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Meloni al G7 di Évian: Ucraina, accordo USA-Iran, Africa e Intelligenza Artificiale al centro del vertice

La Presidente del Consiglio traccia un bilancio positivo del summit francese, rivendica l’eredità della presidenza italiana del G7 e rilancia il ruolo dell’Italia nei principali dossier internazionali

Si è concluso a Évian-les-Bains il Vertice dei Leader del G7 2026 organizzato dalla Presidenza francese. Al termine dei lavori, Giorgia Meloni ha illustrato i risultati raggiunti, soffermandosi sull’unità del G7, sul sostegno all’Ucraina, sul nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, sul Piano Mattei per l’Africa, sull’intelligenza artificiale e sulle prospettive della governance internazionale. Nel corso della conferenza stampa non sono mancati riferimenti alla politica interna, dai social network per i minori al caso Vannacci, fino ai rapporti con Donald Trump.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato a Évian-les-Bains al Vertice dei Leader del G7 2026, organizzato nell’ambito della Presidenza francese del gruppo e svoltosi dal 15 al 17 giugno.

Dopo l’accoglienza ufficiale da parte del presidente francese Emmanuel Macron, Meloni ha preso parte alla cena di lavoro dedicata al tema “Rispondere insieme alle grandi sfide internazionali”. Nel corso della seconda giornata ha partecipato alla sessione G7-Ucraina e alla riunione con i Paesi partner, la Banca Mondiale e la Banca Africana di Sviluppo. A margine del vertice si sono svolti incontri bilaterali con il primo ministro canadese Mark Carney e con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nahyan.

Nella giornata conclusiva, la premier ha partecipato alla sessione di lavoro con i Paesi partner, il Fondo Monetario Internazionale e l’OCSE, oltre al pranzo di lavoro dedicato all’intelligenza artificiale con i rappresentanti delle principali aziende del settore.

Un vertice segnato dalla convergenza politica

Aprendo la conferenza stampa finale, Meloni ha espresso una valutazione molto positiva dell’esito del summit, ringraziando Macron per l’organizzazione e descrivendo un clima di collaborazione particolarmente favorevole tra i leader presenti.

Secondo la presidente del Consiglio, uno degli elementi che avrebbe favorito tale clima è stato l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, accolto positivamente dai partecipanti al vertice e accompagnato da congratulazioni rivolte al presidente americano Donald Trump.

Meloni ha sostenuto che il G7 abbia dimostrato una significativa capacità di convergenza su questioni che in passato avevano prodotto divisioni tra gli alleati, sottolineando come il gruppo delle principali democrazie industrializzate continui a rappresentare una piattaforma di dialogo capace di coinvolgere anche partner con caratteristiche molto diverse, tra cui India, Brasile, Corea del Sud, Kenya, Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Ucraina.

Le otto dichiarazioni finali

Nel bilancio dei risultati raggiunti, la presidente del Consiglio ha ricordato che il vertice si è concluso con otto dichiarazioni tematiche dedicate a:

* crescita economica;
* partenariati internazionali;
* lotta al narcotraffico;
* contrasto alla tratta di esseri umani;
* minerali critici;
* sicurezza digitale per i minori;
* lotta al cancro;
* contrasto all’Ebola.

Meloni ha inoltre rivendicato il contributo della precedente presidenza italiana del G7, sostenendo che alcuni dei temi oggi centrali nell’agenda internazionale derivino direttamente dall’iniziativa italiana, in particolare l’intelligenza artificiale, il Piano Mattei per l’Africa e il contrasto all’immigrazione illegale.

Ucraina, sostegno a Kiev e pressione su Mosca

Ampio spazio è stato dedicato alla guerra in Ucraina. Meloni ha riferito di un confronto diretto con il presidente Volodymyr Zelensky e ha affermato che la situazione sul terreno sarebbe diversa da quella rappresentata dalla propaganda russa.

Secondo la premier, tutti i leader presenti hanno condiviso la necessità di continuare a sostenere Kiev e mantenere elevata la pressione sulla Russia.

L’obiettivo indicato resta quello di un negoziato diretto tra Zelensky e Vladimir Putin. Tuttavia, Meloni ha sostenuto che Mosca non avrebbe ancora fornito segnali concreti di disponibilità alla pace, mentre il presidente ucraino sarebbe sinceramente orientato alla ricerca di una soluzione negoziale.

Medio Oriente e accordo tra Stati Uniti e Iran

Uno dei capitoli più rilevanti della conferenza stampa ha riguardato il Medio Oriente.

Meloni ha definito l’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran un potenziale punto di svolta per la stabilità regionale. A suo giudizio, la priorità immediata consiste nell’attuazione concreta dell’accordo e nella tutela della sicurezza delle rotte marittime internazionali, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz.

In questo quadro, la presidente del Consiglio ha dichiarato che l’Italia sarebbe pronta a contribuire ad eventuali missioni internazionali di sicurezza, purché si tratti di operazioni difensive, in un contesto di pace e previa autorizzazione parlamentare.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha comunque precisato che non esiste attualmente alcuna missione definita e che il Governo sta semplicemente valutando diversi scenari possibili. Nei prossimi sessanta giorni, ha spiegato, verrà monitorata l’attuazione dell’accordo prima di qualsiasi decisione operativa.

Sul dossier mediorientale la premier ha affrontato anche le questioni di Gaza e del Libano, sostenendo la necessità di soluzioni strutturali e durature. Ha inoltre affermato che Israele dovrà avere un ruolo costruttivo nel processo di pace e ha invitato a evitare che il dibattito politico interno israeliano comprometta il percorso avviato.

Interrogata sui possibili rischi provenienti da Israele, Meloni ha chiarito di non attribuire al governo israeliano intenzioni di sabotaggio dell’intesa, pur osservando che nel contesto elettorale possono emergere posizioni più radicali, anche in contrasto con gli impegni assunti dagli Stati Uniti.

Indo-Pacifico, terre rare e catene di approvvigionamento

Tra i temi affrontati dai leader è emersa anche la questione dell’Indo-Pacifico e della sicurezza economica.

Meloni ha spiegato che il confronto si è concentrato sulla riduzione delle dipendenze strategiche e sul rafforzamento delle catene di approvvigionamento, soprattutto nel settore delle terre rare e dei minerali critici.

La premier ha illustrato una strategia fondata sulla cooperazione con i Paesi produttori, sostenendo che l’Occidente dovrebbe investire nello sviluppo delle capacità industriali locali anziché limitarsi all’estrazione delle materie prime.

Africa e Piano Mattei

La presidente del Consiglio ha più volte richiamato il Piano Mattei come esempio di cooperazione internazionale basata sul principio del partenariato tra pari.

Secondo Meloni, il modello promosso dall’Italia sarebbe ormai considerato un punto di riferimento internazionale per la costruzione di rapporti reciprocamente vantaggiosi con i Paesi africani.

L’intelligenza artificiale come sfida globale

Nel corso del vertice si è svolta anche una lunga sessione di confronto con i vertici delle aziende tecnologiche.

Meloni ha riferito che il dibattito si è concentrato sugli effetti dell’intelligenza artificiale sulla democrazia, sull’economia e sulla società, definendo la trasformazione tecnologica in corso una delle principali sfide del nostro tempo.

La proposta per l’Unione Europea

Guardando ai prossimi appuntamenti europei, la presidente del Consiglio ha annunciato l’intenzione di rilanciare al Consiglio europeo la proposta di individuare un unico negoziatore dell’Unione Europea per il dossier Russia-Ucraina.

A suo avviso, la moltiplicazione di tavoli e formati negoziali rischia di ridurre l’efficacia dell’azione europea. Pur senza indicare nomi specifici, Meloni ha lasciato intendere che una figura proveniente da un Paese di medie dimensioni potrebbe facilitare la costruzione di un consenso più ampio tra gli Stati membri.

I rapporti con Donald Trump

Rispondendo alle domande sul rapporto con Donald Trump, la premier ha negato qualsiasi deterioramento delle relazioni personali e politiche.

Meloni ha affermato che il rapporto con il presidente statunitense è rimasto invariato e che entrambi continuano a difendere con determinazione gli interessi nazionali dei rispettivi Paesi. Secondo la presidente del Consiglio, non vi sarebbe stato alcun bisogno di chiarimenti particolari e il confronto sui dossier internazionali sarebbe proseguito normalmente.

Social network e minori

Sul tema dell’utilizzo dei social network da parte dei minori, Meloni si è detta favorevole a valutare un eventuale divieto per gli under 16.

La premier ha però evidenziato che un semplice divieto non sarebbe sufficiente, poiché facilmente aggirabile. Per questo motivo ha sostenuto la necessità di coinvolgere maggiormente le piattaforme digitali e attribuire loro responsabilità più ampie.

Ha inoltre spiegato che il Governo ha preferito non intervenire direttamente, lasciando spazio all’iniziativa parlamentare trasversale già avviata.

Il caso Vannacci e il femminicidio

Nel corso della conferenza stampa è emerso anche il tema dei rapporti con Roberto Vannacci.

Meloni ha ricordato che il movimento guidato dal generale ha escluso un’alleanza con il centrodestra e che il parlamentare ha votato più volte contro la fiducia al Governo.

Particolarmente decisa è stata la risposta sulle dichiarazioni relative al femminicidio. La presidente del Consiglio ha difeso la normativa introdotta dall’esecutivo, sostenendo che il femminicidio si distingue dagli altri omicidi per la specifica motivazione legata al rifiuto della libertà della donna.

Secondo Meloni, la tutela della libertà femminile rappresenta uno dei principi guida dell’azione del Governo anche in altri ambiti, incluso il contrasto ad alcune forme di fondamentalismo islamico.

Governance globale e sistema internazionale

Rispondendo a una domanda sulla Cina, Meloni ha sostenuto che l’attuale architettura internazionale, nata dopo la Seconda guerra mondiale, necessiti di profonde riforme.

In particolare, ha citato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale del Commercio come istituzioni che dovrebbero essere adattate alle nuove realtà geopolitiche.

Monte dei Paschi e il ruolo dello Stato

Sul dossier Monte dei Paschi di Siena e sulle vicende collegate a Commerzbank, la presidente del Consiglio ha preso le distanze dalle operazioni in corso.

Ha ricordato che la partecipazione statale nell’istituto è ormai inferiore al 5%, rivendicando tuttavia il percorso compiuto dal Governo nel trasformare una banca considerata problematica in un soggetto nuovamente attrattivo per il mercato.

La chiusura della conferenza

Concludendo l’incontro con la stampa, Meloni ha escluso qualsiasi interesse per future combinazioni elettorali o nuove alleanze politiche.

La presidente del Consiglio ha ribadito che il suo obiettivo resta governare fino al termine della legislatura e affidare agli italiani il giudizio finale sull’operato dell’esecutivo.

La conclusione è stata affidata a una riflessione personale: Meloni ha dichiarato di sentirsi “in pace con la propria coscienza”, sostenendo che forse avrebbe potuto fare meglio, ma certamente non avrebbe potuto fare di più.

Dal quadro delineato dalla conferenza stampa emerge la volontà del Governo italiano di presentarsi come un attore stabile e propositivo all’interno delle principali dinamiche internazionali. I richiami ricorrenti al Piano Mattei, all’intelligenza artificiale e alla gestione dei flussi migratori indicano la volontà di consolidare alcuni temi come elementi distintivi dell’iniziativa diplomatica italiana.

Particolarmente significativo appare il tentativo di collegare la sicurezza internazionale, la cooperazione economica e lo sviluppo africano in una visione unitaria delle relazioni internazionali. Allo stesso tempo, il forte sostegno all’Ucraina e il richiamo alla necessità di mantenere la pressione sulla Russia confermano la continuità della collocazione euro-atlantica dell’Italia.

Sul piano interno, le risposte dedicate ai social network per i minori e al tema del femminicidio mostrano l’intenzione di affrontare questioni sociali sensibili senza rinunciare a una forte caratterizzazione politica. Nel complesso, il messaggio trasmesso dalla presidente del Consiglio è quello di un Governo che punta a essere giudicato principalmente sulla capacità di governare e sui risultati ottenuti nei dossier nazionali e internazionali.

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