A Bruxelles, Zelensky e Macron spingono per più armi e nuove strategie per Kiev. Putin avverte l’Europa e rilancia la sua visione di pace. Dialogo impossibile o spiraglio per la diplomazia?
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al termine della sua partecipazione al Consiglio europeo straordinario tenuto a Bruxelles, ha dichiarato che “l’Ucraina cerca la pace dal primo istante della guerra” e ha presentato ai leader europei quelli che considera “i primi passi necessari” per raggiungerla. Zelensky ha chiesto il pieno sostegno dell’Unione Europea, sottolineando come la sicurezza e la stabilità di tutto il continente dipendano dall’impegno collettivo.
Zelensky ha ringraziato António Costa, presidente del Consiglio europeo, per l’organizzazione del vertice e ha elogiato i leader che continuano a sostenere Kiev con fermezza, auspicando un’accelerazione nel sostegno militare e diplomatico.
A margine del vertice, Zelensky ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron per discutere i prossimi passi. In particolare, è stata confermata una riunione l’11 marzo, dedicata al coordinamento tra rappresentanti militari dei paesi che intendono intensificare gli sforzi a favore della sicurezza ucraina. Durante il confronto, i due leader hanno concordato sulla necessità di un approccio congiunto tra Ucraina, Europa e Stati Uniti per arrivare a una pace reale e duratura.
La risposta del Cremlino non si è fatta attendere. Il presidente russo Vladimir Putin ha replicato direttamente a Macron, che nelle scorse ore aveva definito la Russia una minaccia per Francia ed Europa, ipotizzando l’estensione dell’ombrello nucleare francese a tutta l’Unione. “La Russia vuole una soluzione al conflitto che garantisca stabilità nel lungo periodo”, ha affermato Putin durante un incontro con la fondazione ‘Difensori della Patria’, che supporta i soldati russi impegnati nella guerra. Il leader del Cremlino ha poi attaccato indirettamente Macron, parlando di “gente che vuole tornare ai tempi di Napoleone, dimenticando come è finita”. Infine, ha avvertito: “Sottovalutare il carattere del popolo russo è sempre stato l’errore dei nostri nemici”.
Al termine del vertice europeo, le conclusioni sull’Ucraina sono state approvate da 26 Stati membri, senza l’unanimità richiesta per una dichiarazione ufficiale a nome dell’intero Consiglio. A bloccare l’adozione a 27 è stato il premier ungherese Viktor Orban. Il documento approvato è dunque una dichiarazione del presidente del Consiglio europeo António Costa, sostenuta da 26 paesi. Un segnale politico forte, ma non un pronunciamento formale dell’Unione Europea al completo.
La posizione italiana è stata espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ribadito la perplessità sull’invio di truppe europee – sarebbe complicato – e dunque meglio pensare a soluzioni più durature come quella di estendere l’articolo 5 della Nato all’Ucraina, che sarebbe una soluzione duratura”.


