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Premier Time: Giorgia Meloni sotto il fuoco incrociato alla Camera

Dal disagio giovanile al Green Deal, fino alla crisi israelo-palestinese e al piano di riarmo europeo: tutti i temi e i momenti di maggiore scontro tra la Presidente del Consiglio e le opposizioni nel Question Time a Montecitorio.

Premier Time ad alta tensione alla Camera. Giorgia Meloni risponde su giovani, sanità, sicurezza, energia e politica estera. Duro botta e risposta con Giuseppe Conte e Elly Schlein, difesa a spada tratta delle scelte di governo. Ecco i temi e le dichiarazioni più taglienti.

Il Premier Time del 14 maggio ha visto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni protagonista di un acceso Question Time alla Camera dei Deputati. Un confronto serrato su dieci temi centrali per l’agenda politica e sociale italiana ed europea, tra annunci, rassicurazioni, frecciate e veri e propri scontri frontali con le opposizioni.

Gli argomenti trattati hanno spaziato dal disagio giovanile alla tutela delle minoranze linguistiche, dalle tensioni in Medio Oriente alla riforma del Green Deal, passando per sicurezza, energia, competitività, sistema sanitario e piano di riarmo europeo.

I temi caldi e gli scontri più duri

Il primo scontro frontale si è registrato con Giuseppe Conte (M5S) sul tema del piano di riarmo europeo. La Premier ha attaccato duramente l’ex Presidente del Consiglio, accusandolo di incoerenza:
“Forse non si parlava della stessa persona che oggi fa le battaglie che sta facendo, sarà stato uno dei tanti altri Giuseppi che abbiamo visto in questi anni” e ancora “Grazie, ma no grazie. Penso che gli italiani sappiano riconoscere chi mente perché è comodo farlo e chi non mente anche quando può essere scomodo”.

Altro momento di alta tensione quello con Elly Schlein (PD) sulla sanità pubblica. Meloni ha respinto le accuse di tagli e privatizzazioni, elencando le riforme avviate:
“Penso che sia sempre un po’ complesso confrontarsi con qualcuno che per fare propaganda è costretto a mentire” e “Temo che la gente capisca il gioco che si sta portando avanti”.

Un attacco indiretto ma deciso è arrivato anche alla sinistra in risposta alla domanda di Maria Elena Boschi (IV) sulle riforme economiche:
“Gli italiani vedono un cambio di passo con una linea più chiara, rispetto al variegato mondo dell’opposizione che quando è al governo fa riforme e poi le vuole abolire quando torna all’opposizione”.

Gli altri temi toccati

Su disagio giovanile (Roscani – FdI), Meloni ha illustrato investimenti e iniziative contro le dipendenze, per il potenziamento del supporto psicologico scolastico e la diffusione del “modello Caivano”.

Alla richiesta di tutela della rappresentanza europea per la Valle d’Aosta (Manes – MISTO), ha riconosciuto la criticità della normativa e invitato il Parlamento a intervenire.

Sulla crisi di Gaza ha definito “drammatica e ingiustificabile” la situazione umanitaria, sottolineando il ruolo diplomatico dell’Italia ma confermando la volontà di non ritirare l’ambasciatore da Israele.

Interpellata da Barelli (FI), Meloni ha ribadito la posizione italiana di correzione del Green Deal europeo: “L’emblema del fallimento delle politiche dell’ex commissario Timmermans, un monumento alla desertificazione industriale”.

Con Richetti (Azione), ha illustrato gli interventi su energia, incentivi alle imprese e rilancio del settore automotive con il coinvolgimento di Stellantis.

In tema di sicurezza e forze dell’ordine (Molinari – Lega), ha rivendicato le assunzioni, il potenziamento degli stipendi e delle dotazioni e la tolleranza zero verso le aggressioni agli agenti:
“Non ci sarà libertà di insultare o malmenare chi si sacrifica per difendere le persone perbene”.

Infine, alla richiesta di razionalizzazione e abbattimento delle liste d’attesa (Romano – Centrodestra), Meloni ha ricordato la piattaforma di monitoraggio avviata e le aperture serali e nei weekend degli ambulatori, dichiarando la disponibilità ad attivare poteri sostitutivi in caso di inefficienza regionale.

Un siparietto folkloristico

La seduta è stata animata anche da un episodio destinato a far discutere. Riccardo Magi, deputato di Più Europa, si è presentato in Aula vestito da fantasma durante l’intervento del capogruppo della Lega Riccardo Molinari. Immediata la reazione del presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha ordinato l’espulsione di Magi, portato via a spalla dai commessi. Mentre veniva allontanato, Magi ha urlato verso la Premier: “Si ricorda, presidente Meloni, quando accusava i governi di silenziare i referendum e di sfavorire la partecipazione? Era il 2016 e il 2022”. Meloni ha assistito alla scena sorridendo senza replicare, chiudendo così un Premier Time già denso di tensioni politiche.

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