Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio PDF Stampa E-mail
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CarofiglioC'è qualcosa che sfugge per definire compiutamente il quadro di insieme di questo quarto romanzo della saga dell'avvocato Guerrieri di Carofiglio. Se è vero che questo romanzo è più giallo dei precedenti, è anche vero che il giallo non lo si riesce ad individuare nitidamente. Lo stesso autore, pare, abbia dichiarato che non pensa ai gialli di Guerrieri come ad una saga coerente. Ma qui, mi pare che abbia un tantinello esagerato.

Il vero giallo in questo libro non è "chi ha commesso l'omicidio", ma dov'è finito l'avvocato Guerrieri? Che fine ha fatto l'avvocato ultra-quarantenne intenso e taciturno che ho amato così tanto?

E' questo il vero mistero da risolvere ne "Le perfezioni provvisorie" pubblicato da Sellerio. E' bene che sia chiaro: la storia è buona ed è scritta bene. C'è un pizzico di Bari, i soliti nostalgici ricordi, una parentesi rosa che male non fa mai. Ma qualcosa manca, sopratutto al protagonista. Non so cosa, ma mi accorgo che Guerrieri è diventato più leggero. E allora di qualche elemento deve averlo privato, lo scrittore, per dimagrirlo così.

L'affetto per uno degli autori che definisco rassicuranti, mi spinge a immaginare, che non di privazione si tratti, ma di semplice "evoluzione" e crescita di un soggetto come quello di Guerrieri. E allora  non di mancanza si tratta, ma di aggiunta. L'imprevedibilità, che credevo femmina e che distingue le femmine migliori dalle altre, diventa l'elemento predominante della personalità di questo rinnovato Guerrieri, che va per i cinquanta e di Carofiglio stesso rendendo più leggera (e spesso divertente) la narrazione.

Battutine stupide, ricordi adolescenziali a gò-gò, dialoghi con Mr Sacco (che non è un boss della mala locale, ma proprio un sacco da boxe). E poi descrizioni  che strappano la risata, di mille situazioni da macchietta.L'avvocato finisce addirittura a frequentare un gay-bar.

Ma che gli ha preso a Carofiglio? Spesse volte nel romanzo, il suo protagonista si astrae e si perde nelle fantasie (di natura autobiografica?). Avete presente Homer Simpson che mentre è impegnato in una conversazione, basta il cenno ad un particolare del passato per farlo andare nel mondo dei ricordi?

Il libro è bello, e ne vale la lettura, sopratutto se avete letto i precedenti. E questa volta solo una citazione, più per abitudine che per necessità: "Uscendo per strada, con movimento studiato, mi tirai su il bavero dell'impermeabile, anche se non ce n'era nessun bisogno. Chi legge troppi libri spesso fa cose di cui non c'è nessun bisogno."

 

 

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