Episodio, dedicato a uno degli appuntamenti più cruciali di questo inizio di marzo 2025: il summit internazionale convocato dal Primo Ministro britannico Keir Starmer a Londra, interamente dedicato all’Ucraina e alla sicurezza europea.
Oggi, 2 marzo, i riflettori della diplomazia internazionale si accendono su Londra, dove i leader di oltre quindici Paesi, insieme ai vertici di Nato e Unione Europea, si riuniscono per rafforzare il sostegno a Kiev e ribadire l’impegno comune verso una pace giusta e duratura.
Starmer, Meloni e il ruolo di ponte tra Europa e Stati Uniti
La giornata si è aperta con un incontro bilaterale tra Keir Starmer e la premier italiana Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’importanza di evitare divisioni tra Europa e Stati Uniti, un rischio che – secondo Meloni – il Regno Unito e l’Italia possono contribuire a scongiurare, costruendo ponti di dialogo tra le due sponde dell’Atlantico.
E proprio sul fronte transatlantico, Starmer ha avuto un intenso scambio di vedute con il presidente americano Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo che il vertice di Washington tra i due leader è naufragato in un clima di tensione. Il Premier britannico vuole evitare che quell’incidente diplomatico si trasformi in uno strappo strategico.
Sicurezza e deterrenza: Londra alza la posta
Nel summit di oggi, Starmer intende riaffermare la determinazione britannica: non solo sostegno militare ed economico a Kiev, ma anche un impegno concreto sul lungo termine, con la disponibilità – già annunciata – di inviare truppe britanniche sul terreno a garanzia della sicurezza futura dell’Ucraina.
Questa linea dura è accompagnata da una svolta anche sul fronte interno: Londra ha annunciato di voler portare la spesa per la difesa al 2,5% del PIL entro il 2027, chiedendo agli alleati europei di seguire l’esempio.
Londra, Parigi e Kiev: un piano per la pace
Durante il summit, Starmer ha confermato di essere al lavoro con la Francia e con l’Ucraina stessa su un piano congiunto per mettere fine alle ostilità con Mosca. Una pace giusta e sicura, basata sulla sovranità e l’integrità territoriale ucraina, che non lasci spazio ad ambiguità o concessioni unilaterali.
Il sostegno finanziario e la produzione di armi in Ucraina
A sostegno di questa strategia, il governo britannico ha già annunciato un nuovo prestito da 2,26 miliardi di sterline all’Ucraina, destinato in parte alla produzione diretta di armi sul territorio ucraino. Un segnale forte, che lega ancora di più Londra e Kiev in una partnership strategica e industriale.
L’Europa che si mobilita: le voci di Tusk e von der Leyen
La Polonia, rappresentata dal premier Donald Tusk, sostiene la proposta di Meloni di convocare un vertice ad hoc tra Europa e Stati Uniti, per definire una linea comune di lungo periodo sulla difesa europea. Tusk, prima di partire per Londra, ha ribadito che il sostegno all’Ucraina deve essere inequivocabile e duraturo.
Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che in viaggio verso Londra ha scritto su X: “La via per la pace è la forza. La debolezza genera più guerra. Sosterremo l’Ucraina, rafforzando al contempo la nostra difesa comune”.
La piazza di Berlino e l’appello di Navalnaja
Intanto, mentre i leader discutono a porte chiuse, le strade di Berlino si sono riempite ieri di manifestanti, in gran parte oppositori russi, che hanno risposto all’appello di Julia Navalnaja, vedova di Aleksej Navalny. Con lo slogan “Stop Putin!”, circa tremila persone hanno marciato nel cuore della capitale tedesca, chiedendo una presa di posizione ancora più forte contro il regime russo e ammonendo Trump a non abbandonare l’Ucraina.
Conclusione: il bivio europeo e la sfida della credibilità
Il summit di Londra non è solo una riunione di routine, ma un vero banco di prova per la credibilità europea e per la tenuta della solidarietà transatlantica. Con un conflitto che entra nel quarto anno, e con la politica americana in bilico, l’Europa è chiamata a dimostrare che la difesa dell’Ucraina non è solo una questione di principio, ma di interesse vitale per la sicurezza collettiva.
Keir Starmer oggi avrà il compito di trasformare parole e promesse in una strategia concreta. Il mondo osserva.


