Duro intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco: critiche alla leadership europea su migrazione, censura e diritti religiosi
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha criticato duramente l’Unione Europea durante il suo discorso alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il 14 febbraio 2025. Ha accusato i leader europei di reprimere la libertà di espressione e di minare i principi democratici. Il suo intervento, accompagnato dal recente colloquio tra Donald Trump e Vladimir Putin, è stato interpretato da diversi media come un punto di svolta nei rapporti transatlantici.
Lo scontro con l’Europa su democrazia e libertà di espressione
Nel suo primo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco da vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance ha attaccato frontalmente la leadership dell’Unione Europea, accusandola di tradire i principi democratici in nome della stabilità politica. “Ho sentito parlare molto di cosa dobbiamo difenderci”, ha dichiarato Vance, “ma meno chiaro è ciò per cui stiamo combattendo. Qual è la visione positiva che anima questo patto di sicurezza condiviso?”.
L’amministrazione Trump, ha sottolineato, è impegnata a difendere la libertà di parola, anche quando le opinioni non sono condivise: “A Washington c’è un nuovo sceriffo in città e sotto la guida di Donald Trump difenderemo il diritto di tutti ad esprimersi, che si sia d’accordo o meno”.
Vance ha poi denunciato quello che definisce un preoccupante arretramento della libertà di espressione in Europa, facendo riferimento a casi specifici: la cancellazione delle elezioni in Romania, la repressione di commenti online in Germania e il caso di un attivista cristiano condannato in Svezia per aver partecipato a un rogo del Corano. Ha anche criticato il Regno Unito per la condanna di un uomo che aveva pregato in silenzio nei pressi di una clinica abortista.
Immigrazione e sicurezza: “Europa e USA travolti da un’ondata senza precedenti”
Un altro punto centrale del discorso è stato il tema dell’immigrazione, che Vance ha definito “la sfida più urgente” per l’Europa. “Oggi, quasi un cittadino su cinque in Germania è nato all’estero. Il numero di migranti extraeuropei nell’UE è raddoppiato tra il 2021 e il 2022”, ha affermato. Ha poi collegato il fenomeno agli attacchi terroristici che hanno colpito Monaco e altre città europee negli ultimi anni, sostenendo che si tratti del risultato di “decisioni politiche sbagliate prese da leader irresponsabili”.
Secondo il vicepresidente, i cittadini europei stanno sempre più votando per forze politiche che promettono di fermare l’immigrazione incontrollata, ma i governi ignorano la loro volontà. “Nessun elettore ha scelto di aprire le porte a milioni di immigrati non verificati”, ha detto, sottolineando come il voto per la Brexit fosse un chiaro segnale della volontà popolare.
Nuovi equilibri nei rapporti USA-UE
Il discorso di Vance arriva in un momento delicato per le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea. La sua retorica aggressiva e la recente telefonata tra Trump e Putin hanno sollevato timori su un possibile cambiamento di strategia nei rapporti transatlantici. Alcuni analisti hanno interpretato le parole del vicepresidente come una dichiarazione di “guerra ideologica” nei confronti dei leader europei, accusati di tradire i valori democratici.
Concludendo il suo intervento, Vance ha citato Papa Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura”. Un messaggio rivolto ai leader europei affinché ascoltino le richieste dei loro cittadini anziché reprimerle. “La democrazia si fonda sul principio sacro che la voce del popolo conta. O la si difende, o la si tradisce”.


