L’ex premier lancia l’allarme: “L’UE è più sola, dobbiamo rafforzare la sicurezza”
L’invasione russa, il disimpegno USA e la frammentazione europea mettono a rischio il futuro dell’Unione
Mario Draghi è intervenuto oggi in Senato per presentare il suo Rapporto sulla competitività europea, mettendo in guardia sulle minacce che incombono sull’Unione. L’ex presidente del Consiglio ha ribadito che la Russia rappresenta un pericolo concreto per l’Europa e che, di fronte al disimpegno degli Stati Uniti, è indispensabile una difesa comune. Ha poi evidenziato altre sfide cruciali, come il caro energia, la fuga di capitali e l’eccessiva regolamentazione, sottolineando la necessità di un mercato unico dell’intelligenza artificiale e di investimenti mirati in tecnologia e sicurezza.
Draghi: “L’Europa è più sola e vulnerabile”
Dopo quasi due anni di assenza, Mario Draghi è tornato in Parlamento, intervenendo in Senato per un’audizione alle commissioni congiunte Politiche UE, Bilancio e Industria. L’ex premier ha illustrato i contenuti del suo Rapporto sulla competitività europea, elaborato su richiesta della Commissione Europea e adottato dalla presidente Ursula von der Leyen come base per le future strategie dell’Unione.
Il quadro che Draghi ha delineato è allarmante: l’Europa sta affrontando una delle fasi più critiche della sua storia recente, stretta tra la minaccia russa, il crescente protezionismo americano e il proprio immobilismo politico ed economico.
“La Russia è una minaccia concreta per l’Europa”
Draghi ha ribadito con forza che l’invasione russa dell’Ucraina ha dimostrato la pericolosità di Mosca per la sicurezza europea. “La nostra sicurezza è oggi messa in dubbio dal cambiamento della politica estera del nostro principale alleato, mentre la Russia ha dimostrato di essere una minaccia concreta”, ha dichiarato.
L’ex presidente della BCE ha sottolineato che l’Unione Europea avrebbe comunque dovuto rafforzare la propria difesa e affrontare la stagnazione economica, ma il nuovo assetto geopolitico impone un’accelerazione immediata. “Il minore impegno americano era già annunciato, ma le recenti scelte della nuova amministrazione hanno ridotto drammaticamente il tempo a disposizione”, ha avvertito Draghi.
Difesa comune: “Basta frammentazione, servono investimenti mirati”
Per Draghi, l’Europa non può più permettersi un sistema di difesa diviso tra eserciti nazionali eterogenei per lingue, metodi e armamenti. “Serve una catena di comando unificata che operi come un vero sistema di difesa continentale”, ha affermato.
Un altro problema è la dispersione degli investimenti militari: nel 2023, l’UE ha destinato 110 miliardi di euro alla difesa, ma le risorse sono state suddivise tra troppe piattaforme nazionali poco competitive. “L’Europa continua a spendere molto, ma poi finisce per acquistare la maggior parte delle attrezzature dagli Stati Uniti”, ha spiegato, citando il dato secondo cui tra il 2020 e il 2024 il 65% delle importazioni di sistemi di difesa della NATO europea è arrivato da Washington.
Draghi ha quindi proposto di concentrare gli investimenti su un numero limitato di piattaforme militari comuni – aerei, navi, mezzi terrestri e satelliti – per garantire interoperabilità ed efficienza.
Energia: “Ridurre i costi per famiglie e imprese”
L’ex premier ha poi evidenziato il peso del caro energia sulla competitività europea. “Il prezzo del gas all’ingrosso è aumentato in media del 40% tra settembre e febbraio, e quello dell’elettricità resta due o tre volte più alto rispetto agli Stati Uniti”, ha spiegato.
Draghi ha denunciato l’eccessiva tassazione sui consumatori, in particolare in Italia, dove il costo dell’elettricità nel 2024 è stato dell’87% più alto rispetto alla Francia e del 70% rispetto alla Spagna. Ha quindi proposto una strategia europea per abbassare le bollette, sfruttando il potere d’acquisto dell’UE nel mercato del gas e semplificando le autorizzazioni per le rinnovabili.
Fuga di capitali e burocrazia: l’Europa perde terreno
Un altro dato preoccupante riguarda la fuga di capitali dall’Unione: “Nel 2024, 500 miliardi di euro di risparmi sono stati investiti fuori dall’Europa perché qui non trovano un rendimento adeguato”, ha rivelato Draghi.
L’ex premier ha poi criticato il peso eccessivo della regolamentazione europea, che frena lo sviluppo economico e scoraggia gli investimenti. “Non si tratta di deregolamentare selvaggiamente, ma di eliminare la confusione”, ha sottolineato, ricordando che l’FMI ha calcolato come la frammentazione normativa europea equivalga a un dazio del 45% sui beni manifatturieri e del 110% sui servizi.
Innovazione e intelligenza artificiale: “Recuperare il ritardo”
Draghi ha poi analizzato il divario tecnologico tra Europa, Stati Uniti e Cina. “Otto dei dieci maggiori modelli di intelligenza artificiale sono americani, gli altri due cinesi. L’Europa è indietro e il divario si sta ampliando”, ha osservato.
Per colmare il gap, ha proposto la creazione di un mercato unico europeo dell’intelligenza artificiale, in grado di favorire investimenti e ricerca. “Solo un mercato integrato di 450 milioni di persone può dare vita a un ciclo di innovazione solido e duraturo”.
Tecnologia e sicurezza: un legame sempre più stretto
Draghi ha poi evidenziato il ruolo crescente della tecnologia nella difesa, citando il peso strategico di droni, cybersicurezza e guerra elettronica. “Le nuove tecnologie sono parte integrante della sicurezza e l’Europa deve dotarsi di una strategia comune per il cloud, il supercalcolo e l’intelligenza artificiale”.
Per l’ex premier, la difesa europea non può più essere valutata solo in termini di spesa militare tradizionale, ma deve includere investimenti in digitale e cybersicurezza. “Questa non è solo una questione di protezione, ma anche di peso geopolitico: l’Europa rischia di perdere la sua influenza tra le grandi potenze”.
Conclusione: “Non possiamo più aspettare”
In chiusura, Draghi ha lanciato un appello all’Unione Europea affinché agisca con determinazione. “Abbiamo poco tempo: la minaccia russa è reale, gli Stati Uniti si stanno allontanando, la nostra economia è in stagnazione. Servono scelte coraggiose per garantire sicurezza, crescita e competitività”.
Il futuro dell’Europa, ha concluso l’ex premier, dipenderà dalla sua capacità di unirsi e rispondere alle sfide globali con una strategia comune.
Ascolta l’intervento integrale di Draghi (Podcast)
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