Mario Draghi, in qualità di consigliere speciale della Commissione Europea, ha presentato ieri anche a Strasburgo l’ambizioso piano per rafforzare la competitività dell’Europa, con un focus su innovazione, energia e politiche industriali.
Mario Draghi, ex presidente della BCE e primo ministro italiano, ha presentato ieri nell’aula di Strasburgo – passato un po’ sotto silenzio per la notizia del giorno, che in Italia riguardava la nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo nella nuova squadra della Presidente von der Leyen – l’ambizioso piano per rilanciare la competitività europea in qualità di Consigliere Speciale della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Durante il suo intervento, introdotto dalla presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, Draghi ha definito la sfida per l’Europa come “esistenziale”, sottolineando che ritardare le azioni porterà a scelte difficili in futuro.
Il rapporto di Draghi propone una serie di riforme strutturali, tra cui l’incremento degli investimenti pubblici tramite un nuovo debito comune europeo, una riforma della politica di coesione, una revisione della politica di concorrenza e una strategia industriale per abbassare i prezzi energetici nel continente.
“Se l’Europa non riesce più a garantire i suoi valori fondamentali come democrazia, libertà e prosperità, avrà perso la sua ragione d’essere”, ha dichiarato Draghi, spiegando che il suo piano si concentra su tre aree chiave: chiudere il divario di innovazione con Stati Uniti e Cina, migliorare il quadro normativo per le imprese tecnologiche europee e accelerare la transizione energetica.
Tra le proposte principali vi è la creazione di un nuovo statuto legale per le imprese innovative a livello europeo, che darebbe loro un’identità digitale unica valida in tutti gli Stati membri, con accesso a una legislazione armonizzata. Draghi ha anche sottolineato l’importanza di sfruttare le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, piuttosto che cercare di limitarle.
Il piano tocca anche temi come la difesa e la sicurezza energetica, evidenziando la necessità di ridurre le dipendenze europee. “L’investimento in tecnologia e nelle persone deve procedere di pari passo”, ha affermato Draghi, aggiungendo che la decarbonizzazione e la riduzione dei prezzi energetici sono priorità per garantire un futuro sostenibile per l’Europa.
Le reazioni da parte degli eurodeputati non si sono fatte attendere. Manfred Weber ha sottolineato l’importanza di mantenere l’industria automobilistica europea competitiva, mentre Gabriele Bischoff ha richiesto maggiori investimenti per affrontare la transizione sociale, verde e digitale. Alcuni, come Jean-Paul Garraud, hanno espresso preoccupazioni sulla difesa europea, mentre altri, come Morten Løkkegaard, hanno evidenziato come crescita economica e transizione verde possano coesistere.
Draghi ha concluso il suo intervento con un appello all’unità europea, sottolineando che solo con un ampio sostegno democratico l’Europa potrà superare le sue divisioni interne e competere a livello globale.


