Nel corso della sessione plenaria del XXIX Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, il Presidente russo ha delineato la propria visione dei cambiamenti dell’economia globale, del ruolo dei BRICS, della sovranità tecnologica e delle prospettive di sviluppo della Federazione Russa
Vladimir Putin è intervenuto alla sessione plenaria del XXIX Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, svoltosi dal 3 al 6 giugno con il motto “Dialogo pragmatico: la via verso un futuro stabile”. Davanti a una platea composta da oltre 20 mila partecipanti provenienti da 130 Paesi, il Presidente russo ha sostenuto che il mondo stia attraversando una trasformazione strutturale destinata a favorire un sistema multipolare. Nel suo intervento ha attribuito crescente importanza ai BRICS, alla sovranità economica e tecnologica, ai pagamenti in valute nazionali e allo sviluppo di nuove infrastrutture finanziarie e logistiche. Ha inoltre illustrato gli indicatori economici che, secondo Mosca, testimoniano la resilienza dell’economia russa.
Vladimir Putin ha preso parte alla sessione plenaria del XXIX Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, appuntamento che si svolge annualmente dal 1997 e che quest’anno ha avuto come tema “Dialogo pragmatico: la via verso un futuro stabile”.
Alla sessione hanno partecipato anche il Presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev, la Presidente della Repubblica Unita di Tanzania Samia Suluhu Hassan e il Vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Han Zheng. A moderare il confronto è stata Geeta Mohan, redattrice delle notizie internazionali del gruppo mediatico India Today Group.
Aprendo il suo intervento, Putin ha sottolineato la forte partecipazione registrata dal forum e ha ringraziato gli organizzatori dell’evento, evidenziando come l’iniziativa rappresenti uno spazio di dialogo aperto tra imprenditori, esperti, grandi aziende e rappresentanti istituzionali provenienti da oltre 130 Paesi.

Secondo il Presidente russo, il valore del Forum di San Pietroburgo risiede nella possibilità di discutere liberamente questioni economiche, industriali e strategiche, favorendo forme di cooperazione che definisce “paritarie e reciprocamente vantaggiose”.
Nel passaggio centrale del discorso, Putin ha sostenuto che il mondo stia attraversando la più importante trasformazione strutturale degli ultimi decenni. A suo giudizio, non si tratta di una semplice fase ciclica dell’economia mondiale, ma di un cambiamento del paradigma stesso dello sviluppo globale.
Il Presidente russo ha affermato che per anni il sistema economico internazionale sarebbe stato costruito attorno a un numero limitato di centri finanziari, tecnologici, logistici e monetari, presentati come universali e neutrali ma utilizzati, secondo la sua interpretazione, come strumenti di pressione politica e concorrenza.
Putin ha dichiarato che numerosi Paesi e operatori economici considerano oggi rischioso dipendere da infrastrutture esterne che potrebbero essere utilizzate contro i loro interessi nazionali. Da qui, secondo il leader russo, deriverebbe la crescente tendenza a sviluppare tecnologie, istituzioni e catene di approvvigionamento autonome.
Nel suo intervento ha sostenuto che la Russia abbia ampliato il proprio spazio di manovra internazionale attraverso nuove partnership, nuove soluzioni finanziarie e tecnologiche e l’accesso a mercati che considera più promettenti.
Particolare attenzione è stata dedicata all’ascesa dei Paesi del cosiddetto Sud Globale e al ruolo dei BRICS. Putin ha affermato che la crescita della popolazione, della classe media e della capacità industriale di questi Paesi stia modificando gli equilibri economici mondiali.
A sostegno di questa tesi ha citato alcuni dati, secondo i quali negli ultimi cinque anni quasi la metà della crescita annua del PIL mondiale sarebbe stata generata dagli Stati BRICS, con un contributo pari al 49 per cento, mentre quello del G7 sarebbe stato pari al 18 per cento.
Ha inoltre dichiarato che la quota dei BRICS nel PIL mondiale a parità di potere d’acquisto avrebbe raggiunto circa il 40 per cento, contro una quota inferiore al 29 per cento per il G7.
Secondo Putin, tali cambiamenti stanno determinando uno spostamento del baricentro del commercio internazionale e del sistema finanziario globale. In questo contesto ha sottolineato la crescente diffusione dei pagamenti nelle valute nazionali e lo sviluppo di nuovi corridoi logistici.
Il Presidente russo ha inoltre affermato che le sanzioni e il congelamento delle riserve internazionali russe abbiano avuto conseguenze durature sulla fiducia nei confronti del dollaro e dell’euro. Ha aggiunto che la Russia utilizza ormai prevalentemente valute nazionali nei rapporti commerciali con i principali partner e che la quota del rublo nelle esportazioni russe avrebbe raggiunto il 65 per cento.
Un altro tema centrale del discorso è stato quello della sovranità tecnologica. Putin ha indicato l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi e le piattaforme digitali come le tecnologie decisive del presente e del futuro.
Ha richiamato il ruolo della Cina nel settore dei brevetti legati all’intelligenza artificiale, quello dell’India nell’industria informatica e quello della Russia nello sviluppo di piattaforme digitali, marketplace e servizi innovativi.
Ha inoltre rivendicato la posizione della Russia nel settore dell’energia nucleare, affermando che oltre l’80 per cento dei progetti di costruzione di centrali nucleari nel mondo viene realizzato con la partecipazione di Rosatom.
Secondo Putin, i Paesi che controlleranno le tecnologie strategiche saranno i principali centri di sovranità nel nuovo contesto multipolare. Per questa ragione Mosca intende rafforzare le proprie infrastrutture critiche e cooperare con partner che rispettino gli impegni reciproci.
Passando alla situazione economica interna, il Presidente russo ha indicato tra le priorità il ritorno a tassi di crescita stabili attraverso un nuovo ciclo di investimenti.
Ha dichiarato che tra il 2021 e il 2024 gli investimenti in Russia sono aumentati di quasi il 38 per cento in termini reali. Ha inoltre sostenuto che l’inflazione stia rallentando e che dovrebbe avvicinarsi al 5,2 per cento.
Putin ha poi affermato che la disoccupazione russa si attesta intorno al 2,2 per cento, tra le più basse del mondo industrializzato, mentre i salari reali sarebbero cresciuti di oltre il 30 per cento negli ultimi cinque anni.

Nel delineare le prospettive future, il Presidente russo ha indicato come priorità lo sviluppo delle piattaforme digitali, dell’intelligenza artificiale, dei sistemi autonomi, delle infrastrutture, delle regioni e delle piccole e medie imprese.
Ha inoltre annunciato la volontà di mantenere invariata la soglia di fatturato prevista per il regime fiscale semplificato, rinviandone l’ulteriore riduzione.
Putin ha infine sottolineato che una Russia forte e sovrana non debba trasformarsi in un Paese chiuso. Ha sostenuto la necessità di produrre internamente i beni strategici, rafforzare le infrastrutture critiche e allo stesso tempo ampliare la cooperazione internazionale e i progetti transfrontalieri.
Tra le opere considerate prioritarie ha citato lo sviluppo delle ferrovie ad alta velocità, dei porti marittimi, del Corridoio di Trasporto Transartico, della flotta commerciale e della flotta rompighiaccio.
Concludendo il suo intervento, il Presidente russo ha espresso la convinzione che il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo possa contribuire alla prosperità dei Paesi partecipanti e favorire nuovi successi economici e commerciali.


