Trump torna a minacciare dazi alla Danimarca e punta alla Groenlandia per motivi strategici. Il vicepresidente Vance in visita alla base USA. Putin replica: “Non permetteremo manovre unilaterali nell’Artico”
Le tensioni tra Stati Uniti e Danimarca si aggravano dopo le nuove dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha ribadito la volontà americana di ottenere il controllo della Groenlandia, territorio autonomo danese. “Ci serve per la sicurezza globale. E penso che la otterremo, in un modo o nell’altro”, ha detto Trump durante il discorso sullo stato dell’Unione, ventilando anche l’uso della forza e minacciando dazi contro Copenaghen.
La vicenda ha attirato anche l’attenzione di Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin, parlando nei giorni scorsi a San Pietroburgo in occasione di un forum sull’Artico, ha dichiarato: “L’Artico non può diventare terra di conquista né oggetto di trattative immobiliari. La Russia difenderà i propri interessi e garantirà l’equilibrio nell’area”. Parole lette come una chiara replica alle ambizioni espresse da Washington sulla Groenlandia.
Trump ha raccontato di essere stato inizialmente colpito dall’idea durante il suo primo mandato, su suggerimento di Ronald Lauder, e di considerare l’acquisizione “un grande affare immobiliare”, spinto anche dalle ricchezze naturali della regione e dal suo valore strategico nel contesto artico.
Nel frattempo, il vicepresidente americano JD Vance ha visitato venerdì 28 marzo la base militare di Pituffik, nel nord della Groenlandia. Durante l’incontro con i militari statunitensi, Vance ha criticato duramente la Danimarca: “Avete trascurato la sicurezza di questa terra e il benessere dei suoi abitanti. Questo deve cambiare”. Il vicepresidente ha anche sostenuto l’idea che la Groenlandia potrebbe ottenere benefici economici e maggior protezione se scegliesse di legarsi agli Stati Uniti.
Vance era accompagnato dalla moglie e da una delegazione di alti funzionari americani. La visita, inizialmente prevista su tre giorni, è stata ridotta a una sola giornata dopo le proteste del governo danese e della popolazione groenlandese, infastiditi dall’iniziativa unilaterale di Washington.
In risposta alla crescente pressione, quattro dei cinque partiti presenti nel parlamento locale hanno dato vita a una nuova coalizione di governo. Il futuro primo ministro Jens-Frederik Nielsen ha dichiarato: “Siamo sotto pressione, ma uniti siamo più forti”.
La premier danese Mette Frederiksen ha parlato di “pressioni inaccettabili”, pur confermando l’intenzione di collaborare con Washington su difesa e sicurezza. “La Groenlandia appartiene ai groenlandesi”, ha ribadito.
Con la riapertura delle rotte artiche causata dal cambiamento climatico e l’interesse crescente di Cina e Russia per la regione, la posta in gioco si fa sempre più alta. “Se l’America non guida nell’Artico, lo farà qualcun altro”, ha concluso Vance.


