Lunedì secondo round di negoziati, ma le posizioni restano distanti
Il 2 giugno, Russia e Ucraina tornano a incontrarsi a Istanbul per un nuovo round di negoziati di pace, sotto la pressione degli Stati Uniti. Le posizioni restano inconciliabili, mentre sul campo il conflitto si intensifica con attacchi su larga scala da entrambe le parti.
Dopo oltre tre anni di guerra, Russia e Ucraina tornano a sedersi allo stesso tavolo per cercare una via diplomatica alla fine del conflitto. Il secondo incontro è previsto per oggi, lunedì 2 giugno, a Istanbul, dove le delegazioni si confronteranno sulle rispettive condizioni per un possibile accordo.
Le aspettative sono basse. Nonostante la mediazione insistente del presidente statunitense Donald Trump, che alterna pressioni e appelli ai leader coinvolti, Mosca e Kyiv sembrano intenzionate a mantenere le proprie posizioni. Le proposte, secondo fonti diplomatiche, sono destinate a scontrarsi senza avvicinamenti concreti.
Nel frattempo, gli scontri sul campo si sono intensificati. L’esercito russo ha avviato una nuova offensiva nella regione settentrionale di Sumy e ha colpito numerose città ucraine con un attacco coordinato che ha incluso circa 500 droni e falsi bersagli. L’Ucraina ha risposto con raid su basi aeree in territorio russo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato solo domenica pomeriggio la partecipazione della propria delegazione, guidata dal ministro della Difesa Rustem Umerov, affermando: “Cercheremo almeno un piccolo passo verso la pace”.
Kyiv mira a ottenere prima un cessate il fuoco, con controlli internazionali su terra, mare e aria, mentre Mosca insiste su “questioni di fondo”, tra cui la rinuncia all’espansione della NATO e il riconoscimento delle sue conquiste territoriali – richieste già respinte dall’Ucraina.
Anche la struttura delle delegazioni fa pensare a incontri più tecnici che politici: nel primo round, a metà maggio, i colloqui portarono a un ampio scambio di prigionieri, ma non a progressi tangibili.


