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giovedì, Aprile 22, 2021

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Lo sgarbo di Erdogan a Ursula von der Leyen

Due sedie per tre persone o se preferite una poltrona per Ursula

Quanto accaduto oggi in Turchia è una cosa grave che sta giustamente avendo molto risalto sui media europei.

Lo sgarbo di Erdogan verso la donna prima e verso quel che rappresenta, secondo l’altro (alto) rappresentante europeo è stato frutto “di un’interpretazione rigorosa da parte turca delle norme protocollari” che “ha prodotto una situazione sconfortante: il trattamento differenziato o addirittura sminuito della presidente della Commissione europea”.

Qui la traduzione di quanto ha scritto poco fa su Facebook il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel.

Abbiamo partecipato questo martedì, Ursula von der Leyen e io, ad un incontro ad Ankara con il presidente turco Recep Tayip Erdogan. Alcune immagini hanno provocato reazioni e interpretazioni a volte dure. Il che mi porta a reagire.

La nostra visita segna un momento importante nel complesso processo di miglioramento delle relazioni dell’Unione europea con la Turchia. È stata il risultato di una preparazione accurata e di un lavoro diplomatico svolto da lunghi mesi per riportare questo paese ad un approccio più costruttivo nella sua relazione all’UE.

E nonostante la chiara volontà di fare bene, l’interpretazione rigorosa da parte dei servizi turchi delle norme protocollare ha prodotto una situazione sconfortante: il trattamento differenziato o addirittura diminuito della Presidente della Commissione europea.
Le alcune immagini che ne sono state diffuse hanno dato l’impressione che sarei stato insensibile a questa situazione. Nulla è più distante né dalla realtà né dai miei sentimenti profondi. Né infine principi di rispetto che mi sembrano fondamentali.

Sul momento, pur percependo il carattere deplorevole della situazione, abbiamo scelto di non aggravarlo da un incidente pubblico, e di privilegiare in questo inizio dell’incontro la sostanza della discussione politica che stavamo per iniziare io e Ursula, con i nostri ospiti.
La sostanza è stata, in particolare, il discorso che abbiamo tenuto al presidente Erdogan sulla Convenzione di Istanbul, i diritti delle donne e dei bambini e, più in generale, la difesa dei nostri valori fondamentali di Stato di diritto, libertà di espressione o Pressa. Del resto, prima della riunione ufficiale, ho incontrato rappresentanti delle Nazioni Unite Donne e altre agenzie ONU. E abbiamo voluto organizzare ad Ankara, nonostante le pressioni contrarie, una conferenza stampa congiunta con Ursula per rendere conto senza tabù delle nostre discussioni con la parte turca.

Quindi sono doppo a doppio titolo Innanzitutto dall’impressione che sarei stato indifferente alla goffa protocollare nei confronti di Ursula. Tanto più che sono onorato di partecipare a questo progetto europeo di cui due principali istituzioni su quattro sono dirette da donne, Ursula von der Leyen e Christine Lagarde. E orgoglioso anche del fatto che una donna, la prima della storia, mi sia succeduto come primo ministro del Belgio.

Infine sono triste perché questa situazione ha occultato il grande e benefico lavoro geopolitico che abbiamo fatto insieme ad Ankara, e spero che l’Europa raccoglierà i frutti.

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