Alla maratona “Znanije. I Primi” il presidente russo attacca l’Europa e rilancia la missione storica della Federazione, si appella all’identità nazionale e critica i carri armati tedeschi in Ucraina
Il presidente russo Vladimir Putin ha partecipato ieri – 30 aprile – a Mosca, presso il Museo della Grande Guerra Patriottica, a un incontro con i partecipanti alla maratona educativa federale “Znanije. I Primi”. Durante il colloquio con studenti e relatori, Putin ha toccato temi di stringente attualità, spaziando dalla guerra in Ucraina alla questione dell’identità nazionale, fino alla critica dell’Occidente e alla memoria storica.
Riferendosi ai soldati russi impegnati nell’“operazione militare speciale”, Putin ha paragonato il loro coraggio a quello dei combattenti della Seconda guerra mondiale, sottolineando l’importanza del racconto diretto delle esperienze vissute: “Quando si racconta da cuore a cuore, nasce fiducia”.
Parlando dell’Ucraina, il presidente ha accusato Kiev di promuovere un “nazionalismo radicale”, definendolo “non amore per il proprio popolo, ma odio verso gli altri: il primo passo verso il nazismo”. Ha quindi ribadito che la missione della Russia è educare “non nell’odio, ma nell’amore reciproco”.
Putin ha poi denunciato i tentativi dell’Occidente di “riscrivere la storia” per cancellare l’identità del popolo russo, affermando che “un popolo senza passato non ha futuro”. Ha definito questa strategia come una “operazione mirata contro la Russia”.
In merito ai rapporti con l’Europa invece si è detto fiducioso: “Prima o poi ristabiliremo le relazioni, anche grazie a chi in Europa condivide i nostri valori e ha il coraggio di dirlo”. Ha evocato anche paragoni storici, ricordando il ruolo di De Gaulle nella Francia occupata.
Infine, ha criticato la presenza di carri armati tedeschi in Ucraina, parlando di “echi storici” negativi: “Non sono ricordi positivi”, ha affermato.


