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venerdì, Dicembre 1, 2023

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Le consultazioni sulle riforme, Giorgia Meloni incontra le opposizioni

Posizioni diverse tra i partiti, dibattito acceso sulla figura del presidente della Repubblica e la stabilità del sistema politico

Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, ha avviato oggi un confronto con le opposizioni riguardo alle riforme istituzionali. Il dibattito si è tenuto alla Camera dei deputati, nella Biblioteca del Presidente, alla presenza di vari esponenti del governo e delle opposizioni.

Il primo incontro è stato con il Movimento Cinque Stelle, guidato da Giuseppe Conte. Nonostante l’accordo sulla necessità di riformare il sistema, le soluzioni proposte non hanno trovato piena condivisione. Il Movimento propone 11 proposte concrete per rafforzare i referendum propositivi e promuovere la stabilità politica.

La seconda delegazione ascoltata è stata quella del gruppo per le Autonomie e della componente Minoranze linguistiche, guidata da Julia Unterberger. Condividendo l’obiettivo di dare stabilità al sistema politico italiano, il gruppo esprime scetticismo verso il presidenzialismo e sottolinea l’importanza del ruolo del presidente della Repubblica come garante dell’unità nazionale.

Carlo Calenda e Maria Elena Boschi, rappresentanti di Azione e Italia Viva, hanno manifestato la loro disponibilità a collaborare, pur ribadendo l’importanza della figura del presidente della Repubblica come garante dell’unità nazionale. Il metodo da seguire per attuare le riforme resta aperto al dibattito.

Riccardo Magi, rappresentante di Più Europa, ha criticato il metodo democratico con cui si sta affrontando la discussione sulle riforme e ha proposto di parametrare eventuali commissioni bicamerali sui risultati proporzionali delle ultime elezioni. Magi e Benedetto Della Vedova, anch’esso di Più Europa, si sono espressi contro l’idea del “sindaco d’Italia”, ossia un premier eletto direttamente dal popolo, in quanto creerebbe un dualismo pericoloso con il presidente della Repubblica.

Dalla delegazione di Alleanza Verdi e Sinistra, composta da Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Luana Zanella e Peppe De Cristofaro, sono arrivate dichiarazioni di indisponibilità a sostenere riforme in chiave presidenzialista con elezione diretta. Fratoianni ha sottolineato la necessità di restituire il potere di scelta ai cittadini e ridare centralità al Parlamento.

Infine, la delegazione del PD, guidata dalla segretaria Elly Schlein e composta anche dai capigruppo di Senato e Camera, Francesco Boccia e Chiara Braga, e dal senatore Alfieri, ha ribadito che la discussione sulle riforme non è una priorità del paese. Schlein ha elencato le priorità del PD, tra cui lavoro, sanità, Pnrr, clima, giovani e casa, e ha espresso la vicinanza del partito agli studenti in difficoltà per il caro affitti. Il PD si oppone all’indebolimento dei pesi e dei contrappesi previsti dalla Costituzione e chiede al governo una moratoria sull’autonomia differenziata.

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato al termine delle consultazioni con le forze di opposizione riguardo alle riforme istituzionali. Meloni ha sottolineato due obiettivi irrinunciabili: la stabilità dei governi e delle legislature e il rispetto del voto dei cittadini nelle urne. In questo contesto, la presidente ha avviato un’interlocuzione con le forze di opposizione per valutare la convergenza sugli obiettivi e individuare il sistema migliore tra le opzioni possibili.

Meloni ha chiarito che non è stata proposta una soluzione preconfezionata e che il governo non è legato a un sistema specifico. Tuttavia, ha registrato una chiusura trasversale da parte delle opposizioni sui sistemi di modello presidenziale o semipresidenziale, mentre le posizioni sono più variegate sull’elezione diretta del capo del governo.

La Presidente del Consiglio ha sottolineato l’importanza della condivisione tra le forze politiche, pur non venendo meno all’impegno assunto con i cittadini. Ha evidenziato come l’instabilità abbia prodotto danni alla nazione, a differenza di paesi come Francia e Germania, e come questa instabilità abbia generato debolezza economica e disaffezione dei cittadini nei confronti dei governi formati all’interno dei palazzi.

Riguardo alla possibilità di una commissione bicamerale, Meloni ha affermato che il dibattito sullo strumento migliore è ancora aperto e che non si pone preclusioni in merito.

Ascolta in versione Podcast tutti gli interventi (Link)

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