Correlati

Difesa UE: 12 Paesi sfidano il Patto di Stabilità, Roma temporeggia

Dodici Stati membri dell’Unione hanno chiesto di attivare la clausola di salvaguardia per aumentare le spese militari senza violare le regole del Patto di Stabilità. L’Italia rimanda ogni decisione al vertice NATO di giugno all’Aja

La Commissione Europea ha ricevuto la richiesta formale di dodici Stati membri – Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Lettonia, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia – per l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal piano ReArm Europe / Prontezza 2030 (ReArm Europe Plan/Readiness 2030), lanciato nel marzo scorso.

Questa clausola consente una flessibilità temporanea nei vincoli di bilancio per finanziare spese straordinarie nel settore della difesa, fino a un massimo dell’1,5% del PIL per anno fino al 2028. L’obiettivo è sostenere gli investimenti militari degli Stati membri, considerata la pressione straordinaria sulle finanze pubbliche generata dalla guerra russa in Ucraina e dalle minacce alla sicurezza europea.

In una nota, la Commissione ha sottolineato che valuterà le richieste per poi presentare raccomandazioni al Consiglio, che dovrà decidere entro un mese nell’ambito del semestre europeo di primavera 2025.

L’Italia, – tra i Paesi europei storicamente meno impegnati sul fronte della spesa militare, -non ha ancora presentato richiesta. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che ogni decisione verrà presa solo dopo il summit NATO previsto per giugno all’Aja. Il ministro ha ribadito la volontà dell’Italia di portare le spese per la difesa al 2% del PIL, in linea con gli impegni assunti in sede NATO e ribaditi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il recente incontro con Donald Trump, ma ha escluso al momento l’uso di deroghe alle regole europee. Sul punto c’è da segnalare qualche frizione all’interno della maggioranza, non tutti condividono l’ipotesi di incrementare la spesa militare.

La clausola di salvaguardia nazionale, insieme al prestito europeo per la sicurezza SAFE – che prevede l’emissione di 150 miliardi di euro – rappresenta l’ossatura finanziaria del piano ReArm Europe, pensato per rafforzare l’autonomia difensiva dell’UE in un contesto internazionale sempre più instabile.

Ascolta il Podcast (Link)

Latest Posts

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
1,678FansMi piace
196FollowerSegui
0FollowerSegui
52FollowerSegui
62,100FollowerSegui
4,854FollowerSegui
32,700IscrittiIscriviti

Società