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Meloni da Trump per conto dell’Europa: missione tra opportunità e rischi

Visita strategica della premier italiana alla Casa Bianca, tra affinità personali e pressioni europee

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa giovedì a Washington per un incontro con Donald Trump. La visita si inserisce in un momento delicato delle relazioni USA-UE, segnate da nuove minacce di dazi e tensioni commerciali.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è in viaggio verso gli Stati Uniti per incontrare Donald Trump in un momento cruciale per le relazioni tra Washington e l’Unione Europea. Il New York Times, in prima pagina, sintetizza il dilemma con una domanda netta: “Meloni in viaggio verso Washington: la sua relazione con Trump gioverà all’Europa?”

L’incontro alla Casa Bianca, previsto per giovedì, avviene sullo sfondo delle crescenti tensioni internazionali legate alla guerra commerciale scatenata da Trump, che minaccia di imporre nuovi dazi sui prodotti europei. Meloni arriva a Washington come l’ultimo di una serie di leader europei che negli ultimi mesi hanno tentato di mitigare gli effetti della politica commerciale aggressiva degli Stati Uniti.

Ma, rispetto ad altri capi di governo, la visita della leader italiana solleva aspettative particolarmente elevate e altrettante preoccupazioni. Meloni, infatti, rappresenta un’anomalia nel panorama europeo: conservatrice e vicina ideologicamente a Trump, è vista come una potenziale alleata naturale dal presidente americano. Non a caso fu invitata alla sua cerimonia d’insediamento, un segnale di affinità politica mai passato inosservato.

Tuttavia, negli ultimi mesi Meloni ha mostrato un chiaro orientamento europeista e collaborativo con Bruxelles. Nonostante le sue posizioni di destra, la leader italiana si è allineata in maniera compatta alle decisioni comuni europee, ad esempio sostenendo la risposta ai dazi USA su acciaio e alluminio.

In vista della visita, la Commissione Europea ha sottolineato il coordinamento stretto tra Ursula von der Leyen e Meloni. “Ogni impegno con l’amministrazione statunitense è benvenuto, e questa visita è stata attentamente preparata”, ha confermato Arianna Podestà, vice portavoce capo della Commissione. Un messaggio chiaro, rivolto a chi teme possibili divisioni.

Le preoccupazioni però restano. In Francia, il ministro dell’Industria Marc Ferracci aveva manifestato dubbi analoghi, salvo poi ritirare rapidamente il commento dopo un chiarimento “diplomatico”.

Il punto di forza di Meloni potrebbe essere proprio la sua affinità personale con Trump. La stessa Ursula von der Leyen, infatti, non è ancora riuscita a incontrare Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca, mentre altri leader nazionali, come Macron, Starmer e Martin, ci sono già riusciti.

Le mosse recenti del presidente americano hanno reso la situazione ancora più delicata: dopo aver minacciato ulteriori dazi su vino e prodotti chimici, il presidente USA ha accentuato le difficoltà dei partner europei. La strategia attuale dell’Unione, mira a scongiurare un’escalation offrendo incentivi economici come maggiori acquisti di gas naturale e concessioni reciproche sui beni industriali.

Meloni, in un videomessaggio diffuso prima della partenza, ha rassicurato sulle sue intenzioni, sottolineando l’importanza di una “direzione comune” per l’Italia e l’Europa: “Se crediamo in noi stessi e remiamo tutti nella stessa direzione, non abbiamo rivali” e ieri ancora aveva ricordato, sempre parlando dei dazi che “quando un prodotto italiano viene esportato, la gran parte della ricchezza non la produce in Italia, la produce dove viene esportato”.

La partita che giocherà a Washington avrà conseguenze importanti, non solo per il nostro Paese ma per l’intera Europa. Una partita in cui il legame personale con Trump potrebbe rivelarsi una carta vincente, o un rischio decisivo.

Ma anche al ritorno avrà poche per rifiatare dal momento che appena rientrata dagli Stati Uniti, troverà già ad attenderla a Roma il vicepresidente americano JD Vance e la Second Lady, Usha Vance. La Casa Bianca ha annunciato infatti la visita ufficiale in Italia e poi in India dal 18 al 24 aprile. Sul tavolo, ancora una volta, questioni economiche e geopolitiche cruciali, segno che per la premier italiana gli equilibri internazionali non concedono tregua.

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