Home Europa Si intensificano i colloqui in vista del G20 sull’Afghanistan

Si intensificano i colloqui in vista del G20 sull’Afghanistan

Draghi e Michel, hanno parlato principalmente della crisi afghana, così come riferito da una nota di Palazzo Chigi "anche in connessione con le prospettive dell’azione internazionale nei diversi fori, incluso il G20, la lotta alla pandemia da Covid e la gestione dei flussi migratori".

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Oggi pomeriggio a Roma il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha incontrato il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel

Hanno parlato principalmente della crisi afghana, così come riferito da una nota di Palazzo Chigi “anche in connessione con le prospettive dell’azione internazionale nei diversi fori, incluso il G20, la lotta alla pandemia da Covid e la gestione dei flussi migratori”.

L’incontro di oggi arriva a 24 ore da una “articolata conversazione telefonica” di Draghi con il presidente turco Erdoğan e di Michel con Putin

L’ufficio stampa del palazzo romano ha definito “fruttuoso e amichevole” lo scambio di vedute che è stato “concentrato sugli ultimi sviluppi della crisi afghana e sulle sue implicazioni a livello regionale, approfondendo le prospettive dell’azione della Comunità internazionale nei diversi fori, incluso il G20”. Il colloquio – riferisce sempre Palazzo Chigi – ha fornito l’opportunità per discutere delle priorità della Presidenza italiana del G20 volte a ridurre le disuguaglianze, tutelare la salute globale e promuovere una ripresa rapida e sostenibile, “rinnovando l’invito al Presidente Erdoğan a prendere parte al Vertice di Roma”.

Sono stati infine affrontati gli “eccellenti rapporti bilaterali e le opportunità di ulteriore rafforzamento del partenariato italo-turco in tutti i settori”.

Il presidente Michel arriva a Roma dopo la telefonata avuta a sua volta nella giornata di ieri, con il presidente Russo, Vladimir Putin. Dal Cremlino hanno enfatizzato che per  entrambe è importante mantenere la pace civile in Afghanistan e prevenire la violenza.

Sottolineata inoltre, l’importanza di avviare un dialogo pragmatico intra-afghano al fine di garantire l’integrità dello Stato, nel rispetto degli interessi di tutti i gruppi della popolazione.

La disponibilità alla cooperazione tra Russia ed Europa punta a stabilizzare la situazione, evitare il rischio di diffondere terrorismo, estremismo e traffico illegale di stupefacenti.

Il presidente Russo poi, parlando in videoconferenza ad un vertice con il presidente brasiliano Bolsonaro, il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente cinese Xi Jinping e il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, ha ripetuto “che l’attuale ciclo di crisi in Afghanistan è una diretta conseguenza di irresponsabili tentativi estranei di imporre i valori di qualcun altro al Paese e di costruire ‘strutture democratiche’ utilizzando tecniche di ingegneria socio-politica, ignorando le specificità storiche e nazionali di altre nazioni e le tradizioni in base alle quali vivono”.

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La destabilizzazione e il caos cui stiamo assistendo per il presidente russo non sono che il  frutto “delle menti dietro questi esperimenti, che si ritirano frettolosamente mentre l’intera comunità internazionale deve poi affrontarne le conseguenze”.

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