivi compreso il can can sui social network delle inutitili rotatorie, dello sporco di rifiuti abbandonati ( mai stai a Napoli o Palermo gli sprovveduti commentatori?) e delle bucherelle per le strade. Se il gigante dei sondaggi era incerto del risultato era solo perchè non era certo che la gente (quelle poche centinaia che hanno determinato la vittoria) avrebbe realmente obbedito agli ordini.

  6. Kit Karson says:

    Dunque per Giuseppe un Sindaco può tenere le strade asfaltate per bene o lasciarle piene di buche, può tenere i bidoni dell’immondizia in ordine o farli diventare dei totem al centro di colline di rifiuti (tranne nei giorni dell’ispezione dei commissari 2019, allora tutto splende):
    ciascun elettore è un idiota che voterà sempre in base all’indicazione che arriverà da qualche manovratore il giorno prima del voto.
    P.S. sono stato tante volte a Napoli: non stanno tanto peggio di noi, anche senza le dovute proporzioni.

  7. Donato Mola says:

    Suggerirei di non accapigliarsi, o non più di tanto. La campagna elettorale è fortunatamente passata, quel che ho scritto in questo post è discutibile e anche molto, non solo perché ho rappresentato un solo aspetto della faccenda Matera 2015 (l’arroganza e gestione di potere che ha stancato molti elettori inducendoli a votare De Ruggieri). Ma di motivi ce ne sono molti altri e molto più determinanti rispetto a questo esito (così mi dicono persone di cui mi fido parecchio). Poi un po’ di “fatti in fila” riesco a metterli pure io, ma intanto come è stato come non è stato finalmente la città si è liberata da una asfissiante cappa di potere e gestione discrezionale degli incarichi. Prova ne sono le recenti (ed eroiche) dimissioni di alcuni che spero saranno prese ad esempio anche da altri. Adesso si puo’ impostare il lavoro in questa città su basi differenti, le stesse che ho scritto nel post: condivisione e apertura a tutti nella selezione dei vari incarichi basati su merito e competenze.

  8. Giuseppe says:

    condivido il saggio consiglio di Donato Mola. Le elezioni son finite. De Ruggieri è sindaco. W De Ruggieri. Domani è un altro giorno, ma senza dimenticarci di ieri nei giudizi che verranno. Io almeno mi sforzerò di farlo.

  9. Kit Karson says:

    Scusate, davvero questo mio commento non vuole rispondere a nessuno e non ho alcuno spirito polemico, nè mi permetterei di occupare questo spazio a cuor leggero o con presunzione.
    Sono d’accordo con Mola: non c’è bisogno di stare a rivangare il passato.
    Inoltre, lui non ha avuto la pretesa di spiegare completamente le cose (ma ci è riuscito in buona parte), direi che ha letto i fatti con il cuore e l’articolo è perciò risultato molto interessante.
    Non vorrei, dunque, essere fuori tema e me ne scuso fin d’ra se così dovesse risultare.
    Ho solo una domandina da fare. Ripeto, senza polemica ma con con sincera cuoriosità, per capire il presente e – perchè no? – anche il futuro.
    In questi giorni mi capita di leggere tante ricostruzioni e tante analisi della non vittoria (se no sembra che ce l’ho con loro) del PD a Matera. Si stanno cimentando i migliori opinionisti e protagonisti politici.
    Ho pensato di importunarvi perchè non mi capacito di come si parli di tranelli, complotti, fazioni, killer, traditori, apparentamenti e nessuno (almeno così mi sembra) parla di un aspetto che io traduco nella seguente domanda:
    pur in presenza di quei fattori, se Adduce si fosse occupato di strade, marciapiedi e fontane per cinque anni e non per un mese solo, avrebbe preso più o meno voti di quelli che ha preso?

  10. Kit Karson says:

    Caro Mola, lei, con la sua tranquilla persuasività, mi ha inibito i lettori e nessuno ha risposto alla mia semplice domanda, pertanto procedo ad un ulteriore, brevissimo commento in cui mi rispondo da solo.
    L’amministrazione Adduce ha fatto molte chiacchiere. Le chiacchiere hanno portato anche una buona cosa: Matera 2019. Le chiacchiere portano anche tanti voti, vedasi il caso delle numerose “vedove di Adduce”.
    Se Adduce avesse anche amministrato, lo schieramento De Ruggieri (con i transfughi Cotugno, … ) avrebbe preso un po’ meno voti di quanti ne ha presi, e lo schieramento Adduce (con i transfughi Perniola, … ) ne avrebbe presi un po’ di più e magari avrebbe vinto. Magari per una trentina di voti.
    Invece, oltre alle chiacchiere, amministrazione pochissima e quasi tutta cattiva. Pertanto più di uno si sarà detto: “proprio in considerazione dell’enorme afflusso che si avrà a Matera per il successo di Matera 2019 targato Adduce, ci vuole un’Amministrazione che non faccia solo chiacchiere, se no qua sarà un casino”. Un’Amministrazione con gli attributi. O almeno, come ha detto lei (il punto che alla lunga più mi ha colpito del suo post), un’Amministrazione normale, cioè che amministri, appunto.
    Spero di non essermi accapigliato, fatto sta che pare che questa chiave di lettura neanche sfiori l’intelletto di alcuno dei protagonisti che hanno non vinto.

  11. Donato Mola says:

    Caro Kit, ti do del tu nella speranza di essere ricambiato. Credo sia ormai inutile insistere su quel che è stato e quel che poteva essere. Ormai è andata. Approfitto per condire ulteriormente questa discussione con alcune ulteriori valutazioni.

    Ora sul percorso politico in Consiglio Comunale e sulla composizione della Giunta ci saranno i soliti accesi dibattiti in rete e nelle piazze. Inutile dire che la prudenza rispetto alla gestione della cosa pubblica in questa città suggerisce di attendere qualche mese.

    E’ in corso finalmente l’elaborazione del lutto da parte degli sconfitti, anche per questo non faccio caso più di tanto alle cose che scrivono le varie “vedove”.

    Le aspettative sono tante e sono alte, ora alla vigilia del 2 luglio, sono sicuro riusciremo a recuperare un minimo senso di appartenenza ad una comunità che per forza di cose deve stare insieme. Almeno su questo blog di valutazioni politiche personalmente non voglio farne (Pittella ha fatto perdere Adduce, i due PD, la mano di Potenza su Matera ecc ecc). Per quanto mi riguarda ragiono in maniera molto più provinciale, finalmente ci sono i materani alla guida della città, con buona pace dei progressisti e dei gufi che negli ultimi anni pareva fossero concordi sul fatto che ci volesse un cambio di passo.

    Questa campagna elettorale mi ha insegnato molte cose che non dimenticherò facilmente. Mi ha allontanato da Materatown (e da “cuccuruccù” ancor di più). Sono fatti della stessa pasta con l’unica differenza che il secondo almeno “si firma” anche se scrive un po’ peggio

    Poi ripeto la delusione sui giovani del PD locale, alcuni assessori compresi (quelli nominati in zona Cesarini). Al solito giovani fuori, e solo fuori.

    Non so se De Ruggieri durerà, ma non mi interessa. Mi bastava fare piazza pulita dell’esistente. Ora si può’ iniziare a costruire, chiunque lo faccia, purché sia materano e stanziale in questa città, che della retorica dei forestieri (che hanno dimostrato di non sapere un cazzo di noi, materani), dalla guida dei giornali alle soprintendenze per finire alle fondazioni, ne avevo sinceramente le palle piene.

  12. Kit Karson says:

    Condivido perfettamente e apprezzo il tuo suggerimento costruttivo di guardare avanti al di là delle fazioni, in nessuna delle quali io rientro; ma la campagna elettorale del centrosinistra è stata così selvaggia, incivile e – voglio dirlo – violenta, che è veramente tanto, tanto difficile non guardare indietro e dire al mondo le cose come stanno. Anche perchè da quelle parti non vedo autocritica, ma sento solo spiegare gli eventi con la scelta finale di Tortorelli (beh, anche lì hai ragione: gli spot me lo hanno reso da molto antipatico perchè iper-produttore di comunicati stampa a simpatico) o iniziale di Cotugno.
    Con questo chiudo veramente e ti ringrazio per lo spazio concessomi (chè mi potevi pure bannare e non lo hai fatto).

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