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Draghi, Macron e Scholz da Zelensky

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I tre leader dell’Italia Draghi, di Francia, Macron e Germania, Scholz giovedì si sono recati a Kiev per ribadire il sostegno all’Ucraina contro l’invasione della Russia e tentare di esplorare possibili vie d’uscita dal conflitto.

Nel corso del viaggio in treno nella notte hanno preparato l’incontro con il leader Ucraino durante un trilalerale di due ore, immortalato da quello che in molti hanno definito uno scatto destinato a finire sui libri di storia.

Prima di incontrare il Presidente Ucraino Zelensky si sono recati a Irpin dove hanno visto con i propri occhi le macerie e una serie di immagini che documentano i crimini di guerra perpetrati dai soldati russi. Scortati dai militari ucraini e dalle autorità locali i tre leader europei hanno camminato tra le macerie della cittadina. A fare da guida Oleh Bondar del servizio statale di emergenza e Oleksiy Kuleba, capo dell’amministrazione regionale militare di Kiev.

Il Presidente Draghi in un punto stampa improvvisato dopo la visita a Irpin ha riportato quanto gli hanno detto le autorità locali ucraine: “Ricostruiremo tutto, hanno distrutto asili, giardini per l’infanzia. La ricostruzione è già iniziata”

Draghi: “Oggi è una giornata storica per l’Europa. Italia, Francia e Germania e Romania sono venuti in Ucraina per offrire il loro sostegno incondizionato al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea. E vuole che l’Ucraina abbia lo status di candidato e sosterrà questa posizione nel prossimo Consiglio europeo. Siamo a un momento di svolta nella nostra storia. Il popolo ucraino difende ogni giorno i valori di democrazia e libertà che sono alla base del progetto europeo, del nostro progetto. Oggi ho visitato Irpin, un luogo di massacri compiuti dall’esercito russo. Sono fatti terribili, che turbano nel profondo e che condanniamo senza esitazioni. Oggi ho sentito orrore ma anche speranza. Speranza per la ricostruzione, speranza per il futuro. Vogliamo che si fermino le atrocità e vogliamo la pace. Ma l’Ucraina deve difendersi se vogliamo la pace, e sarà l’Ucraina a scegliere la pace che vuole. Qualsiasi soluzione diplomatica non può prescindere dalla volontà di Kiev. Questo è il momento dell’Europa. Dobbiamo raccogliere le sfide che abbiamo davanti a noi con coraggio, con lo stesso coraggio che ha dimostrato il presidente Zelensky, con determinazione, con unità. Lo dobbiamo agli ucraini e lo dobbiamo agli europei”.

Nel corso della conferenza stampa una domanda al Presidente Draghi: “che Europa sarà quando il Presidente Zelensky potrà alzare il dito e bloccare le decisioni degli altri Paesi?”

Risposta: “La nostra presenza oggi è una manifestazione di unità, di quella forza che l’unità mostra. Oggi tutti noi abbiamo detto che siamo pronti a sostenere la causa dell’Ucraina come candidato al prossimo Consiglio Europeo. Siamo consapevoli che questo è uno sviluppo storico per l’Europa che richiederà una riflessione sul suo funzionamento e in particolare su tutti quei Paesi dei Balcani che sono stati in lista d’attesa per tantissimi anni prima di candidarsi ad entrare nell’Unione. Ma il fatto che oggi siamo qui è già di per sè un evento straordinario. Siamo qui per aiutare l’Ucraina nella guerra, perchè se l’Ucraina non si difende non c’è pace e affinchè sia una pace duratura, deve essere l’Ucraina a scegliere quale pace vuole. E siamo qui anche per aiutare nella ricostruzione.”

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