Un nuovo ordine mondiale, “senza egemoni”
Nel suo intervento al XXII Forum del Club Valdaj, intitolato “Il mondo policentrico: istruzioni per l’uso”, Vladimir Putin ha delineato la propria visione dell’attuale scenario geopolitico.
Un discorso lungo, articolato e intriso di riflessioni storiche e filosofiche, in cui il presidente russo ha proclamato la fine dell’unipolarismo e la nascita di un nuovo ordine multipolare, dove “nessuno potrà più imporre regole agli altri”.
“Viviamo in un’epoca in cui tutto cambia, e cambia in modo rapido e radicale.”
Putin ha definito la multipolarità come “una conseguenza inevitabile dei tentativi dell’Occidente di mantenere la propria supremazia”.
“La multipolarità è nata come reazione ai tentativi di imporre una supremazia globale.”
Il fallimento dell’Occidente e la “piramide di obbedienza”
Secondo il leader del Cremlino, dopo la fine della Guerra Fredda l’Occidente ha ceduto alla “tentazione del potere assoluto”. Gli Stati Uniti e i loro alleati avrebbero creato una “piramide globale di obbedienza” che oggi mostra tutte le sue crepe. “Alcuni si consideravano in diritto di impartire lezioni a tutti gli altri.” Le élite europee – ha aggiunto – “tradiscono i propri cittadini, fingendo democrazia mentre manipolano la volontà popolare”.
“Le sanzioni ci hanno resi più forti”
Putin ha rivendicato la capacità della Russia di resistere all’isolamento internazionale: “La Russia ha mostrato al mondo un altissimo grado di resilienza.” Nonostante le decine di migliaia di misure punitive, Mosca – sostiene – “resta indispensabile per l’equilibrio mondiale: senza la Russia, nessun sistema globale è possibile”.
Europa e NATO nel mirino: “State cercando il nemico nel posto sbagliato”
Il presidente russo ha accusato i governi europei di aver “resuscitato la paura del nemico orientale”, ritenendo assurda la narrativa secondo cui la Russia minaccerebbe un’invasione “Cercano di convincere i cittadini che la Russia voglia attaccare la NATO. È impossibile crederci.” Ma il passaggio più diretto è stato quello in cui ha reagito alla prospettiva di un riarmo europeo, in particolare tedesco.
“Chi vorrà misurarsi con noi, lo faccia pure”
(ma sappia che ne pagherà il prezzo)
“Seguiamo con attenzione la crescente militarizzazione dell’Europa. Nessuno dubiti che le contromisure russe non tarderanno. La nostra risposta alle minacce sarà molto convincente.”
E subito dopo, l’avvertimento più netto:
“Noi non abbiamo mai iniziato un confronto militare. Ma se qualcuno vorrà misurarsi con noi sul piano militare – libero di provarci.”
Un messaggio che suona come una sfida e un monito: la Russia, avverte Putin, “non tollererà provocazioni”.
“Non provocateci: non c’è mai stato un caso in cui questo non sia finito male per chi lo ha fatto.”
“La debolezza è un’illusione che costa cara”
Ribadendo il principio della sicurezza indivisibile, Putin ha avvertito che ogni tentativo di minacciare Mosca sarà percepito come un errore fatale: “La Russia non mostrerà mai debolezza né esitazione.” Un chiaro riferimento alla dottrina della deterrenza russa, che contempla l’uso della forza (anche nucleare) in risposta a minacce esistenziali.
L’Ucraina come “tragedia occidentale”
Il conflitto in Ucraina è definito “una tragedia per russi e ucraini”, ma – dice Putin – causata dai tentativi occidentali di “trasformare Kiev in un’arma contro la Russia”. “Non provano pietà per questo popolo… è solo materiale di consumo per i globalisti occidentali.”
Secondo il Cremlino, “l’Europa continua ad alimentare la guerra” e “a bloccare ogni tentativo di cessate il fuoco”.
Il “mondo maggioritario” e la nuova decolonizzazione
Putin introduce il concetto di “maggioranza mondiale” –, l’insieme dei Paesi non occidentali che oggi chiedono autonomia e rispetto. “La maggior parte dei popoli è consapevole dei propri veri interessi e pronta a difenderli.” Secondo Putin, è in corso una nuova ondata di decolonizzazione, che restituisce ai Paesi del Sud del mondo la piena sovranità politica, economica e culturale.
Le Nazioni Unite “da riformare, non da rottamare”
Pur riconoscendo limiti e blocchi, il presidente russo difende il ruolo dell’ONU come unica piattaforma universale rimasta: “Sì, ci sono molti problemi, ma non esiste nulla di meglio dell’ONU.” Propone di ampliare la rappresentanza del Sud globale nei suoi organi decisionali, adeguandola alla nuova realtà multipolare.
Tradizioni, cultura e identità
Sul piano valoriale, Putin invoca il ritorno alle radici: “Cultura e storia ci permettono di non perderci e di resistere alle tempeste della vita internazionale.” Rifiuta ogni “modello universale imposto” – sia quello sovietico che quello liberal-occidentale – e afferma che solo il rispetto delle tradizioni nazionali garantisce la stabilità.
Dialogo pragmatico con Washington
Con toni più concilianti, il presidente russo ha riconosciuto che l’attuale amministrazione americana agisce “in modo diretto e senza ipocrisia”: “È meglio sapere chiaramente cosa vuole l’interlocutore che indovinare tra mezze parole.” Mosca – ha aggiunto – “agirà secondo i propri interessi”, ma resta “aperta a rapporti paritari con gli Stati Uniti”.
“La Russia è stata, è e sarà sempre”
Nel finale, Putin ha rivendicato la centralità storica del suo Paese: “La Russia è stata, è e sarà.” Sottolineando che “i tempi in cui pochi decidevano per tutti sono finiti per sempre”, ha rilanciato il messaggio chiave del suo mandato: un ordine multipolare fondato sull’equilibrio, la sovranità e la forza.


