Roberto, il mio cuore batte per te ma (per ora) accontentati di Giuzio!

Marcello PittellaMarcello Pittella, non ci sono dubbi, tifa per Falotico prossimo sindaco di Potenza. Dunque, non sosterrà il candidato ufficiale del Pd, e di parte del centrosinistra, Petrone. La sintonia con Falotico è scelta di cuore e di cervello: “Senza l’appoggio di Falotico, non sarei oggi qui”.

D’accordo, però è anche vero che Marcello non sarebbe lì se non avesse avuto l’appoggio del Pd e del centrosinistra ufficiale. In verità, Pittella dichiara ufficialmente di rimanere super partes ma, insomma, l’intervista rilasciata a Donato Mola è molto chiara. La vera sintesi dell’esternazione di Pittella è, fuor da pseudo-istituzionalismi e da linguaggio diplomatico: “Avrei voluto le primarie, quale momento democratico per unire il centrosinistra intorno al mio candidato sindaco, Roberto Falotico”.

Diciamo che, per ora, Roberto dovrà accontentarsi di un Giuzio qualsiasi. Al limite, potrà disporre della neutralità operosa del (fu?) candidato alla segreteria regionale del Pd, Luca Braia.

Dunque, l’ennesimo pasticciaccio politico si profila per le prossime amministrative di Potenza. Tuttavia, forse occorre rivedere la categoria del “pasticcio” nel caso del Partito democratico. Rapido riassunto: Margiotta è nemico di Pittella in questa vicenda del sindaco di Potenza ma è anche il suo principale alleato in virtù della comunanza Renziana; Santarsiero è su un’altra sponda congressuale rispetto a Margiotta ma a costui si è saldato per sbarrare la strada al candidato sindaco di Pittella e di Braia. Lo stesso Braia che, però, sempre Margiotta sostiene, o perlomeno dice di sostenere, alla segreteria regionale.

Che poi uno dice “Ce lo chiede l’Europa”! Confesso, che da quando ho ripreso a seguire la politica lucana, con i suoi machiavellismi di paese, con il debordante ego politico che affligge molti suoi protagonisti i quali, per usare il gergo calcistico, in grande maggioranza sono al massimo onesti lavoratori del centrocampo, ho fortemente rivalutato l’Europa e quella dose di rigore e di credibilità che l’adesione all’Unione Europea ed a quella Monetaria ci consente di importare.

Quindi, per tornare all’infelice Basilicata, non si tratta di pasticci politici ma della intrinseca natura di quel Partito e, più in generale, della politica lucana: un insieme di notabili che perseguono obiettivi politici e di potere personali, senza visioni e strategie di lungo periodo, e con l’occhio teso in maniera ossessiva alle elezioni di domani. Insomma, davvero un bel manipolo di statisti!

Per chiudere. Come finirà la battaglia per il sindaco di Potenza? Voglio azzardare un pronostico: vincerà Petrone e per i Pittelliani sarà un ritorno alla realtà dopo i trionfi ripetuti degli ultimi 9 mesi.

Difficilmente la partita si chiuderà al primo turno e Petrone sarà sicuramente al ballottaggio, forse proprio contro Falotico. Ma Falotico, con la sua storia politica molto più che ondivaga, è un candidato forte e autorevole, al netto del manipolo di fedeli e della riconoscenza Pittelliana, per la carica di Sindaco di Potenza?

A me, in verità, pare che Roberto si presenti più come un vecchio arnese della politica che come autorevole candidato. Raccoglie, certo, intorno a sé una frangia di politici insoddisfatti dall’egemonia del Pd (dei notabili di quel partito) ma al fondo è un totus politicus non particolarmente rigoroso. Non vedo, dunque, quali grandi masse di elettorato di opinione, decisive, possa egli spostare al secondo turno. Ma, a questo punto, vedremo il 25 maggio.

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2 Comments

  1. astronik says:

    Uno dei piatti preferiti dai lucani è la ciambotta.

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