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venerdì, Settembre 17, 2021

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Conte sull’Afghanistan: iniziative unilaterali non portano a nulla

Il presidente del Movimento 5 Stelle è intervenuto a “La Piazza – La politica dopo le ferie”, una iniziativa organizzata da Affaritaliani.it a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi.

L’ex premier intervistato dal direttore della testata digitale, Angelo Perrino e da Lucia Annunziata è tornato ancora una volta sulle sue parole di qualche giorno fa, quando parlando della situazione in Afghanistan aveva auspicato un dialogo con i Talebani.

Giuseppe Conte a “La Piazza - La politica dopo le ferie”, una iniziativa organizzata da Affaritaliani.it a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi.
Giuseppe Conte a “La Piazza – La politica dopo le ferie”, una iniziativa organizzata da Affaritaliani.it a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi.

“La mia posizione” ha detto “è condivisa da Borrell, dalla Merkel, dal G7. Posso immaginare che sarà anche la posizione che scaturirà dal G20. E la posizione è semplice: quando oggi demagogicamente vediamo le forze di centrodestra dire di non voler avere nulla a che a fare con i Talebani, significa voltare le spalle alla popolazione afghana rimasta lì, alle donne, ai giovani. Io non voglio legittimare politicamente i Talebani ma voglio più limitatamente che la comunità internazionale, coinvolgendo anche gli altri Paesi finora non coinvolti, crei pressione costante sui Talebani perché riconoscano i più elementari diritti civili”. Poi Conte attacca chi lo ha attaccato: ”le posizioni del centrodestra sono demagogiche e nella loro demagogia non vogliono magari creare neppure dei corridoi umanitari”

Invece, sulla “Fuga da Kabul” decisa unilateralmente dagli Stati Uniti è stato molto critico: “Questo passaggio in Afghanistan è suscettibile di ridefinire lo scacchiere internazionale dei rapporti e anche di ridefinire i rapporti all’interno della Nato. Multilateralismo, multilateralismo, multilateralismo” ha ripetuto: “Sicuramente le iniziative unilaterali non portano a nulla o comunque sono poco efficaci. Noi dobbiamo come Ue decidere cosa fare da grande e secondo me in Ue ci sono tutte le condizioni per accelerare una politica estera europea e una politica di difesa comune. L’Europa deve svegliarsi”.

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