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domenica, Ottobre 2, 2022

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Attacco all’Ucraina – la quarta giornata

Domenica le forze armate russe stringono il cerchio in diverse città ucraine, a inizare da Kharkiv, la seconda più grande del Paese

I combattimenti si sono avvicinati al centro di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, a rallentare l’avanzata, la difesa composta anche da volontari civili. Le forze armate ucraine hanno preso di mira le linee di rifornimento degli invasori, l’offensiva del Cremlino sembra orientata ad intensificarsi.

Putin lancia l’ultimatum al presidente Zelensky: se entro le 13.00 (ora italiana) non accetta un negoziato, sarà responsabile di quel che accadrà. Ma il Presidente ucraino rifiuta l’offerta del Cremlino, accetterà di negoziare solo in sedi e tempi concordati (no a ultimatum). Men che meno di tenere colloqui in Bielorussia, perchè il Paese non è da considerarsi territorio neutrale dal momento che una parte dell’invasione Russa è iniziata da lì.

E’ solo a metà giornata che arriva un tiepido segnale di speranza, da Mosca fanno sapere che il governo di Kiev avrebbe accettato di aprire un negoziato proprio nella città bielorussa di Gomel. Annuncio confermato dall’Ucraina. Contemporaneamente però sempre dal Cremlino arriva l’ordine di allerta dei sistemi difensivi nucleari. L’Europa chiudo lo spazio aereo alla Russia.

Prosegue la propaganda del Ministero della Difesa russo che per bocca del portavoce ufficiale Konashenkov, nel briefing del primo pomeriggio afferma che a Mariupol i “nazionalisti” collocano veicoli corazzati e artiglieria nelle aree residenziali, utilizzando la popolazione locale come “scudo umano”.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Konashenkov

Secondo il generale di Mosca “le unità delle forze armate ucraine, nel disperato tentativo di trattenere l’offensiva del gruppo di truppe delle forze armate russe, hanno iniziato l’uso massiccio di munizioni piene di fosforo nella periferia di Kiev vicino all’aeroporto di Gostomel” in particolare con l’utilizzo di proiettili “di produzione sovietica. L’uso di queste munizioni” ricorda il rappresentante russo “è vietato dal terzo protocollo della Convenzione ONU Sulle armi disumane’ del 1980”.

Fonti di Palazzo Chigi nel pomeriggio riferiscono di un colloquio telefonico DraghiBerlusconi. Il Premier in una telefonata ha parlato con il Presidente di Forza Italia di Ucraina.

Luciana Lamorgese è impegnata a Bruxelles dove nel pomeriggio si svolge il Consiglio straordinario dei Ministri degli Affari interni per discutere in particolare il sostegno umanitario all’Ucraina, l’accoglienza dei rifugiati e inoltre la gestione delle frontiere esterne e relative sfide alla sicurezza, le misure in materia di visti e su come rispondere in caso di minacce ibride.

Nel tardo pomeriggio si presentano insieme di fronte alla telecamere per una dichiarazione congiunta, Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, e Josep Borrell Fontelles, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. “Mentre la guerra in Ucraina infuria” attacca la Presidente “e gli ucraini combattono coraggiosamente per il loro paese, l’Unione Europea rafforza ancora una volta il suo sostegno all’Ucraina e le sanzioni contro l’aggressore, la Russia di Putin. Per la prima volta in assoluto, l’Unione europea finanzierà l’acquisto e la consegna di armi e altre attrezzature a un paese sotto attacco. Questo è un momento di svolta“.

Da Palazzo Chigi fanno sapere che “L’Italia dà il suo pieno e convinto appoggio al pacchetto di misure contro la Federazione Russa presentato oggi dalla Commissione Europea. L’aggressione dell’Ucraina è un atto barbaro e una minaccia per tutta l’Europa. L’Unione Europea deve reagire con la massima fermezza.”

Lunedì pomeriggio si riunirà il Consiglio dei Ministri per ulteriori provvedimenti relativi alla crisi ucraina, si dovrà intervenire per garantire sostegno e assistenza al popolo ucraino attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari al governo di Kiev. La misura integrerà il contenuto del decreto legge già approvato il 25 febbraio scorso. Una seconda norma introdurrà una procedura che consenta più flessibilità nell’uso delle diverse sorgenti di energia elettrica del Paese.

Infine un pensiero al popolo ucraino prima sbeffeggiato in un fuori onda di due noti giornalisti italiani in televisione, poi dall’ANPI, che condanna l’aggressione di Mosca senza se ma non senza “ma”.

La posizione dell’ANPI è purtroppo condivisa anche dai partecipanti in diverse generiche manifestazioni di piazza viste in alcune città italiane, i quali anzichè prendere posizioni nette contro l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, sventolano generiche bandiere arcobaleno per chiedere la “pace”. Per questo motivo l’immagine a corredo della cronaca di questa quarta giornata è ripresa da un tweet della Farnesina, mostra le piazze di altre città italiane, i cui monumenti sono invece illuminati coi colori del Paese sotto attacco.

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