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giovedì, Dicembre 2, 2021

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La speciale moneta da 5 euro che celebra il Milite Ignoto

Mercoledì 20 ottobre 2021 nello palazzo storico della Zecca italiana è stata presentata la moneta commemorativa realizzata per il Centenario del Milite Ignoto dal Poligrafico e Zecca dello Stato.

Alla presentazione sono intervenuti il Ministro dell’Economia e Finanza Daniele Franco e della Difesa, Lorenzo Guerini. Per l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) erano presenti il Presidente Antonio Palma, l’A.D. Paolo Aielli e Matteo Taglienti, responsabile Filatelia Zecca.

La moneta, del valore nominale di cinque euro, fa parte della Collezione Numismatica 2021 e rappresenta un tributo alla memoria di tutti i soldati italiani che nel primo conflitto mondiale hanno perso la vita in nome dell’Italia e della sua libertà. L’iconografia dell’opera, progettata e realizzata dall’artista Silvia Petrassi, richiama i valori collettivi dell’unità nazionale e il sentimento patriottico che hanno caratterizzato i momenti più importanti della storia del nostro Paese.

Sul dritto della moneta è raffigurato un soldato italiano al fronte mentre legge una lettera in un momento di riposo e, in esergo, la scritta “Repubblica Italiana” delimitata in basso dal tricolore reso attraverso l’uso di elementi cromatici. Sul rovescio in primo piano compare uno dei due bracieri posti ai lati del sacello del Milite Ignoto sull’Altare della Patria a Roma. A destra, a giro, la scritta “MILITE IGNOTO” e le date “1921 – 2021”; in basso, a destra, “R”, identificativo della Zecca di Roma; in esergo, il valore “5 EURO”.

Il braciere è stato riprodotto per gentile concessione dell’Istituto Autonomo Vittoriano e Palazzo Venezia.

Il ministro Guerini presentandola – così come il francobollo celebrativo e l’annullo filatelico presentati qualche giorno fa a Bari – ha detto che la moneta “è molto più che un omaggio reso alla memoria del Milite Ignoto e di tutti i Caduti. È un simbolo. Sui simboli e sui loro significati non ci si può dividere. È anzi doveroso travasarne la forza unificatrice alle giovani generazioni. Perché il messaggio che ci donano, integra, rafforza e si armonizza con gli obiettivi di educazione, formazione e partecipazione, che possono rendere proprio i giovani gli attori protagonisti del ricordo”.

 

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