Question time acceso a Palazzo Madama: focus su Nato, Medio Oriente, femminicidio e Transizione 5.0
Durante il question time del 7 maggio al Senato, Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno del governo su riforme e difesa, parlato di Medio Oriente e Transizione 5.0, difendendo il ddl femminicidio e rilanciando sul premierato.
ROMA – Tono deciso e clima teso al Senato per il question time del 7 maggio, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto a una serie di interrogazioni su temi centrali dell’agenda politica. Al suo fianco dieci ministri, mentre risultavano assenti i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Meloni ha confermato che l’Italia raggiungerà l’obiettivo del 2% del PIL per la spesa militare entro il 2025, sottolineando come ciò rappresenti un impegno “fondamentale per farsi rispettare”. Ha poi ribadito la necessità di rafforzare il pilastro europeo della Nato e di rivolgere maggiore attenzione al fianco sud dell’Alleanza.
Sul Medio Oriente, la premier ha assicurato il sostegno dell’Italia ai piani di pace dei Paesi arabi, sottolineando che “sono la chiave di volta per una soluzione permanente del conflitto” e indicando come prioritaria una prospettiva che includa “la soluzione dei due Stati”. La risposta è giunta a un’interrogazione della senatrice Michaela Biancofiore (Civici d’Italia).
Tornando alle questioni interne, Meloni ha confermato la volontà del governo di intervenire su Transizione 5.0 in coerenza con l’andamento dell’economia reale, precisando: “Valuteremo nelle prossime settimane la curva di crescita e, se necessario, ridisegneremo l’impiego delle risorse”. L’intervento era rivolto al presidente dei senatori del M5S Stefano Patuanelli.
Sulla riforma della giustizia e il premierato, Meloni ha ribadito l’intenzione della maggioranza di procedere con determinazione. Al leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha replicato con un passaggio tagliente: “Per quello che riguarda le dimissioni in caso di sconfitta al referendum, lo farei anche volentieri ma non farò mai niente che ha già fatto lei”.
Rispondendo alla senatrice Julia Unterberger (Svp), Meloni ha mostrato apertura a possibili modifiche del ddl sul femminicidio, precisando però i rischi di introdurre reati d’opinione. Ha detto che il Parlamento resta la sede più adatta per migliorare il testo “con spirito unitario”.
Infine, in merito alla legge elettorale, la premier ha dichiarato di essere favorevole all’introduzione delle preferenze, rilanciando il disegno istituzionale di un esecutivo più stabile e direttamente legittimato.


