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giovedì, Maggio 19, 2022

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Il Giorno della Memoria dedicato alle Vittime del terrorismo

In occasione del quarantaquattresimo anniversario dell’uccisione dell’on. Aldo Moro, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona in via Caetani, sotto la lapide che ricorda il luogo del ritrovamento del corpo dell’on. Moro avvenuto il 9 maggio 1978.

Successivamente il Capo dello Stato ha partecipato alla cerimonia del Giorno della Memoria dedicato alle Vittime del terrorismo nell’Aula di palazzo Montecitorio

Nel corso della cerimonia si sono alternate le testimonianze di alcuni familiari di vittime del terrorismo: Mario Calabresi, figlio di Luigi; Luigina Dongiovanni, nipote di Franco, carabiniere deceduto nella strage di Peteano; Maria Cristina Ammaturo, figlia del Vice Questore Antonio, e Marina Orlandi, vedova di Marco Biagi.

Sono intervenuti lo storico Angelo Ventrone e gli studenti Luca Contini, dell’Istituto di istruzione superiore “Roberto Rossellini” di Roma, e Martina Spangher, del Liceo “Laura Bassi” di Bologna.

Il giornalista Mario Calabresi, figlio del Commissario di Polizia, Luigi Calabresi tra le prime vittime del terrorismo negli anni di piombo, ha ricordato i tragici fatti che hanno segnato la sua vita.

“Sono passati 50 anni dal giorno in cui mio padre, Luigi Calabresi venne assassinato sotto casa a Milano, all’alba degli anni di piombo. Mi chiedo se questi 50 anni sono trascorsi invano, se il gesto violento abbia vinto per sempre. Per molto tempo la solitudine, il silenzio, hanno circondato i familiari delle vittime. Lunghi anni in cui ci siamo sentiti dimenticati e quasi di peso. Le librerie erano pieni di libri scritti solo da ex terroristi. In televisione, in quegli anni a spiegarci cosa era successo negli anni di piombo c’erano solo gli assassini. Poi, i segnali sono arrivati, come sempre, dal Quirinale, a partire da Carlo Azeglio Ciampi e poi Napolitano, per risvegliare l’opinione pubblica. Un cammino che ha trovato ancora più sensibile il Presidente Mattarella, che non possiamo non sentire, anche per storia personale come uno di noi. Oggi come ieri occorre ricordare che Non esistono giustificazioni per l’aggressore”.

Il Podcast audio della cerimonia (Link)

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