Quelli che preparano il “passaporto”

passaportoRaccontare le elezioni politiche, dal piccolo punto di vista lucano, è comunque impresa dura.

Troppi vincitori e troppi vinti. Le dichiarazioni, dei primi come dei secondi, al netto delle sfumature grammaticali hanno un comune denominatore: “dobbiamo fare il bene del Paese ed assicurargli un governo”.

Bersani continua a fare appelli alla responsabilità, mentre molti intorno a lui iniziano la litania, triste e patetica, dell’autocritica.

La politica partitica è sull’orlo di una crisi di nervi. Il risultato proprio non va giù. Bersani non vuole proprio sentire da quell’orecchio, eppure il messaggio è chiaro da capire: hai sbagliato tutto, fatti da parte e prima di riformare il paese dimostra di saper riformare il tuo partito.

Questo processo ovviamente dovrebbe investire anche le ramificazioni locali del PD per rivoluzionarne finalmente le roccaforti.

E lo sconfitto non è solo. Gli fanno buona compagni tutti coloro che lo hanno sostenuto: il caso Basilicata.

Difficile dimenticare il patetico supporto di tutti, ma proprio tutti, i nostri rappresentanti istituzionali al segretario nazionale durante la campagna delle primarie di coalizione. Tappeti rossi a Massimo D’Alema, deserto intorno a Matteo Renzi (ed anche a salutare Nichi Vendola non c’era nessuno).

Da Matera a Bruxelles per finire nelle redazioni dei quotidiani locali, tutti a riempirsi la bocca di parole quali “rinnovamento” e “responsabilità”. E i supporter che a questi rappresentanti devono tutto, o quasi, a dargli man forte. Tutti con Bersani. Tutti contro Renzi. E adesso cinguettano su Twitter di voler cambiare Paese.

Questa situazione l’hanno creata anche loro.

Non so cosa sarebbe accaduto se Renzi avesse vinto le primarie, e se non gli avessero fatto quell’ostruzionismo vergognoso. Per certo molte persone tra quelle che conosco (sottoscritto compreso) lo hanno votato alle primarie, e lo avrebbero votato come Premier della coalizione di centro-sinistra.

E così che il PD ha perso il nostro voto, in favore di quello “grillino”. Un voto che a quanto pare ai sinistri duri e pure faceva schifo.

Ecco, qualcuno dei lettori del blog, su Facebook mi ha “bacchettato” per aver riportato una simile riflessione. Vi propongo lo scambio. Ora, lascio la palla ai commentatori. Con buona pace di un post che, invece, avrei voluto fare per complimentarmi con gli attivisti cinque stelle materani, per aver regalato una speranza di cambiamento anche a questa regione. Perché, carissimi lettori, qualcuno finge ancora di non saperlo, ma questo sembra essere solo l’inizio da noi, qui, in Basilicata. Alle prossime regionali e alle prossime comunali, di questo passo, come credete che andrà a finire?

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Blogger, musicante, lettore, disegnatore e giornalista digitale (in erba).

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