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Parlamento Europeo, Orban presenta le priorità della Presidenza ungherese

Nel corso del dibattito su migrazione, difesa europea e politiche economiche, “volano gli stracci”

Viktor Orban ha esposto le priorità della Presidenza ungherese del Consiglio UE, affrontando temi come migrazione, competitività e difesa. Accese le reazioni da parte dei leader europei.

Il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, si è presentato al Parlamento Europeo per discutere il programma della Presidenza ungherese del Consiglio dell’UE, iniziata il 1° luglio 2024. Le priorità delineate includono un nuovo accordo di competitività europea, il rafforzamento della difesa, una politica di allargamento basata sul merito, il contrasto all’immigrazione illegale, la revisione della politica di coesione, un’agricoltura più orientata agli agricoltori e la gestione delle sfide demografiche.

EP Plenary session – Council and Commission statements – Presentation of the programme of activities of the Hungarian Presidency

Il dibattito è stato – inevitabilmente – molto partecipato. Quella del Premier ungherese è una figura molto divisiva, a dir poco, e riflette bene le divisioni in tema di politica estera nel vecchio continente. Al netto dell’intervento, tra gli altri, dell’italiana Salis, le questioni di interesse generale hanno visto in grande evidenza la contrapposizione della Presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen e di Manfred Weber, il leader del gruppo dei popolari europei.

Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, ha aperto il dibattito ricordando il vivace confronto di sei anni fa e sottolineando l’importanza di uno scambio di opinioni rispettoso e democratico. “In Europa, la libertà di espressione e lo stato di diritto sono sacrosanti”, ha dichiarato.

Orbán ha criticato le politiche climatiche dell’UE, sostenendo che vengano applicate senza una strategia industriale integrata, causando perdite di mercato per le aziende europee. Sull’immigrazione, ha proposto la creazione di “hotspot esterni” per gestire l’ingresso dei migranti, criticando l’attuale sistema d’asilo europeo che, a suo avviso, non funziona.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha replicato duramente, accusando Orbán di minare l’unità europea e ricordando le contraddizioni tra le sue parole e le sue azioni, come la liberazione di trafficanti di esseri umani in Ungheria. Ha inoltre criticato l’approccio di Budapest verso l’approvvigionamento energetico da fonti russe.

Manfred Weber, leader del gruppo PPE, ha ricordato la visita di Orbán a Putin poco prima dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, accusandolo di aver allungato il conflitto invece di cercare la pace. Dalla Spagna, Iratxe García Pérez (S&D) ha denunciato le politiche ungheresi contro i diritti delle donne e della comunità LGBTQ+.

Il dibattito si è concluso con Orbán che ha ribadito la necessità di una “unità nella diversità”, respingendo qualsiasi imposizione da Bruxelles. Ha chiesto un cambio di strategia per evitare la sconfitta dell’Ucraina e ha sottolineato l’importanza di un approccio diplomatico in ogni conflitto.

Ecco una sintesi delle principali posizioni espresse nel corso del dibattito.

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