Se prima eravamo in sei…

vitodefilippoA margine dell’assemblea dei Lucani nel Mondo organizzata l’8 ed il 9 di marzo a Rifreddo (PZ) presso il Giubileo Hotel, abbiamo avvicinato le due massime cariche istituzionali lucane, ovvero i presidenti di Giunta e Consiglio Regionale Vito De Filippo e Vincenzo Santochirico, insieme al neo eletto (deputato) Vincenzo Folino, per registrare i loro commenti sulle ultime vicende elettorali che hanno investito la classe dirigente lucana e in particolare col governatore sulle imminenti scelte in merito alla nuova giunta in via di rinnovo.

Nel pomeriggio di sabato, l’assessore Marcello Pittella nel corso della segreteria regionale del Partito si sarebbe dimesso e Vincenzo Folino avrebbe dichiarato “morto” il “Partito Regione”. Proprio il neo-deputato ci ha anticipato, nel corso della chiacchierata informale di venerdì, i temi principali della sua “analisi della sconfitta” (o della non vittoria).

Con Vincenzo Santochirico, abbottonatissimo padrone di casa, e il presidente De Filippo abbiamo provato a “suggerire” di scegliere i prossimi assessori all’interno del consiglio regionale, evitando così di dover pagare ulteriormente degli “esterni”… ma abbiamo toccato anche altri temi, in particolare quelli che in questo blog abbiamo trattato nell’ultimo periodo, compreso il rapporto tra “informazione e istituzioni”. Una cosa però pare essere certa, De Filippo, vuole, fortissimamente vuole, una giunta non più a sei ma a quattro assessori.

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8 Comments

  1. Foscus says:

    Minuto 5:30.

    Dopo “Grillo formi un partito” di Fassino, ecco Santochirico:”il m5s non può pretendere le dimissioni della giunta. Si candidassero alle regionali…”

    Grazie di esistere, Enzo.

  2. Giovanni Caserta says:

    Strana l’insistenza di De Filippo su una Giunta di quattro assessori contro i sei previsti dallo Statuto e, quindi, contro lo Statuto, a metà legislatura. Che ci sia la sottile volontà di averne di meno per poterli nominare tutti esterni? Se così fosse, non vi si potrebbe non vedere:

    1) – una delegittimazione del Consiglio regionale e dei suoi consiglieri, reputati incapaci di reggere gli assessorati o anche solo alcuni di essi;
    2) – la volontà di far cadere le responsabilità del fallimento del partito-Regione sulle spalle dei consiglieri anziché sul Presidente della Giunta e sulla Giunta, contro la ovvia legge della gradualità, che vuole le responsabilità proporzionalmente distribuite secondo le funzioni svolte.

    Che ove le intenzioni fossero quelle di arrivare ancora una volta ad assessori esterni è auspicabile che, finalmente, i consiglieri regionali abbiano quello scatto di orgoglio che è anche espressione di forza e di dignità, essendo vero che alla Basilicata e alla sua gente meno che mai servono consiglieri silenti e pavidi.

    Non si dimentichi, e anzi si sappia che una mozione contro la presenza di assessori esterni, ritenuta ingiustificata e ingiustificabile, fu presentata dal consigliere Venezia, dell’opposizione, e che la stessa, purtroppo, fu giudicata “irricevibile” dall’allora presidente del Consiglio Folino, forse perché in odore di Parlamento.

    E fu atto, a mio avviso, di arbitraria e forzata interpretazione del ruolo di Presidente e del Consiglio in particolare, che, fino a prova contraria, ha il dovere e il diritto di esprimersi sull’operato della Giunta, soprattutto se tre assessori esterni costano circa 40.000 euro al mese, a danno indiscusso della comunità! E dall’interno della maggioranza – cosa grave – nessuno fiatò.

  3. stradafacendo says:

    ascolto l’intervista e leggo i commenti. Non si capisce cosa centri Fassino con Santochirico. Mi sembra che la sua dichiarazione sia: “quando ci saranno le elezioni (regionali e comunali) avranno i loro rappresentanti e potranno esercitare il loro ruolo”.
    Sempre che il M5S abbia voglia di esercitare un ruolo nelle istituzioni.

    • Foscus says:

      Scegli: o Santochirico è Lapalisse o è Fassino.

      Governiamo Parma e la Sicilia. E a livello nazionale, fra 4 giorni per la prima volta ci sediamo in Parlamento, finora hai solo assistito al gossip di giornaletti di proprietà PD come Repubblica o L’Espresso. Ma se per te recitare un ruolo nelle istituzioni vuol dire appoggiare il PD, allora puoi dormire sonni tranquilli: mai.

  4. stradafacendo says:

    io non devo scegliere niente, se tu invece provassi ad ascoltare forse non scriveresti le cose che scrivi

    • Foscus says:

      Il M5S ha tutto il diritto di chiedere le dimissioni della Giunta.
      Ed evocare quel “si candidino alle elezioni, e poi potranno” e molto simile al Fassino-style di “Grillo formi un partito se vuol far politica”.

      • stradafacendo says:

        trascrizione dell’intervista: il M5S è una forza rappresentativa, i voti che ha avuto sono per l’elezione dei parlamentari. Quando ci saranno le elezioni per eleggere i consiglieri regionali e comunali potranno esercitare il loro ruolo.

  5. gioschi says:

    ho seri dubbi sulla convenienza degli assessori interni e ne spiego, modestamente, le personali ragioni:
    1) gli assessori interni si devono scegliere fra eletti arrivati a pz (anche) grazie a filiere politiche/partitiche/discambio, quindi, a volte (giudicate voi se spesse volte o meno!) senza competenze specifiche e senza aver mai avuto a che fare con la “vita reale”
    2) godrebbero del privilegio del controveto, come è spesso accaduto: se mi rompete le scatole da assessore, poi torno in consiglio e vi super-rompo le scatole io!
    2b) per questa ragione sarebbe interessante stabilire una norma per la quale, una volta nominati assessori, ci si debba dimettere da consiglieri….
    3) gli assessori interni si muoverebbero su equilibri fra potere politico e accordi con i dirigenti, dovendo salvaguardare, nel contempo, interessi pubblici e “privati”…
    a questo punto meglio assessori esterni accompagnati da una reali riduzione dei costi della politica regionale: se consiglieri e assessori si tagliassero le laute indennità, avere assessori tecnici e competenti non sarebbe un costo eccessivo…la sensazione è che sivoglia ricondurre tutto alla economicità e basta, senza pensare che i risparmi, se non accompagnati da competenze, sarebbero in realtà soldi sprecati!

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