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| FareLive si presenta |
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Sto pensando da qualche tempo di inaugurare una nuova categoria in questo blog intitolandola Siamo alle solite. Poi dice che uno critica tutto e tutti. Forse dovrei limitarmi a copiare il comunicato stampa che da solo dice tutto senza entrare nei contenuti della conferenza stampa cui sono stato invitato ed ho partecipato in mattinata. Ma poi ho deciso che no, meglio riportare ciò che sui giornali probabilmente domani non leggerete... In conferenza stampa presso l'Hotel San Domenico sono presenti i due promotori di questa etichetta discografica che si propone con un'idea più che apprezzabile quella cioè delle produzioni discografiche dal vivo. Sono un accanito sostenitore di questa modalità di ripresa sonora, vuoi per l'amore verso il blues che per la musica tradizionale del territorio cui appartengo. I dischi più belli che posseggo sono quelli registrati in presa diretta in concerto o comunque 'ripresi' dal vivo anche se non in occasione di manifestazioni musicali aperte al pubblico. Il panorama/paesaggio sonoro di queste produzioni è assolutamente coinvolgente ed immersivo per l'ascoltatore. Eustacchio Montemurro passione e capacità ne ha da vendere, personalmente ho avuto modo di avvantaggiarmi dei suoi servizi e di quelli della sua società Audionova. Molte registrazioni in mio possesso testimoniano l'elevato grado qualitativo del suo lavoro. Co-socio di Montemurro è Peppino Barberio grafico che conosco anche per le sue qualità di musicista a 'causa' di passate collaborazioni dovrebbe secondo me lasciare la parola ad Eustacchio dato che presentando il catalogo ed i servizi che Farelive propone ha detto: "Anche le produzioni dei tanti gruppetti da quattro soldi ne beneficerebbero...". Chissà quanti gruppi musicali si avvicinerebbero a questa etichetta dopo averlo sentito parlare in questo modo. Ma vabbè Peppino è Peppino lo conosciamo e gli si perdona facilmente questo modo di esprimersi e poi non dimentichiamoci che siamo a Matera dove ognuno di noi è il migliore nel proprio campo e gli altri non esistono e gli si sputa addosso. Rincara la dose anche uno dei tre 'direttori artistici' (settore jazz e blues) quando in maniera secondo me infelice etichetta la musica 'non di qualità' in maniera personalissima ( dopo aver presentato l'ultima sua fatica discografica in catalogo proprio con Farelive), definendola "musica cosiddetta merdaccia" che un'etichetta come Farelive aiuta a tenere a distanza. L'autoreferenzialità in questo caso raggiunge i livelli elevatissimi ai quali il contesto nel quale opero mi ha abituato, e al solito si vende (si tenta di farlo) la propria merce parlando male di quella degli altri. Ecco, appunto, 'siamo alle solite'. Ennesimo fulgido esempio di ciò che accade quando un musicista si dedica ad attività 'altre'. E secondo me i musicisti, tranne rare eccezioni ma sopratutto quando sanno suonare, dovrebbero fare solo quello o tutt'al più insegnare. Per il resto l'iniziativa 'imprenditoriale' è di sicuro interesse, anche se in un mercato discografico sempre più in crisi e coi magazzini straripanti di CD invenduti, occorrerebbe forse, fare uno sforzo maggiore ed allinearsi da subito a standard di distribuzione slegati dal supporto del CD (la rete). Ma la scelta preferenziale, almeno per il momento parrebbe essere quella del CD. I titoli in catalogo sono abbastanza interessanti. Segnalo però una imminente produzione che riguarda la registrazione dei canti del territorio materano con gli arrangiamenti polifonici del maestro Damiano D'Ambrosio per un lungo lavoro di ricerca ed esecuzione dei Cantori Materani di Alessandra Barbaro. Leggo nella cartella stampa di un'altra iniziativa interessante dal nome 'Eco Farelive' ovvero una produzione di media tiratura a basso impatto ambientale. |
| Ultimo aggiornamento ( Sabato 20 Giugno 2009 12:37 ) |

Commenti
Probabilmente è vero come dici che non essendo del settore in modo 'specifico' (se per specifico intendiamo non fare il musicista di mestiere) non riesco a cogliere le sfumature comunicative che si celano dietro un certo modo di esprimersi (eppure per me ci sono casi in cui la forma è sostanza).
Eppure del campo, anche se in maniera non del tutto esclusiva, ho una certa conoscenza ed esperienza. Aggiungo solo che conosco personalmente chi si è espresso in questo modo, ne conosco le produzioni ed il curriculum...
Prescindendo dunque dal particolare trovo legittima e condivisibile in alcuni punti la tua denuncia. Sfido chiunque a mettere in dubbio ciò che scrivi:
"ormai è di moda fare cd privi di personalità, "remake" (spesso mal riusciti) di prodotti e di un linguaggio datato…"
Anche se, non ne farei una questione di 'meritocrazia'. Chi ha delle cose da dire lo fa in barba ai risultati o traguardi degli altri. Ho molti amici artisti e musicisti, che ormai questi discorsi non se li pongono più, vanno avanti animati dalla passione per le proprie idee. Questa è la risposta migliore, non è certo dal numero dei contratti con le case discografiche che si giudica un giocatore :-P
Grazie per il messaggio
non sono affatto d'accordo con te...
la musica non è come la medicina o l'ingengeria, per quanto riguarda il jazz poi..., nel jazz non dovrebbe esistere proprio il professionismo, se intendiamo il jazz come arte, se poi lo intendiamo come intrattenimento o come riproduzione di uno stile allora il discorso cambia...
solo il massimo del pluralismo e della libertà possono fare del bene al jazz e a qualsiasi tipo di musica... le etichette, i bavagli, i giudizi di valore mi hanno sempre fatto paura... io suono ciò che sento e vado dritto per la mia strada... non campo dalla musica e ne sono felice... tanti grandi musicisti quando non potevano suonare la "loro" musica hanno fatto altro per vivere, McCoy Tyner ha fatto il tassista dopo aver suonato con Coltrane....
Aggiungo solo che un 'grande' musicista alla fine viene sempre fuori. Creare 'sindacati' e caste ha prodotto solo danni nella nostra società (altro esempio può esser quello dei giornalisti ad esempio), quindi Dio salvi la musica!
Questo confronto mi fa pensare alle parole di Franco Fabbri nella introduzione al saggio di Richard Middleton (Studiare la Popular Music) che scrive: "Non si può capire la musica senza capire la società: ma sopratutto, non si può capire la società senza capirne la musica, senza una sociologia della cultura. Non è ora di provarci?"
Grazie per gli spunti interessanti
Innanzitutto mi dissocio da questa idea credo un po’ troppo “personale” non supportata storicamente, diciamo così, di Giambattista (credo, anzi sono convinto, che non sia Jazzista! ne tantomeno un musicista professionista...) quando parla di jazz e del fatto che non ci debbano essere i Professionisti di jazz. Errore grave: già dagli anni ’60 i musicisti di jazz hanno studiato in scuole e accademie per conoscere quanto di più del jazz (che incominciava ad essere definita musica colta al pari della Classica e quindi materia d’insegnamento in grandi accademie in Inghilterra e Usa, Berklee College of Music, per formare professionisti di settore) e della musica colta europea, hanno frequentato e frequentano ancora oggi master di perfezionamento nei più importanti Istituti al mondo… Perché un Ingegnere è un professionista e il jazzista non può esserlo? E’ finito il tempo del jazz tramandato oralmente, ora si studia tecnicamente e “scientificamen te” se non lo sai!!!
Se parlo è per cognizione di causa perché vorrei diventare jazzista, e per far ciò non sto aspettando che mi scenda l'illuminazione dal cielo... ... ... ma sto studiando.
Inoltre vorrei dire che oggi far parte di un’etichetta importante ti rende visibile al mondo e quindi “esisti”, musicalmente parlando, esisti sul mercato; capisco e so delle costrizioni cui si piega la musica, ma il sistema è questo e facciamo molta fatica per cambiarlo. Perciò, anche qui, non si sbaglia se ci si impegna nell’autopromoz ione.
continua...
Potrei continuare ancora, ma vado al discorso “qualità”, termine che spesso fa male a chi non riesce a fare della musica con la "M" e a chi si erge a Giovanna d’Arco, pur di difendere tutti!!! Citerò alcuni passi di uno dei più grandi critici della storia del jazz, tale Joachim Ernst Berendt, nel suo Il nuovo libro del jazz:
“E’ importante che si sappia: il jazz implica qualità. La qualità si sente, non si afferra con il ragionamento. E questo inconsciamente i musicisti l’hanno sentito fin da quando il jazz esiste.
Una musica deve innanzitutto essere “buona”, perché essi possano sentirla come jazz; tutti gli altri criteri espressi in parole –per quanto importanti possano essere- hanno un valore secondario.
Il continuo consumo di elementi, stili, modi di suonare, tecniche, e idee del jazz da parte della musica commerciale costringe il musicista di jazz a creare ininterrottamen te qualche cosa di nuovo (e in questo Marcello ha ragione quando parla del proliferare di cd privi di personalità, "remake", spesso mal riusciti, di prodotti e di un linguaggio datato…).
In questo caso va intesa la frase di Andrè Hodeir secondo cui la novità di oggi è il cliché di domani… La tendenza al clichè, continua Berendt, è anche dovuta all’abuso degli elementi del jazz da parte della musica canzonettistica .
Beh, senza dilungarmi troppo e tirando le somme, sempre che l’autore di questo articolo non se la prenda, credo che se un musicista accreditato e competente e professionista espone un suo giudizio riguardo a certa musica che oggi purtroppo intasa il mercato e costringe i professionisti all’angolo, credo non faccia “peccato”, credo sappia quel che dice e soprattutto io vedrei un’esortazione e uno spronare a fare musica di qualità, per quanto possibile; e poi la “forma” di cui parla sempre l’autore dell’articolo, credo non sia compito suo (non essendo né educatore, né giornalista, ne musicista né tanto altro ancora, e questo lo so per certo!) farla notare su un blog che diventa, in questo caso, contenitore solo di “frustrazioni”, e infelice modo di esternare i suoi pensieri.
Grazie mille…
.M.
Ovviamente non sono d\'accordo con quanto scrivi in finale di commento, ma così come sei libero di esprimere un pensiero dissonante da quello del blog che lo ospita io esprimo il mio e continuo a sottolinerare che in taluni casi anche la forma è sostanza. Chiunque ascolti una opera dell ingegno umano ha il diritto di farsi una opinione e diffonderla se vuole farlo, così come manifestare il proprio dissenso rispetto certe posizioni.
Qualcuno (un musicista) diceva che il jazz è come una scorreggia, piace solo a chi la fa... evidentemente aveva ragione :-D
ciao e grazie
A mio parere il tuo atteggiamento è molto infantile e ti vien fuori quando non reggi il livello della discussione perchè non SAI!
Comunque non scenderò al tuo livello, sebbene la voglia sia tanta, non ne vale la pena. Pensavo si potesse discutere garbatamente, ma già...non si riesce, non c'è la preparazione adeguata. Inventi frasi e citi anonimi di cui non sai nulla probabilmente (solo per sentito dire!). Ma in queste cose ti ci ritrovi. E' il tuo campo preferito probabilmente! Vien fuori una certa mediocrità in quello che dici, denigri un genere (il jazz) di cui non sai nulla e che non saresti in grado di conoscere, figuriamoci di suonare...Ma ti disturba quando qualcuno critica altro genere diverso dal suo. Bah...si dice che chi critica finisce per essere criticato!
Grazie
Sono contento che le parole che hai letto in questo mediocre blog abbiano provocato una reazione, sia pure simile a quella che la scossa di Galvani provocava nelle rane. Torna pure nella tua atarassia signo "M".
Insomma, la brutta musica (detta anche musica merdaccia) è sempre esistita e sempre esisterà. Nonostante tutto, credo che anche chi produca musica di bassa qualità abbia diritto di esistere e di esprimesi. Poi, sarà il mercato (ascoltatori, giornalisti, musicisti...) a decidere cosa ha un valore e cosa no, premiando chi produrrà musica "migliore". Di fatto, questa è la base della democrazia. L'ideazione di un eventuale "albo dei musicisti" (orrore!) non sarebbe altro che un colpo mortale alla libertà artistica (chi deciderebbe i criteri di "qualità"? I criteri che vanno bene per il jazz non vanno bene per la musica classica, quelli che vanno bene per il pop non vanno bene per il black metal, e così via...),
Dunque, credo che i musicisti professionisti tanto disturbati dall'incompetenza dei loro colleghi meno bravi farebbero meglio a fare un bagno di umiltà, ricordando che un tempo anche loro sono stati dei dilettanti (nessuno nasce "imparato"). Il pubblico, poi, sceglierà secondo i suoi gusti.
Dopotutto, chi è sicuro dei propri mezzi artistici non avrà certo paura della concorrenza di chi è meno bravo, vero? Oppure no?!?
Criticare o semplicemente esporre la propria idea è tutt'altro che lecito, anche nel proprio spazio.
E, giusto per la precisione, non sono di Matera, studio 4/5 al giorno (sempre), ho inciso dischi, ho quasi 40 anni e vado facendo seminari in tutta europa per continuare ad imparare ed io, o quelli come me, dovrebbero fare un bagno d'umiltà? A volte dimentico di essere in Italia...Avrei piacere a conoscervi uno ad uno, voi che scrivete, per discutere dati alla mano di ciò che si parla senza rifugiarsi nelle ovvietà che leggo...si parla e si sparla di arte: questo è un ragionamento che sento sempre fare da chi non sa suonare...si parla di "arte" in mancanza di un background culturale nel settore...la musica è prima di tutto scienza e, come tale, va profondamente studiata...solo quando la si "possiede" si può pensare a fare Arte, non prima...se poi vogliamo fare ricorso alle genialità è un discorso che non ha senso: Erroll Garner non conosceva una nota e poggiava gli spartiti, senza saperlo, al contrario sul leggio eppure suonava divinamente...ma parliamo di genii...ben vengano i genii, se ci sono, ma se non ci sono gli "artisti" o i "praticanti dell'arte" imparino a conoscere la musica, a studiarla profondamente, e poi a esprimere concetti musicali che abbiano la parvenza di musica e non di blablabla inutile sullo strumento...nessuno limita, ma bisognerebbe avere il buon senso di darsi dei limiti e di capire quando è il proprio momento...E giusto per inciso, non è il mercato che da la dimensione di un musicista: se così fosse, Elvin Jones o lo stesso McCoy Tyner sarebbero degli inetti incapaci, col loro suonare già all'avanguardia, com'erano di avere (negli anni '60) una critica favorevole...ma lo sapete che Elvin Jones (un caposcuola del drumming jazz) suonava solo con Coltrane perchè suonava difficile x i suo tempo? Con tutto ciò, e chiudo, voglio dire che invece di permettere (caro Giambattista) casi come quello di McCoy Tyner o Jimmy Garrison (ridotto alla fame) ed il loro continuo ripetersi, cerchiamo di acuire il nostro senso critico senza rifugiarci nel provinciale atteggiamento di chi permette il proliferare dei cialtroni e di coloro che spacciano musichetta per Arte...
Ovviamente i commenti sono chiarissimi, per quanto mi riguarda. Ognuno però è libero di fornire la propria lettura. Ovviamente non condivido quella che hai dato, non solo alle mie, ma a quelle della intera discussione, citazioni comprese :-O
Caro Marcello e caro m. sarebbe auspicabile per una formazione completa di ognuno, che si imparassero anche quelle materie che nelle accademie non insegnano.
Buona fortuna a entrambi.
Grazie per i commenti e per i voti.
\"nel jazz non dovrebbe esistere proprio il professionismo, se intendiamo il jazz come arte, se poi lo intendiamo come intrattenimento o come riproduzione di uno stile allora il discorso cambia…\"...è evidente che sfugge il concetto di essere professionista in ambito jazzistico: il professionismo non si misura con la quantità ma con la qualità...il suonare per intrattenimento rientra nei compiti di chi fa musica per mestiere...e, per quanto mi riguarda, la musica non è un mestiere...
Giusto. Hai ragione
ciao
Se si scrive facendo riferimento al provincialismo reagisco parlando del mio curriculum non per tirarmela o per cantarmela: ho ben altro da fare piuttosto che scrivere inneggiando me stesso, cosa che oltretutto trovo alquanto ridicola (ed anche questo, chi mi conosce bene, lo sa...): il mio punto di partenza è che il valore artistico si misura sul campo e non teorizzando sull'espressione arte etc, etc...ho voluto, nello specifico, sottoporre alla vostra attenzione un problema serio che riguarda la musica dei nostri giorni (è un problema di sempre, probabilmente, ma che negli ultimi tempi ha assunto proporzioni indicibili) e dei musicisti in generale: in tutta risposta ho sentito parlare di arte, di libertà di espressione etc...probabilmente non sono stato sufficientement e chiaro nell'esprimere i miei concetti e, di certo, non mi interessava attaccare i presenti o qualcuno in particolare. In Italia, oggi, siamo costretti ad assistere a fenomeni, sulla scia di G. A. (non faccio il nome per evitare querele) o simili, che si autoproclamano geni o si paragonano a Mozart, Bach; bene io tutto ciò lo trovo offensivo non solo verso chi si dona all'arte ma, soprattutto, verso le intelligenze di ciascuno di noi e, per cortesia, non mi si faccia riferimento alla produzione discografica o al riscontro di pubblico perchè, molto spesso, non è il giusto metro di misura.Dalla mia esperienza personale posso dirvi che ho suonato il violoncello in orchestra, in formazioni cameristiche etc (facendo classica e non)...la batteria cominciando facendo pianobar fino all'attività concertistica: bene, il comune denominatore di queste esperienze fatte è che più la musica proposta era scadente più era remunerata e viceversa;ecco, mi chiedo se non dovrebbero essere questi i dati da esaminare piuttosto che altro. prima di inoltrarci in temi di sociologia, arte etc (concetti validissimi, ci mancherebbe) prima osservare la ricaduta pratica...scusate se parlo delle mie esperienze personali: non lo faccio per autocelebrarmi, come è stato evidenziato, ma solo per sottoporre all'attenzione di voi tutti i "dati" di un'esperienza fatta sul campo che, ai fini di una discussione, può avere (forse) la sua valenza...non sono il custode della verità (me ne guarderei bene dal credere di esserlo) ma un minimo di esperienza mi porta ad "alzare" la voce su certi argomenti...con ciò non discuto la libertà d'espressione dell'arte etc (se così non fosse non avrei avuto la possibilità di fare il musicista): dunque ritengo che ciò sia assodato,solo che, e permettetemi d'insistere, bisognerebbe conoscere meglio e più dall'interno le dinamiche "strane" che muovono il mondo della musica;parlare di libertà d'espressione e di quant'altro è giusto e sacrosanto purchè però non se ne abusi, o meglio, non se ne faccia un uso improprio (come, ahimè, succede). Ne avrei di aneddoti da raccontare, ridicoli ma spesso profondamente tristi per chi vive la musica dedicando ad essa la vita.Spero di aver meglio chiarito la mia posizione.
saluti a tutti.
Marcello Nisi.
il jazz è un genere tra i più complessi, vista la necessità di una ottima conoscenza armonica (quindi scientifica) che preclude oltre che l'interpretazione che va data ai brani che quindi vanno analizzati e contestualizzat i nei periodi storici in cui sono stati scritti... proprio come la musica cosiddetta colta (!), così come andrebbero contestualizzat e anche le "massime" citate dai grandi della storia del jazz (e mi viene la pelle d'oca a vederli citati da chi evidentemente è ignorante, in materia).
Sinceramente mi dispiace tanto dover scrivere questo messaggio, perché questo fanta-blog non meriterebbe visite né tantomeno messaggi... oltre che voti (a proposito, sono stato io a votare spessissimo, non solo Marcello - presumo - che a proposito saluto... abbraccio e condivido !)
All'inizio mi sono sentito profondamente offeso dal blogger che parla di "non professionismo" nel jazz... ma pazienza signor "hb", è evidente la sua incompetenza musicale e quindi "tu te la suoni e tu te la cani"...
E per finire un'altra citazione, una cigliegina direi:
""la discussione non porta da nessuna parte se vuoi continuare a cantartela e suonartela puoi benissimo continuare a calcare i palchi di mezza europa, ma qui è inutile""
Complimenti! Aggiungere altro sarebbe inutile... ha ragione, quindi farebbe bene a smetterla... qui è inutile
"""SE HAI BISOGNO DI CHIEDERE COS'E' IL JAZZ, FORSE NON LO SAPRAI MAI - LOUIS "SATCHMO" ARMSTRONG"""
se vuoi continuare anche tu a fraintendere e travisare il senso della intera discussione va bene.
Capisco perfettamente la partigianeria di chi, tirato in ballo deve difendere compagni e compagnucci, ma quanto riportato a seguito della conferenza stampa, cui ti ricordo sono stato invitato, è un attegiamento ed alcune affermazioni stonate vistosamente uscite dalla bocca di un "artista".
Sempre per quanto mi riguarda, dato che e mi rivolgo sopratutto a Marcello, sono contrario alla creazione di alla istituzionalizz azione di una nuova 'casta', ovvero quella dei musicisti, anche se mi sto accorgendo che esiste già.
Il discorso cambia nel momento in cui i musicisti di danno una organizzazione a tutela dei propri diritti, di professionisti del settore. Liberi di farlo. Ma di qui a voler chiudere le porte ad espressioni artistiche, altre ce ne passa.
Non pensavo di dover spiegare quanto io rispetti la musica, il jazz ed in particolare i musicisti.
Non devo raccontare la mia storia personale, una precisazione è doverosa però. I miei amici dell'Onyx Jazz Club (col quale tra parentesi collaboro da qualche anno) credo capiscano perfettamente non solo l'ironia, ma il senso vero della citazione che a quanto sembra vi ha toccato nel profondo.
La lettura è quella che ne ha fornito proprio Marcello, ma forse per poca perspicacia o malafedeme ne è stata attribuita un'altra, spregiativa nei riguardi di chissà chi.
Non solo. Ascolto molto jazz, e seguo, quando posso i concerti dei musicisti che ritengo originali ed interessanti. Tra questi, spiace dire, non figurano mai, musicisti materani, che in ambito di jazz poco o nulla hanno da dire, nonostante le sterminate produzioni anche discografiche. Ma va bene la palestra, va bene continuare a suonare e studiare.
Non accetto dunque e rispedisco al mittente parole come 'mediocrità' ed ignoranza. Quelli che ritengo migliori, in questo settore, sono 'costretti' purtroppo ad 'emigrare', ma è anzi normale in un settore come questo ad alta mobilità, e a fare esperienze importanti quelle si, dallo studio alla pratica in molti casi con maestri del jazz, che si guardano bene dal definire 'merdaccia' musica diversa dalla loro.
Ma non intendo neanche fare torto alle centinaia di musicisti lucani, che con impegno sono costretti a fare i musicisti part-time, perchè le cattedre sono occupate da tanti mediocri insegnanti, o perchè non riescono ad entrare nei ristrettissimi e clientelari in molti casi, circuiti che contano.
Eppure questi Musicisti, continuano a suonare all'ombra dei tanti amici degli amici degli amici. In diverse occasioni e grazie proprio alle tante manifestazioni cui ho preso parte, anche dal lato organizzativo dell'Onyx, ho visto suonare insieme musicisti di grande esperienza insieme a quelli che probabilmente vedi come una minaccia alla tua inarrivabile arte musicale. Credo tu stesso avrai avuto modo di confrontarti con queste persone. Continuo:
Purtroppo è pericoloso citare o portare esempi dato che vengono puntualmente ignorati e fraintesi. ci provo ugualmente richiamando la massima attenzione su uno dei mostri sacri del jazz. Miles Davis che verso la fine della sua carriera non disdegnava di suonare dal vivo sino al punto da farne un disco, addirittura brani di quella 'merdaccia' di Michael Jackson (se vuoi ti preso il disco con tanto di guida all'ascolto). Mi riferisco sempre a Marco.
Va bene suonare e sentirsi 'ciucci grandi in mezzo a tanti ciucci piccoli', ma per quanto mi riguarda, è grande davvero chi non emerge a scapito di altri. Il vero valore di una qualsiasi opera dell'ingegno viene sempre fuori indipendentemen te dal contesto in cui si opera. E quindi vorrei proprio sentire se di fronte a ben altri musicisti si ha il coraggio di esprimersi in certi termini!
Persone prima che musicisti, anzi musicisti in quanto persone, con tutto quel che ne deriva in termini di rispetto delle differenze... e chi vende il proprio prodotto in sfregio di quello degli altri, per me non è un musicista.
Nel campo della musica in generale è bello farsi grandi tessendo da soli le proprie lodi e mettendo al bando chi a differenti livelli si permette di giudicare la musica. Ti rivelo un segreto: Fa parte del mestiere. Si migliora sopratutto ascoltando, non solo la musica di chi è migliore di te, ma anche le critiche alla propria, quelle che vengono dal semplice ascoltatore o dal critico/giornalista musicale.
Bollare come ignoranti le voci che dissentono dalla propria è quanto di più lontano dai confini della produzione artistica non autoreferenzial e, che poi è proprio quella che combatto fortemente e continuerò a fare anche sulle pagine di questo che definisci con sprezzo Fanta-blog.
Con questo vorrei chiudere la discussione perchè mi pare di essere stato chiarissimo dall'inizio alla fine di questa discussione, continuare a non capire e ad offendere gratuitamente fa parte del bagaglio personale di ciascuno, ma su questo campo preferisco non combattere nessuna battaglia.
A me piacciono i musicisti che prima di tutto sanno di essere delle Persone, e continuerò a denunciare gli attegiamenti quelli si provinciali dei molti malmostosi musicisti, con la "m." che più minuscola non si può.
P.S. Marcello non ho ancora letto il tuo lunghissimo intervento, al limite ci risentiamo su Facebook :-D
ciao e buona musica
P.S. Mi hanno parlato in effetti in ottimi termini di te, anche come musicista... un altro tuo omonimo della stessa area è un ottimo chitarrista, che ha suonato a Matera in una rassegna dal sottoscritto promossa. Lo conosci?
Non ho frainteso né travisato nulla, figuriamoci chi ha travisato chi...
Chi fraintende, qui, si permette anche solo per ironia di parlare di ""quella 'mer...' di Michael Jackson"" ironia proprio di cattivo gusto di questi tempi e affatto parallelata a quella che ha dato l'imput a tutto ciò. Inoltre ""...(se vuoi ti presto il disco con tanto di guida all'ascolto)..."" mah grazie per il pensiero ma ho tanti dischi di Miles, e di Jacko, magari mi potresti fare da guida all'ascolto ne sarei felicissimo...
Hai ragione, la gente scappa dalle nostre città, proprio perché qui nessuno è un professionista se fa jazz... giusto? Parole tue. Fraintese?!
Ti ringrazio per la lezione di vita... ma non ho bisogno di così tanti consigli... apprezzo che faccia lo Yoda della situazione, ma anche se solo 24enne ne ho viste di cose, credimi.
Come dici, qui succede proprio questo... come tutto in italia.... i "figli di" portano avanti la loro musica di merda e i talenti restano nascosti dietro la loro timida mancanza di contatti. Ben venga, a questo punto, che un direttore artistico si preoccupi di "ripulire" l'ambiente da tanta "feccia", ammesso che ne abbia le capacità e che siano chiaramente dimostrabili.
Ora ti saluto e saluto tutti i lettori del tuo fanta-blog. Devo mettermi a studiare perché ho gli esami in conservatorio con tanto di CFU (come gli ingegneri... quelli che sono "i professionisti")... ho inoltre da studiare un pò di tecnica (quella del "classico" aiuta molto nel jazz, anche se non è una musica "colta") e poi mi dedico al jazz, storia, lettura. Infine ascolto un pò di musica... così sarò in grado di farmi un gusto sia soggettivo che "oggettivo" e potrò distinguere la musica di qualità... dalla merdaccia... Quindi mi dispiace se non potrò rispondere...
che ne sanno loro? dai facciamo le persone serie noi che possiamo. E' come se noi ci mettessimo a scrivere di giornalismo cercando di essere credibili
Parla di AUTOREFERENZIAL ITA' di altri quanto lei stesso cade in questa trappola...Insomma, chiudendo questa discussione che non porterà da alcuna parte, le consiglio di essere un po' più attento alle cose e non si lasci accecare dall'invidia verso altri. Pensi al suo lavoro e alla sua vita, che forse tante soddisfazioni non le dona, visto che ha il tempo di scrivere e pensar male degli altri. Il buon senso vuole che è meglio non additare alcunchè, perchè spesso si cade nel medesimo errore.
Un caro saluto a voi tutti
non mi parlate poi di Arno o di Manzoni.... sono troppo ignorante in materia
Il signor Maximus, certo, non si sottrae all'esercizio che piace ad alcuni dei suoi colleghi, quello della dietrologia.
Sono inorgoglito da questo coretto di musici sopraffini che continuano ad avvallare l'indelicatezza verbale (anche se ho avuto difficoltà a trovare un sinonimo più delicato della parola indecenza) cui ho assistito in conferenza stampa.
Giambattista anche il tuo commento mi mette di buon umore :-D
Un saluto a tutti i competenti e brillanti commentatori e dietrologi.
E non badi al coretto dei musicisti, se non lo facciamo noi chi lo deve fare...i "webdesigners"???
Per me la discussione finisce qua, dopo questa risposta penserò che la piccolezza delle cose la attrae molto.
HB si lamentava del fatto che "al solito si vende (si tenta di farlo) la propria merce parlando male di quella degli altri". Non credo che mettesse in discussione la competenza artistica di chi ha espresso quella parola poco elegante, infatti scriveva anche: "E secondo me i musicisti, tranne rare eccezioni ma sopratutto quando sanno suonare, dovrebbero fare solo quello o tutt'al più insegnare."
Tutto qui.
Invece, poi, mi sembra che voi musicisti l'abbiate presa un po' troppo sul personale (nessuno mette in dubbio le singole professionalità , ma caso mai il modo poco elegante di autopromuoversi a scapito di altri), al punto da non rispettare - questa volta davvero - la professionalità altrui (parlando di "fanta blog" o meravigliandosi che HB sia stato invitato alla conferenza stampa).
Curioso, insomma, che chi pretende rispetto sia poi il primo ad insultare...
Magari non combacia con quella che mi sentirei di darLe, ed un intero vocabolario di soavi sinonimi, probabilmente ad Ella non basterebbe ancora.
a me questa discussione piace e vorrei rianimarla e condurla su toni civili....
Circa gli altri "quesiti" ti rispondo subito:
così come esiste la TV spazzatura (innegabile), esiste la musica spazzatura e non dipende dal genere...c'è chi suona musica classica con l'approccio del dilettante legato, come può essere, alla "cieca" lettura dello spartito incapace di cogliere le sfumature che vanno aldilà della scrittura delle note...e qui cominciamo a porre la differenza tra l'esecutore di note ed il musicista; c'è chi riesce a fare liscio o, da un brano di liscio, creare una spledida architettura musicale...dunque è un discorso (come ho più volte scritto) relativo alla qualità che si è in grado di produrre, a prescindere dal jazz o altro...è una questione di approccio e preparazione verso lo strumento, nello specifico, e verso la musica molto più in generale...personalmente ammiro colleghi batteristi che suonano fusion o funk con grande proprietà tecnica e di linguaggio sullo strumento...quindi la qualità non è legata al genere ma al messaggio artistico che si è in grado di produrre e, da lì, il distinguo tra chi opera professionalmen te e chi come dilettante...;
Il jazz può anche essere con la "m" minuscola se fatto senza personalità ed idee...alcune mail fa ho lamentato la produzione, copiosa ed impersonale, di CD da parte di tanti "musicisti" (che loro e solo loro stessi amano definirsi di jazz...)...presumo che il mio collega, che in sede di conferenza stampa ha definito una frangia della musica come "merdaccia", alludesse proprio a questo fenomeno inflazionato di prodotti discografici assolutamente impersonali e privi di "carattere musicale"...scusate, ma come non dargli ragione??? oggi il mercato musicale (ma forse non solo quello) è animato dall'irrefrenabile desiderio di visibilità e la produzione di CD ne rappresenta una via...solo che ci sono CD e CD...CD prodotti da etichette "strane" e CD prodotti da etichette serie che prima di mettere sul mercato il prodotto ne valutano la consistenza artistica...questo è il nocciolo del discorso...non basta produrre un CD per ergersi ad artista o professionista, bisogna vedere con quale etichetta lo produci e com'è suonato...il jazz è un linguaggio in continua evoluzione, sia ritmicamente che armonicamente...io, ad oggi, ascolto gente suonare ancora come si suonava 60 anni fa scimmiottando (molto male) dei riferimenti moderni nel loro tempo...la tradizione è alla base ma va profondamente studiata ed assimilata come storia....poi viene fuori, o dovrebbe venire fuori, l'anima del jazzman...ossia la creazione, ossia l'improvvisazione ...e cosa senti invece??? pattern su pattern triti e contriti, rifugio per chi è privo di idee e non ha personalità musicale...sai qual è il problema? che gente che suona così ( e magari pure male) riesce a crearsi degli spazi "vitali" in ambiti di festivals e situazioni simili...tutto ciò io la reputo come un'appropriazione indebita di spazi artistici...io continuo a studiare batteristi come Elvin Jones, Tony Williams, Roy Haynes, Art Blackey (e guai se non lo facessi, sarei un emerito ignorante e presuntuoso) ma studiando questi miti cerco di "affiancarmi" alla modernità del linguaggio (ovviamente nei contesti dov'è permesso...)...in questo percorso, traendo spunto ed idee dallo studio dei grandi, cerco (nel mio piccolo) di dar qualcosa di mio...magari non ci riesco ma almeno ci metto qualcosa di personale....c'è gente capace, invece, solo di imitare (e per giunta male) chi non è possibile imitare...non so se ho reso l'idea...ora, in tutto ciò ho come la sensazione che si sia perso il filo conduttore della discussione che io stesso (prima "marcello") ho "acceso" mosso dalle considerazioni di HB...qui non parliamo di una guerra tra generi musicali o tra musicisti, non è una gara...personalmente parlo a difesa della musica e dell'arte (nel mio piccolo) cercando di tutelare chi opera con professionalità ed arte (appunto) dal continuo bombardamento di personaggi che fanno il male della musica stessa (che si parli di jazz, classica o liscio poco importa)...la mia appassionata dissertazione intorno all'argomento non ha nessun target "umano" che possa riguardare qualcuno dei presenti a questa accesa discussione....lasciatemelo passare, ma è il grido di dolore di chi nella musica ha investito 35 anni della sua vita e non sopporta i soprusi...e non mi importa del genere che si possa suonare, importa come si suona ed il messaggio artistico che si produce...il nocciolo della questione, per me, è lì...tutto qui...
Marcello Nisi
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