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Difesa comune e sostegno a Kiev: l’Europa si confronta a Copenaghen

Al vertice informale dei leader europei, von der Leyen annuncia nuovi fondi per l’Ucraina, Frederiksen avverte della “guerra ibrida” russa, Macron chiede sistemi avanzati di difesa e Orbán ribadisce il no a Kiev nell’UE.

Il 1° ottobre 2025 i capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea si sono riuniti a Copenaghen per un incontro informale presieduto da António Costa e ospitato da Mette Frederiksen. Sul tavolo, due priorità: il rafforzamento della difesa europea e il sostegno all’Ucraina. La Commissione europea annuncia nuovi fondi militari, mentre emergono visioni diverse tra Stati membri su come affrontare la minaccia russa e il futuro del rapporto con Kiev.

Il vertice di Copenaghen

I leader dell’Unione Europea si sono riuniti a Copenaghen il 1° ottobre per discutere come rafforzare la difesa comune e mantenere il sostegno all’Ucraina nella guerra contro la Russia. L’incontro, presieduto da António Costa e ospitato dalla premier danese Mette Frederiksen, ha anticipato la riunione della Comunità politica europea.

Von der Leyen: “Unità e urgenza”

All’ingresso del vertice, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che “la Russia sta testando la nostra determinazione” e che l’UE deve rispondere con “senso di urgenza e unità”. La Commissione ha predisposto un documento di indirizzo sulla difesa, con progetti come il “muro di droni”. Sul fronte ucraino, von der Leyen ha annunciato la distribuzione di 4 miliardi di euro, di cui 2 destinati a sistemi di droni, e ha proposto un meccanismo di prestiti garantiti dagli asset russi congelati.

Meloni: “Non cedere alle provocazioni”

Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha richiamato alla prudenza: “La Russia ha fallito l’offensiva estiva, ma noi dobbiamo mantenere sangue freddo. Non dobbiamo rispondere alle provocazioni, ma attrezzarci”. Ha inoltre ricordato che la sicurezza riguarda l’intero fianco dell’Alleanza, compreso quello sud.

Frederiksen: “Una guerra ibrida contro l’Europa”

La premier danese ha descritto il continente come impegnato in una “vera e propria guerra ibrida”, fatta di aggressione militare, disinformazione e attacchi informatici. Ha invocato una risposta coordinata e l’uso dei beni russi congelati per finanziare la ricostruzione ucraina. Paragonando l’attuale fase storica al Medioevo, ha avvertito che l’Europa non può permettersi lentezza e frammentazione.

Macron: “Serve innovazione strategica”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato a non semplificare con formule come “cupola di ferro” o “muro di droni”. Secondo lui, servono sistemi di allerta precoce, capacità di fuoco a lungo raggio e soprattutto una produzione militare europea autonoma.

Orbán: “No all’adesione di Kiev”

In netto contrasto con la maggioranza dei leader, il premier ungherese Viktor Orbán ha ribadito la sua opposizione all’ingresso dell’Ucraina in UE e NATO, sostenendo che “il popolo ungherese ha detto chiaramente no”. Orbán ha denunciato i rischi di un’estensione del conflitto e i costi economici per i Paesi membri, proponendo invece un partenariato strategico alternativo. Ha difeso la sovranità nazionale come principio democratico e ha giustificato la dipendenza energetica dal gas russo con motivi geografici.

Il commento

Il vertice di Copenaghen conferma che l’Europa è davanti a un bivio: rafforzare la difesa comune e il sostegno all’Ucraina o rischiare di apparire divisa e vulnerabile. Le divergenze, come quelle espresse da Orbán, riflettono una tensione tra sovranità nazionale e sicurezza collettiva. Eppure, in un contesto di guerra ibrida e minacce globali, l’unica via percorribile resta l’integrazione: un’Europa capace di dotarsi di strumenti militari condivisi, di un’industria della difesa competitiva e di un ruolo strategico nell’Alleanza Atlantica.

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