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martedì, Giugno 22, 2021

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Libia, dichiarazioni congiunte Premier Draghi e Dabaiba

Si è tenuto a Palazzo Chigi un incontro tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, con il primo ministro del Governo di Unità Nazionale della Libia, Abdelhamid Dabaiba.

Al termine dei colloqui i due leader hanno fatto delle dichiarazioni congiunte alla stampa

La collaborazione tra il governo del Primo Ministro Dabaiba e l’Italia continua a essere sempre più fertile e sempre più viva. E la giornata di oggi lo dimostra. È una giornata che ha visto l’incontro di una significativa delegazione da parte libica e altrettanto da parte italiana. Sono stati toccati numerosi temi ma ciò che mi preme dire oggi è che l’Italia rimane al fianco della Libia e sostiene la Libia in questa transizione complessa.

L’attuazione concreta del cessate il fuoco, l’allontanamento dei mercenari e dei soldati di altri Paesi, e poi la creazione di una struttura istituzionale, la definizione della base costituzionale, la definizione di una legge elettorale, l’approvazione del bilancio: sono tutti passi istituzionali importantissimi e difficili e l’Italia è accanto alla Libia e al governo del Primo Ministro Dabaiba per questo. Questo, se tutto va bene, dovrebbe poi finire nelle elezioni di fine anno per iniziare o continuare l’opera di riconciliazione nazionale. Anche qui c’è un gran bisogno di aiuto. Credo che altri Paesi europei saranno parte di questo sforzo tanto che, come voi sapete, nell’ultima riunione del Consiglio Europeo ho chiesto che il punto specifico della migrazione fosse messo all’ordine del giorno del prossimo Consiglio. Ma questo sarà anche un modo per strutturare il sostegno alla Libia in quest’opera di ricostruzione del Paese.

Ci sono tantissimi temi che sono stati toccati oggi, in particolare due mi paiono molto importanti.

Il primo è la cooperazione in campo sanitario dove l’Italia si impegnerà nella costruzione di ospedali, nell’invio di personale sanitario e anche nel ricevere e curare varie decine di bambini malati di cancro. È una cooperazione sanitaria di ampie dimensioni quella che noi prevediamo.

Il secondo tema toccato è stato quello della collaborazione nel campo energetico. Come immaginate, la Libia è già un grande partner dell’Italia in campo energetico ma nelle energie tradizionali. Invece oggi si è toccata la possibilità di avviare una collaborazione anche nel campo delle energie rinnovabili. Le possibilità sono molto ampie e le nostre società sono pronte ad intraprendere dei progetti.

Poi vi sono i progetti storici, anche questi toccati, in particolare la riapertura della strada costiera che congiunge il confine orientale e occidentale della Libia, considerata di fondamentale importanza. Ha un’importanza anche simbolica, però alla base di tutti questi progetti c’è una necessità: mettere in sicurezza coloro che poi dovranno, come si dice oggi, mettere a terra questi progetti. E questo, in un certo senso, ci riporta al primo punto: cioè l’opera di riconciliazione nazionale e l’opera di cessate il fuoco.

Infine ci siamo anche confrontati sui temi migratori e umanitari: questi rappresentano una priorità per l’Italia ma anche per la Libia. Abbiamo preso in esame il controllo delle frontiere libiche anche meridionali, il contrasto al traffico di esseri umani, l’assistenza ai rifugiati, i corridoi umanitari e lo sviluppo delle comunità rurali. L’Italia intende continuare a finanziare i rimpatri volontari assistiti e le evacuazioni umanitarie dalla Libia. Ritengo che sia un dovere morale, ma credo che sia anche nell’interesse della Libia assicurare il pieno rispetto dei diritti dei rifugiati e dei migranti.

L’Italia continuerà a fare la sua parte in termini di risorse e capacità formative ma, ripeto, serve un’azione da parte dell’Unione Europea rapida e concreta.

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