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Lavrov critica pesantemente i Social occidentali, ma ammette di non poterne fare a meno

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Il Ministro Russo a testa bassa contro YouTube, Twitter e Facebook che gli bloccano i post e li accusa di essere allineati alla “russofobia” dell’Occidente

Giovedì (14 aprile) il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa,  Lavrov partecipando ad una sessione plenaria a Mosca, dedicata alle “Relazioni internazionali nel contesto della digitalizzazione della vita pubblica” ha lamentato l’approccio “estremista” dei principali Social Network Occidentali da quando è iniziata l’invasione in Ucraina (che il Ministro Lavrov definisce ovviamente come “Operazione Militare Speciale”) ed ha accusato i media occidentali di “Russofobia”.

Lavrov, nella sua relazione ha parlato della “linea aggressiva dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti che cerca di ripristinare e consolidare per sempre il proprio dominio negli affari internazionali per continuare a risolvere i propri compiti strettamente egoistici a scapito degli interessi nazionali di altri membri della comunità internazionale”.

Il Ministro ha detto che “la componente più importante di questa linea aggressiva è la politica a lungo termine dell’Occidente di contenimento globale e sistematico della Russia”.

Questo corso “russofobo” secondo Lavrov è culminato con “il sostegno incondizionato da parte di Washington e Bruxelles del regime nazionalista radicale di Kiev e la promozione degli ultra-radicali in Ucraina”.

Con quello che definisce “pretesto della crisi Ucraina” Lavrov ha ribadito che l’Occidente “ha dichiarato una guerra ibrida” totale alla Russia, che comprende anche “lo spazio dell’informazione” mostrando “un’intolleranza totalitaria verso punti di vista alternativi”.

“Sotto la ‘pista di pattinaggio’ della repressione occidentale” ha proseguito il Ministro “cadono i singoli utenti dei social network e dei grandi media con tutte le infrastrutture per la diffusione di notizie e valutazioni che si sono create negli anni … Vediamo come le piattaforme Internet globali occidentali, principalmente americane, stiano bloccando a ventaglio la risorsa di informazioni russe in tutto il mondo. Lo fanno con aria di sfida, senza esitazione. Di recente, l’hosting di video di YouTube ha limitato l’accesso al briefing del rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo del 17 marzo di quest’anno. Anche l’account della Duma di Stato – la camera federale Russa – è stato sottoposto a misure simili”. Lavrov ha lamentato anche le “restrizioni irragionevoli ai post del suo ministero e delle agenzie estere collegate” su Twitter.

Particolarmente dure le critiche riservate alla detentrice di Facebook, ovvero Meta, definita come “una società estremista riconosciuta” che “continua a ignorare deliberatamente gli appelli alla violenza e all’omicidio contro cittadini russi pubblicati sulle sue piattaforme. Democrazia, liberalismo, pluralismo non sono qui osservati. Al contrario, la censura e l’arbitrarietà si stanno intensificando. Credo che questo faccia parte della cultura xenofoba dell’abolizione di tutto ciò che è russo e russo, sanzionata e gonfiata dal mondo occidentale”.

Ciònonostante però il Ministro russo ammette che “a volte la diplomazia digitale diventa quasi l’unico modo per portare un punto di vista alternativo al pubblico straniero” e quindi dichiara che “nonostante una tale linea di comportamento” dei “servizi occidentali”, continuerà rigorosamente a utilizzarli ricordando che allo stesso tempo è possibile “fare pieno affidamento sui nostri servizi online nazionali piattaforme e soluzioni di tecnologia dell’informazione e della comunicazione”

Ascolta l’audio Podcast (Link)

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