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sabato, Ottobre 1, 2022

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Con il voto segreto in Senato viene affossato il DDL Zan

Calderoli: “piuttosto che fare un mostro giuridico o una porcata – io di porcata me ne intendo – vi garantisco che è meglio fermarsi qui per non ricascarci un’altra volta”

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Il senato ha “affossato” il disegno di legge contenente le “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge dei deputati Laura Boldrini e Speranza; Zan ed altri; Scalfarotto ed altri; Perantoni ed altri; Giusi Bartolozzi.

L’aula ha infatti detto “Sì” alla “tagliola” chiesta da Lega e FdI. Ovvero, come ha spiegato lo stesso Calderoli nel suo intervento – che vi proponiamo più in basso in questo articolo – una procedura parlamentare prevista dall’articolo 96 del regolamento del Senato, approvata con 154 voti favorevoli (131 no, 2 astenuti) con cui di fatto viene messa una pietra tombale all’iter del testo di legge, che di conseguenza dovrà ricominciare da zero: ora bisogna aspettare almeno 6 mesi per una Pdl che dovrà essere nuovamente calendarizzata.

Tra i commenti, quello del presidente del M5S, Giuseppe Conte (“Chi gioisce vada a dirlo al Paese”), del segretario dem Enrico Letta (“Hanno voluto riportare l’Italia indietro. Ma il Paese è da un’altra parte. E presto si vedrà”). Tutto questo accade mentre negli Stati Uniti di Joe Biden compare il primo passaporto con X per il terzo genere.

In queste ore, tra le altre cose, sta girando molto l’intervento del senatore Calderoli che, illustrando la proposta di non “passaggio all’esame” ha candidamente ammesso che “di porcate” (il riferimento è alla nota legge elettorale del “Porcellum”) se ne intende.

Di seguito il resoconto stenografico dell’intervento del senatore Leghista, Calderoli

È un istituto del nostro Regolamento e non, come incautamente definito dall’onorevole Zan, un voto truffa o peggio ancora una trappola; è un istituto previsto. (Applausi). Forse l’onorevole Zan è troppo giovane perché un tempo questo istituto c’era anche alla Camera; è stato abolito nel 1997 – guarda caso – con l’approvazione di un emendamento proposto dall’allora onorevole Mattarella cosicché l’istituto confluì nella pregiudiziale. Infatti, alla Camera le pregiudiziali si votano con il voto segreto perché hanno assorbito il non passaggio agli articoli.

Ho presentato la richiesta di non passaggio agli articoli perché questa non è una discussione, è una rissa non politica, non di contenuti, ma ideologica tra chi era a favore del disegno di legge Zan a tutti i costi e chi non lo voleva. E così è andata avanti per mesi senza possibilità alcuna di confronto.

Devo dire, a ragione, che nel mese di giugno qualcosa è cambiato perché una parte del centro sinistra e del centro destra hanno accolto e accettato di riconoscere il disegno di legge Zan come base della discussione, si è proposto il ritiro di tanti interventi e delle audizioni che erano state previste, dichiarandosi disponibili a discutere quattro o cinque emendamenti che potessero riportare il provvedimento nel solco del buon senso. Questo era risultato nel mese di giugno.

Qualcuno però si è forse accorto che i numeri in Commissione non erano più dalla sua parte e con quei numeri gli emendamenti sarebbero stati approvati, il disegno di legge sarebbe arrivato in Assemblea con il relatore, dopodiché si sarebbe esaminato il provvedimento. Cosa si fa allora? Si prende e si butta la palla in tribuna; invece che concludere l’esame in Commissione diciamo che bisogna arrivare in Assemblea senza il relatore. A quel punto è cominciato veramente il teatrino. Siamo pronti alla discussione, ma prima il provvedimento deve essere calendarizzato. Lo si calendarizza; no, dopo la calendarizzazione bisogna arrivare in Assemblea. Ci siamo arrivati; no, bisogna concludere la discussione generale. Quando si è quasi alla fine della discussione generale, nessun dialogo se non si arriva all’esame degli emendamenti. Chi volete prendere in giro? (Applausi).

Riconosco l’onestà intellettuale di chi ha sempre sostenuto e detto sì al disegno di legge Zan nel testo della Camera; punto, non si deve toccare. Almeno gli riconosco onestà intellettuale. Proprio per questo motivo io ho presentato la trappola, il voto truffa ovvero il non passaggio agli articoli. Arriva poi qualche novità; negli ultimi giorni arrivano l’onorevole Letta e l’onorevole Zan che si dicono disponibili ad affrontare un discorso di confronto, decidiamo i miglioramenti e poi andiamo avanti.

Benissimo. Promuovono un incontro tra le forze politiche e la forza politica di appartenenza di Letta e di Zan stimola due dei partiti di maggioranza a non partecipare per poi dire che non erano tutti presenti. Allora non siamo più nel teatrino, siamo finiti nella commedia (Applausi). Qualcuno è riuscito infatti a dirci che prima di discutere avremmo dovuto ritirare la richiesta di non passaggio agli articoli. È proprio per questo motivo: io non vi credo più e quindi mantengo la richiesta di non passaggio agli articoli e chiedo anche il voto segreto.

Se infatti dovessimo procedere in questo cammino, con 80 o 100 voti a scrutinio segreto, non so cosa potrebbe uscire da questa Aula come provvedimento e piuttosto che fare un mostro giuridico o una porcata – io di porcata me ne intendo – vi garantisco che è meglio fermarsi qui per non ricascarci un’altra volta. (Applausi).

PRESIDENTE. Senatore Calderoli, forse di porcata è meglio non parlare. Lo so che lei l’ha rivendicata come propria, però preferirei che evitasse.

CALDEROLI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, è una forma di coming out anche questa. Non vorrei che si desse origine ad un obbrobrio giuridico, che dovrebbe essere contro le discriminazioni e invece discrimina, che dovrebbe tutelare e invece va a toccare la libertà di espressione, l’educazione dei nostri ragazzi, calpesta la libertà di culto e tutti i diritti fondamentali della nostra Carta costituzionale. (Applausi).

Mi appello a tutti perché nel segreto dell’urna ciascuno possa esprimersi liberamente. Fermiamoci oggi. La disponibilità segnalata dal presidente Ostellari e dal presidente Romeo nel dire «fermiamoci» non è una bocciatura per il disegno di legge: si può ripartire anche immediatamente per esaminare un testo vero; in quattordici mesi di cose se ne possono fare tante. Però ora fermiamoci, perché è meglio uno stop oggi che un ahimè domani. (Applausi).

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