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sabato, Ottobre 1, 2022

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Quirinale 22, commento a queste giornate

Sottotitolo: la matita che Enrico Letta ha usato per votare è casualmente del mio tipo preferito quando disegno, ma vabbè questa è un’altra storia

DI DONATO MOLA – La giornata di ieri, e quelle prima ancora, mi hanno ricordato diverse cose. In primis che le Istituzioni della nostra Repubblica, sono una cosa seria e non tutti hanno interpretato al meglio il proprio ruolo.

Su tutti la Presidente Casellati, che a differenza delle altre, alte, cariche, ne esce indebolita e con le ossa rotte ed ha dimostrato di essere inadatta e inadeguata a presiedere il Senato. Bravo invece Roberto Fico, a dispetto della giovane età, è stato ineccepibile e impassibile nonostante gli imbarazzi causati dalla sua collega. P

er quanto riguarda i gruppi politici, non voglio sparare sulla croce rossa, ma si impone certamente una riflessione seria tra le fila della Lega e del Movimento 5 Stelle, a partire da chi li ha rappresentati. Per rimanere nell’ambito del centrodestra “che non c’è più” se mai c’è stato, si staglia la figura dell’ottima Giorgia Meloni.

Per rimanere al giudizio politico, tra i migliori di ieri certamente c’è Enrico Letta, insieme all’intero gruppo del Partito Democratico che, ancora una volta e come sempre accade, ha dato dimostrazione di essere un partito solido e su cui poter fare affidamento, non solo nei momenti critici. Non è poco.

Matteo Renzi, preferirei non commentare perchè i suoi tatticismi e strategie non li digerisco proprio, ma almeno ieri non è stato tra i peggiori. Menzione d’onore per Pier Ferdinando Casini, che si è ritagliato un ruolo da piccolo statista, quando ha invitato i colleghi grandi elettori a non votarlo per convergere su Mattarella. Una figura esce leggermente appannata da queste elezioni, il Presidente Draghi, che sta bene dove sta, ed ha avuto l’intelligenza, quando ha visto cosa è successo alla Casellati, di tornare nell’ombra al momento giusto. Avrà modo di recuperare, perchè è un tecnico capace e ben considerato in Europa e nel mondo per queste qualità. Il vero sconfitto (insieme a Matteo Salvini) è Giuseppe Conte, che in questi mesi ha sgretolato quel poco di credibilità che gli era rimasta, e – qui torna il giudizio su Renzi – ha dimostrato che alla fine, bene fecero i ministri di Italia Viva a ritirargli il sostegno un anno fa.

Su tutti si staglia la figura di un insostituibile Sergio Mattarella, un vero gigante.

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