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giovedì, Dicembre 2, 2021

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Le celebrazioni italiane del 4 novembre

Quest’anno, ha ricordato Mattarella ricorrono 160 anni dall’Unità d’Italia, 150 di Roma capitale, 100 anni dal trasferimento del Milite ignoto al Vittoriano, 75 anni della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, si è recato all’Altare della Patria dove ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto.

Per il Capo dello Stato, come ha scritto in un messaggio inviato al  Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si tratta di momenti fondamentali della nostra storia che trovano espressione solenne il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, all’Altare della Patria.

“In questo giorno il pensiero va a quanti hanno sofferto, sino all’estremo sacrificio, per lasciare alle giovani generazioni un’Italia unita, indipendente, libera, democratica. L’intero popolo italiano guarda con sentimenti di commozione a tutte le vittime delle guerre. La loro memoria rappresenta il più profondo e sincero stimolo ad adempiere ai doveri di cittadini italiani ed europei. Il centesimo anniversario della traslazione del Soldato Ignoto all’Altare della Patria richiama alla coscienza nazionale l’immane sacrificio delle Forze Armate e del Paese intero nei conflitti che hanno attraversato la storia europea del ‘900”

Ieri, il presidente, intervenendo alla cerimonia di consegna delle insegne dell’Ordine Militare d’Italia, ha tenuto un discorso nel quale ha parlato delle “follie della guerra”, in particolar modo del primo conflitto mondiale.

La versione audio Podcast del discorso di Mattarella (Link)

“L’Italia fu la prima nazione a istituire una giornata per commemorare la fine della Grande Guerra, significativo pur se implicito invito a una riflessione sul conflitto. Con il pensiero alle intere generazioni di giovani e di meno giovani che uscirono devastate se non addirittura annientate dalla guerra. Esemplari gesta eroiche sono state tramandate per ispirare nei più giovani i valori di coraggio, resilienza e patriottismo. I nomi di quei protagonisti sono giustamente iscritti su targhe e monumenti. Quanti gli episodi di eroi rimasti, tuttavia, sconosciuti, talvolta senza neppure una tomba che ne accogliesse le spoglie? Quante le vittime in conseguenza di scelte e strategie sbagliate? Quante le colpe scaricate in modo scellerato sulle truppe, sino all’orrore del sorteggio per decidere, con la decimazione, i soldati da destinare alla fucilazione? Il senso profondo del monumento al Soldato sconosciuto, del nostro Vittoriano, raccoglie tutte queste inquietitudini.

È in questa Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate che il pensiero di tutti gli Italiani è rivolto a quanti hanno perso la vita per la Patria, alle vittime di tutte le guerre. Caporetto rimane una pagina nefasta segnata dagli errori nei comandi, ma la storia ci racconta di interi reparti, consapevoli che quello sarebbe stato l’ultimo loro giorno di vita, destinati a morire per rallentare l’avanzata del nemico; ci racconta di singoli militari – Ufficiali, Sottufficiali, Soldati semplici – che, un po’ ovunque lungo la piana friulana, difendevano le popolazioni locali fino all’estremo sacrificio. Ci dice, tutto questo, del valore e dell’orgoglio dei nostri soldati – sui monti, nelle trincee, lungo i fiumi, in Adriatico, nei cieli – valore e orgoglio che continuarono a manifestarsi con l’avvio della controffensiva e la vittoria. Ci inchiniamo alla memoria di quei combattenti nel più terribile conflitto europeo, eroi ai quali va il nostro incondizionato riconoscimento. Un conflitto le cui conseguenze furono aggravate da ottuse scelte prive di lungimiranza, che sarebbero state premesse di una stagione ancora più buia dell’Europa, sfociata nella Seconda guerra mondiale”.

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