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sabato, Settembre 24, 2022

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Mattarella: Anche l’Ucraina quella mattina si è svegliata e ha trovato l’invasor

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha iniziato la giornata del 25 aprile, in occasione delle celebrazioni del 77esimo anniversario della Liberazione, con la deposizione di una corona d’alloro sulla tomba del Milite ignoto.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, in isolamento perchè positivo al Covid ha diffuso invece il seguente messaggio: “Il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani, buona festa della Liberazione”.

Dopo aver deposto la Corona sulla tomba del Milite ignoto a Roma, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è recato ad Acerra dove ha partecipato alla Cerimonia in occasione del 77esimo anniversario della Liberazione. Una visita significativa, nel centro del napoletano che fu tragico teatro di un eccidio nazista all’inizio di ottobre del 1943: fu incendiato e più di 80 persone furono trucidate senza pietà dai tedeschi che cercavano di risalire verso il Nord. Gli episodi della Resistenza, sono stati ricordati dal sindaco di Acerra Raffaele Lettieri, dal governatore campano, Vincenzo De Luca e dalla Storica della Resistenza Isabella Insolvibile.

Oggi, in questa imprevedibile e drammatica stagione che stiamo attraversando in Europa, il valore della Resistenza all’aggressione, all’odio, alle stragi, alla barbarie contro i civili supera i suoi stessi limiti temporali e geografici. Nelle prime ore del mattino dello scorso 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate della Federazione Russa avevano invaso l’Ucraina, entrando nel suo territorio da molti punti diversi, in direzione di Kiev, di Karkiv, di Donetsk, di Mariupol, di Odessa. Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione. A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati. E, pensando a loro, mi sono venute in mente – come alla senatrice Liliana Segre – le parole: “Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di “Bella ciao”. Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei, per l’intera comunità internazionale.

Come tre giorni ho sottolineato fa davanti alle Associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa drammaticamente estendersi.

Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla; perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa. Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque. Particolarmente dove viene minacciata o conculcata. Viva la Resistenza, viva il 25 aprile, viva la Repubblica!

L’audio Podcast del discorso di Mattarella (Link)

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