Prosegue sul nostro blog urbano la discussione relativa alla sperimentazione della Zona a Traffico Limitato che puntualmente torna ad animare il dibattito della pubblica opinione materana. In attesa di raccogliere, e condividere la voce dell’assessore (e vice-sindaco) Cappella, riceviamo un altro qualificato contributo dal professor Caserta.
Ho seguito il cicaleccio con insulti (non da te) sulla questione ZTL nei Sassi. E’ inutile dire che è come la quadratura del cerchio. Ma, con qualche sacrificio per tutti, forse si può trovare qualche vantaggio per tutti. Ti propongo un decalogo. E poiché non vorrei approfittare del tuo spazio, lascio a te la decisione di pubblicarlo subito, fra qualche giorno o per niente. Mi auguro soltanto che, ove pubblicato, non si arrivi agli insulti, che non solo non approdano mai a nulla, ma, anzi, creano le condizioni – tutte materane – per non far niente…
Oltre dieci anni fa, come rappresentante del CIACP (Centro di Iniziativa e di Analisi Culturale e Politica), ebbi un incontro con i residenti nei Sassi. Si chiuse in malo modo, per le assurde pretese dei residenti, che si sentivano persone di alta e altra cultura, solo loro capaci e interessate a tutelare il patrimonio dei Sassi. Si dà il caso, però, che i Sassi devono essere visitati e accolgono non poche attività economiche, che qualcuno potrebbe anche vedere come un tradimento della natura del luogo, ma che, intanto, esistono. Cerchiamo di ragionare, tanto più che, se dovesse venire meno quel po’ di turismo che c’è, che cosa mai resterebbe, se non la favola del 2019, in una città senza industrie, senza un’agricoltura altamente produttiva, senza esportazioni? Ecco le mie riflessioni:
- I residenti nei Sassi hanno fatto una scelta culturale, qualche volta (mi si perdoni) persino snobistica. Bene: sanno e sapevano a quali inconvenienti andavano incontro, esattamente come succede a chi decide di abitare in piazza Vittorio Veneto o in Via Ridola… Ma sanno e sapevano anche che, in ogni caso, caso, avrebbero goduto di indubbi vantaggi.
- Non possono pretendere di avere, riservato, in dotazione e gratuitamente, un proprio posto-macchina, così come non lo hanno migliaia e migliaia di altri cittadini. Né possono pretendere di avere quiete e silenzio in un luogo che si vuole ad alta affluenza turistica.
- Gli operatori economici, dal loro canto, se devono sopravvivere e offrire posti di lavoro, esigono che i loro eventuali clienti abbiano la concreta possibilità di arrivare nei Sassi.
- Nei Sassi si può arrivare, direbbe Lapalisse: a). con la macchina; b). a piedi; c). con ascensori e scale mobili.
- Considerato che non tutti sono nelle condizioni di arrivarci a piedi, se si vuole limitare l’uso delle macchine, non resta che avere scale mobili e ascensori.
- Quanto all’afflusso della macchine esterne, pur sempre necessario, non può non essere libero, perché i turisti, se si vuole che arrivino da noi e non siano caricati di multe come al tempo dei Telepass, devono poter arrivare a tutte l’ore. L’afflusso, nelle ore e nei giorni “critici” può essere disciplinato con la presenza di quattro vigili urbani che, posti all’imbocco dei Sassi e nel fondo di essi, si informino reciprocamente sulle condizioni del traffico e di afflusso (l’ho visto fare a Fiuggi). Fondamentale, in alternativa, è la presenza di un efficiente servizio di taxi.
- Questo non significa che l’uso delle macchine non vada scoraggiato. Perciò, creati parcheggi limitati e ben definiti, anche a pagamento, un rigoroso controllo dovrebbe severamente impedire parcheggi abusivi e fuori degli spazi indicati.
- Quanto ai posti riservati ai residenti, ove se ne creassero e ce ne fossero, non possono non essere a pagamento.
- Non sarebbe da sottovalutare un efficiente sistema semaforico sulla strada di circonvallazione e di collegamento dei due Sassi, anche se limitato ai brevi tratti in cui non è consentito il passaggio in opposta direzione (vedi via Fiorentini e tratto via Lucana – imbocco via Bruno Buozzi).
- Urge, infine, un ovvio controllo sull’ ordine pubblico, con diffusa ed efficace illuminazione di tutti i Sassi, se veramente, per chi ce la fa, si vuole incoraggiare il percorso a piedi.
(P.S. Io, intanto, per evitare le insidie della ZTL, ove questa dovesse rimanere operante, sicuramente non scenderò mai più con la macchina nei Sassi, come già feci con l’introduzione del Telepass negli anni scorsi. E’ anche vero, però, che, in quel periodo, i Sassi li non visitai più, né con la macchina né a piedi. L’avrei fatto solo se avessi avuto scale mobili e ascensori).



prendo spunto dal ragionamento del professore Caserta, non come studioso ma come uno dei tanti protagonisti dei sassi, sulle riflessioni espresse non tutte condivisibili.
Come le scale mobili,ascensori non penso che un progetto che porterebbe a provocare una ferita, all’essenza dei “sassI” patrimonio dell’umanità capitale della civiltà contadina, come il parcheggio meccanizzato nei sassi come da intenzione del Piano di mobilità urbana.
Una mobilità sostenibile, fatta di piccole cose,come un un progetto(https://www.carsharing-evai.it/web/evai/home) che da altre parti sono già operativi, qui siccome siamo di Matera, non ci passa neanche per la testa. IO con la mia ignoranza penso che proporre un progetto nei sassi solo una circolazione di car sharing è una delle soluzioni meno costose e con un ritorno economo.Ma per fare questi progetti, ci vuole un cambio culturale non indifferente, perché parlare di turismo è facile creare un offerta turistica di qualità da competere con altre realtà molto più organizzate di noi e forse molto più professionisti di noi nel valorizzare il nostro patrimonio.Noi abbiamo una miniera d’oro , ma non abbiamo ne i mezzi, ne le capacità per estrarre quest’oro che abbiamo sotto i piedi.
giusto per concludere,questa la sparo cosi, forse per molti sara una cazzata, io che invece la vedo dal punto di vista turistico e di servizi di qualità,la vedo come un’altra offerta nella nostra proposta turistica.FARE UN SERVIZIO DI ASINI E MULI attrezzati sia per il trasporto persone che merci per le scalinate dei sassi. Non sto inventando niente, 40 anni fa per le scalinate dei sassi andavano ancora con i muli, prendiamo le cose del passato adeguandoli alle necesitàtta dei nostri giorni
VINCERE UN ABBONAMENTO ANNUALE AL CAR SHARING SI PUO’, ECCO COME…
Nell’ambito della Settimana Europea della mobilità, Trentino Arcobaleno, in collaborazione con la cooperativa Car Sharing Trentino, il settimanale Vita Trentina e Radio Trentino in Blu hanno indetto un concorso letterario dal titolo “Una settimana senza la mia auto”.
Si tratta di una proposta per appassionati scrittori e amanti della mobilità sostenibile. In poche parole, chiediamo ai partecipanti di rinunciare all’auto per almeno un giorno durante la Settimana Europea della Mobilità e di tenere un diario.
In seguito, i diari verranno valutati da un’apposita giuria, che premierà il migliore.
Il primo premio è proprio un abbonamento annuale al car sharing.
Per questo bisogna che oramai oltre a lamentarci bisogna proporre.
Sono anni che si parla di questo problema, tralasciando oramai l’incompetenza della nostra classe politica e dirigenziale,i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.Mi desidero soffermare e esporre la mia critica alle varie associazioni ambientali, quelli che ogni tanto a cosa già fatte, rilasciano qualche comunicato.” Vedi mulino alvino” e poi niente.Proposte, iniziative condivisione del nostro futuro niente, commercianti e residenti nei sassi pronti a fare le barricate per delibere già approvate, passato lo scampato pericolo tutti rifugiati nei loro interessi personali.Fino alla prossima delibera. Siamo scesi mai in piazza per dire per richiedere l’apertura del parcheggio di Gia Casalnuovo abbandonato, fare comunicati stampa e conoscere che approva e realizza progetti che non stanno ne in cielo ne per terra. Orami il mulino alvino è andato: Siamo bravi a gridare, ma ci vuole coraggio e”palle”per bloccare un cantiere, ci vuole coraggio e “palle” andare contro i più forti. Faccio una scommessa del prossimo comunicato delle varie associazioni ambientaliste” approvato concessione edilizia per la realizzazione di abitazioni nell’area ex barilla”, le associazioni ambientaliste denunciano il partito del mattone.
Vorrei vedere quando riusciremo a prevenire queste situazioni proponendo altre, ( non l’abbandono come è adesso) ma proporre alla città anche con dei referendum, soluzioni alternative che riguardano la qualità della vita di noi tutti.
come mai non si è mai pensato in una città come Matera con i sassi un referendum per chiedere a tutti i Materani una semplice domande. Volete voi la circolazione delle auto nei sassi libera?
” volete una regolamentazione della circolazione delle auto nei sassi e vietare la circolazioni a mezzi privati”
Poi è dovere delle scelte contrapposte evidenziare i vantaggi e gli svantaggi delle due soluzioni, come verranno realizzati ecc..
Come non fare un referendum sull’aria Ex Barilla quale destinazione dare all’area,( direte voi è un’aria privata) Io non sono molto esperto in diritti o espropri, ma di una cosa sono certo ,vedendo che lo Stato per fare la TAV non si è spaventato ad espropriare terreni e fattoria, mettendo al primo posto l’interesse nazionale. Ma siccome oramai nelle istituzioni , le persone che la rappresentano,hanno perso oramai i valori che le istituzioni devono prima di tutto salvaguardare l’interesse collettivo,invece la realtà italiana cominciando da Matera questi uomini che si definiscono nostri rappresentanti, mettono al primo posto il loro interesse personali, dei loro amici e del potente di turno, a discapito della collettività.